le donne e il vangelo degli umili: omelia per il lunedì santo

 

 

Perchè sono proprio le donne a ricevere il primo annuncio della resurrezione e a consegnarlo agli apostoli? Se i vangeli lo riportano, tenendo conto che nella mentalità dell’epoca la donna non godeva di grande considerazione e dignità, significa che è molto probabile che storicamente andò proprio così. Il Signore si è mostrato per primo a delle donne, e forse, prima fra tutte, anche se non è attestato dai vangeli, a sua madre. Ma perchè non ha scelto, per esempio, Pietro, o il collegio apostolico per dare il primo annuncio? Scherzosamente si può dire che il Signore ha agito di furbizia: infatti prevedeva  che, dicendo un fatto a delle donne,  l’avrebbe immediatamente conosciuto il mondo intero! Ma al di la degli scherzi, credo che vi sia qualcosa di vero nel fatto che il Signore ha scelto di annunciare la sua resurrezione come prime a delle donne, considerando le caratteristiche della natura femminile. Nel femminile c’è una particolare capacità di aderire istintivamente e affettivamente alla verità, una propensione ad abbandonarsi, seguendo le ragioni del cuore, che lo rendono particolarmente adatto ad accogliere ciò che Dio vuole rivelare.

Con timore e gioia grande le donne vanno, corrono via dal sepolcro, lasciandosi guidare dall’energia sacra e travolgente di questi sentimenti. Il timore di trovarsi dentro al mistero santo di Dio, la gioia di sentire gli effluvi abissali che provengono dalla resurrezione di Cristo. Qui le donne rappresentano la Chiesa intera, che è donna e sposa, e che gode di incontrare finalmente il suo sposo, prostrandosi ai suoi piedi, baciandoli e bagnandoli con le lacrime della consolazione.

Si, alla luce del vangelo si deve affermare che nonostante nella Chiesa non occupino posti di potere, le donne sono più vicine al cuore di Dio degli uomini e per questo sono state e sempre saranno le prime a portare quell’annuncio di gioia che cambia la storia molto più delle decisioni degli uomini.

In questo passo del vangelo di Matteo, infatti si contrappone l’annuncio di verità delle donne, con la menzogna costruita da uomini potenti. Contrastano il luogo, le modalità e gli effetti. Alla corsa gioiosa e pubblica delle donne, si oppongono le segrete stanze e corridoi dei palazzi. All’annuncio  che si compie nella galilea delle genti e che nasce dall’esperienza vitale e rigenerante della resurrezione si oppone una fabbricazione artificiale,che coinvolge i detentori dei poteri della comunicazione e gli opinion makers dell’epoca.  Alla diffusione universale tra le genti, tra gli umili e semplici uomini di tutti i popoli del mondo,  si oppone un circolare tra gruppi di giudei, che rassicura coloro che sono turbati dalla forza dirompente di questo annuncio.

A ben guardare, è ancora oggi così. Mentre i media costruiscono spesso castelli di ipotesi, per confondere, turbare, generare inquietudine e sfiducia nei confronti della Chiesa e del suo annuncio, la verità non può spesso valersi di tali mezzi, ma passa attraverso una potenza comunicativa diversa, fondata sull’energia della resurrezione.

Questa potenza comunicativa è più forte dell’artificiale menzogna costruita spesso da chi gestisce il potere dell’informazione. Infatti la menzogna si diffonde per un pò, ma poi si restringe e si arresta, e, fondamentalmente, viene dimenticata. La verità invece fa la storia, perchè è la parola di Dio si compie sempre e inevitabilmente, come ci attesta Pietro nella prima lettura. Davide previde la resurrezione di Cristo e ne parlò: infatti non era possibile che la morte tenesse in suo potere il messia di Dio, destinato alla resurrezione

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