Esercizio per il 25/10

 

CONSIDERA IL TESTO DI: 1 Cor 10, 1 – 13. QUALI SONO I PRINCIPALI TESTI DELL’AT CITATI O ALLUSI DA QUESTO BRANO? è POSSIBILE INDIVIDUARE UNA TIPOLOGIA?

SE SI, QUALE?

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  1. La nube simboleggia la protezione di Dio (Es. 13: 21/14:20) e furono battezzati in Mose’ attraversando il Mar Rosso. L’acqua della roccia e la manna, profetizzano l’Eucarestia (Es.16:4-35/17:5-6 Nm 20:7-11) Paolo menziona alcuni episodi del cammino del popolo di Israele nel deserto , dove si sono allontanati da Dio, con le relative conseguenze. (Es 36:6) Paolo Ercolani e Laura Torri

  2. La nube viene rappresentata come segno di alleanza di Dio nel passaggio del Mar Rosso il popolo
    fu battezzato in Mosè, tutti si saziarono di quel cibo e di quella bevanda cui era il Cristo nell’ Eucarestia, molti di loro però non vennero graditi a Dio per il loro distaccamento,quindi furono scacciati nel deserto.

  3. Il brano di Paolo fa riferimento soprattutto a Esodo e Numeri.
    Mediante la storia di Israele nel deserto, Paolo ci insegna che l’’esperienza fatta al tempo dell’esodo ha valore anche per i cristiani. Le vicende dell’Esodo vengono usate come ammonimento.
    L’interpretazione tipologica serve come esempio di avvertimento da non imitare.
    1Cor10,1-2 La nube (Es 13,21) e il mare -passaggio del mar Rosso- (Es 14,22) raffigurano il battesimo cristiano
    1Cor 10,3. Cibo spirituale (Es 16,4-35) e bevanda spirituale (Es 17,5-6) figure dell’Eucaristia
    1Cor 10,4. Riprendendo una leggenda rabbinica, Paolo dice che questa roccia seguiva gli israeliti nel deserto. affermando che la roccia era il Cristo; lo stesso Cristo dunque era già presente nell’esodo come fonte di salvezza per gli israeliti.
    1Cor 10,6.
    1Cor 10,7 (Es 32,6)
    1Cor 10,8 .(Nm 25,9)
    1Cor 10,9 .(Nm 21,5-6)
    1Cor 10,10 .(Nm 17,6-15)
    1Cor 10,11 .Paolo specifica che tutte queste cose sono state scritte come ammonimento.”La fine dei tempi” è l’età messianica iniziata con la risurrezione di Gesù e il dono dello Spirito Santo
    1Cor 10,12-13 .Il demonio è sempre in agguato nel tentativo di farci cadere. Ma «Dio è fedele», Egli non permetterà a Satana di tentarci al di là di ciò che ognuno di noi può sopportare.

    Emilia Turazza

  4. Nel versetto 1 si possono evidenziare le citazioni di Es 13,21 “Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere” anche se qui si dice che la nube li precedeva o li seguiva, mentre in Corinzi si dice che “furono sotto di essa”. Tutavia la nube si pone sopra in Sap 19,7 “Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento”. Questa immagine della nube viene descritta da Paolo come battesimo cioè immersione in 1 Cor 10,2. La citazione riguardo l’acqua in Es 14,29 “Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra” non prevede una vera e propria immersione e quindi è Paolo che qui ne dà una nuova interpretazione quale battesimo in Cristo Gesù.

    Gesù, origine del battsimo è quindi è l’antitipo nel NT del tipo rappresentato da Mosè dell’AT che guida il suo popolo durante “l’immersione” nella nume e nel mare.

    Il “cibo spirituale” 1 Cor 10,3 è riferito alla manna cioè al “pane del cielo” del Sal 78,24 e citato in Sap 16,20 che poi diventerà in Gv 6,31-33 il pane dell’ultima cena. Allo stesso modo in Es 17,6 “Ecco, io starò davanti a te sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà” la roccia rappresenta il Cristo il cui sangue …

    A questo punto dopo aver ricordato il passato Paolo ammonisce i Corinti per il futuro, evitando l’idolatria citando Es 32,6 “Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento”. Lo sterminio di ventitremila persone si riferisce a Nm 25,1-9 quando Israele aderì al culto idolatro di Baal-Peor. Allo stesso modo segue la punizione di Nm 21,6 con i serpenti velenosi.

    Il brano termina con la rassicurazione che benchè le tentanzioni siano tante e insidiose le forze umane sono sufficienti per combatterle e vincerle

  5. I riferimenti all’At sono chiari ed espliciti. Volendo individuare una tipologia mi viene da pensare all’acqua.
    L’acqua del mare nella quale il Popolo d’Israele veniva battezzato e che per noi cristiani è l’acqua del Battesimo in Cristo (con i vari riferimenti alle tentazioni nei versetti finali del testo di Paolo).
    La stessa acqua menzionata in Nm 20 che sgorga dalla roccia per dissetare il Popolo d’Israele e che nel compimento del Nt è Cristo acqua viva, fonte dello Spirito Santo che disseta tutti i battezzati.

  6. Paolo cita molti testi dell’A.T facendo riferimenti come: nuvola, mangiare, roccia spirituale, etc. vedi: Lv, Nm, Gn, Es, Dt, etc. Come molto chiaramente ammonisce senza mezzi termini e l’allusione forse è al versetto 12 “.. chi crede di stare in piedi,..” alludendo a chi non crede.

    Paolo

  7. La nube di 1Cor. 10,1 è la nube di Es. 13,21: è Dio fedele nella colonna nube a protezione del suo popolo.
    Nei v v1 Cor. 3,4 c’è riferimento al cibo del deserto, la manna (“che cos’è?” Es.16 13,15 )e all’acqua della roccia,(Es.17, 6 Nm. 20 7,11): dicono del Corpo e del Sangue di Cristo nell’Eucarestia.

    Mosè è il personaggio storico, il “tipo”, che ha compimento in Gesù, l'”antitipo”, così
    il passaggio del mar Rosso rappresnta il battesimo per gli Ebrei in MOSE’, come il battesimo cristiano ha il suo compimento per tutti in CRISTO.

    Può essre un'”allegoria” lo “Sterminatore” di Es12 21,28, in cui il segno del sangue sullo stipite comporta la Pasqua ebraica , la salvezza del popolo ebraico , che si compie con la resurrezione del Signore ed è monito per la nostra conversione dal peccato come ci dice Paolo 1Cor.10 11,13?.

  8. Paolo parla della nube e del passaggio del Mar Rosso per evocare il battesimo; della manna e dell’acqua della rupe, figure dell’Eucarestia.
    Il popolo di Israele, pur beneficando di questi doni, ha ceduto alla tentazione dell’infedeltà, dell’idolatria, della disobbedienza.
    I Corinti sono invitati a vivere nella fedeltà.
    Cristo è colui che ha vissuto in pienezza questa fedeltà. Ha accettato la tentazione, per rafforzare la sua obbedienza al Padre.
    Anche a noi viene chiesto di “vigilare su noi stessi per non cadere in tentazione” (Gal. 6,1).
    Le citazioni sono:
    Es. 13,21
    Es. 16,4-35
    Nm. 14,16
    Nm. 11,4-34
    Es. 32,6
    Nm. 21,5-6
    Nm. 17,6-15
    Rm. 15,4
    Gal. 6,1
    1Cor. 1,9
    Gc. 1,13-14
    Mt. 6,13
    Sir. 15,11-20

    Maria Grazia

  9. Silvia Gualtieri
    i principali testi dell’antico testamento ai quali fa rifermento il testo di 1 Corinzi 10, 1-13 sono:
    la nube e l’attraversamento del mare :esodo 13,21 – 14,20
    manna e acqua della roccia: es 16,4-35 ; 17,5-6 ; numeri 20,7 -11 ; corinzi 12,13
    infedeltà al Signore: es 32,6
    sterminatore: esodo 12,21-28
    Penso che sia un’allegoria il passaggio del mar rosso, perché in essa Paolo vede un preannuncio del battesimo cristiano, così pure la manna e l’acqua della roccia perché sono anticipazioni profetiche dell’eucarestia.
    la tipologia potremmo essere noi ed il popolo di israele? i fatti accaduti duemila anni fa , sono riportati a noi come esempio, per ns ammonimento. anche noi potremmo cadere , ma Dio dona la possibilità di rialzarsi con la resurrezione di Cristo.

  10. Il testo principale citato dell’AT è quello dell’Esodo, in riferimento al cibo, all’acqua, alle lamentazioni. Al testo dei Numeri dove Dio perdona il popolo, ma molti di loro non vedranno la Terra Promessa.
    Paolo esorta il popolo di Corinto ad essere umile, lo mette in guardia, facendo il confronto con gli Ebrei, dicendo che anche loro furono battezzati nell’acqua (Mar Rosso), ebbero l’Eucarestia (la manna), ma ciò nonostante molto di loro morirono a causa del loro peccato.

  11. Considera il testo di : Cor 10,1-13. Quali sono i principali testi dell’ AT
    citati o allusi da questo brano ? E’ possibile individuare una tipologia ? Se
    si, quale ?

    * testi dell’AT : Es 13,21; 14,22; Num 9,18; Es16,4-35; Dt 8,3; Es 17,5-6;
    Num 20,7; Sap 11,4; Num 14,16; 26,63-65 Sof 3,6-7; Num 11,4,34; Es 32,6; Num
    25,1-9; Num 21,5-6; Es 16,2; Num 14,2,36-37; 16,8-35; 17,6-15; Num 10,6; Rm
    15,4; Tm 3,16; Gal 6,1; 1,9; Sir15,11-20;
    * Paolo fa una lettura cristiana dell’ AT : eventi e persone prefigurano la
    figura e l’insegnamento di Cristo che è il punto d’arrivo dell’ AT .Questo è il
    senso detto tipico o spirituale.
    * La roccia era il Cristo.

    Katia

  12. Sono stati citati diversi testi dell’Antico Testamento, ed alcuni del Nuovo, i principali sono: Esodo, Libro dei Numeri, Lettera ai Romani. Tipologie incontrate: nel versetto 1-5, Paolo prende ad esempio il popolo degli Israeliti. Prova le sue affermazioni dalla storia di Israele, prostrato nel deserto a causa della sua infedeltà. Nel versetto 6, la storia dell’Antico Testamento prefigura i misteri cristiani: il passaggio del Mar Rosso figura il battesimo, la manna, l’Eucarestia. Nel versetto 7-10 Paolo sostiene che: se i Cristiani, dopo aver imitato gli Ebrei nella liberazione (con il battesimo), nella manna (con l’Eucarestia), si ritrovano ad imitarli anche nei malvagi desideri, saranno castigati come loro con l’esclusione della terra promessa per gli Israeliti, il paradiso per i Cristiani. Nel versetto 11 la fine dei tempi è l’era del Messia Incarnazione, morte, resurrezione e ritorno del Signore.

  13. Nel brano 1Corinzi 10,1-13 viene citata la nube (Es 13,21) e il passaggio nel Mar Rosso (Es 14,22), figure del Battesimo, la manna (Es 16,4-35) e l’acqua della rupe (Es 17,5-6; Nm 20,7-11) figure dell’Eucarestia per invitare i corinzi alla prudenza e all’umiltà con un ammonimento richiamando lo sterminio di Nm 14,16 e invitando a non desiderare cose cattive (Nm 11,4-34), il perdersi nel divertimento (Es 32,6) o nell’idolatria (Nm 25,1-9) rischiando di cadere vittime di serpenti (Nm 21,5-6) o dell’angelo sterminatore (Es 12,23), richiamando sempre la bontà del Signore e la libertà che lascia all’uomo (Sir 15, 11-20).
    Gesù è l’anti-tipo nel NT da cui ha avuto origine il Battesimo e l’Eucarestia rispetto a Mosè, il tipo dell’AT, con il passaggio nel Mar Rosso e la manna. Mosè battendo sulla roccia ne uscì acqua, dal costato di Gesù colpito dalla lancia ne uscirà sangue ed acqua, figure rispettivamente dell’Eucarestia e del Battesimo.

  14. Principali testi:
    Es.13.21 nube che guida Israele
    Es 14.22 passaggio di Israele nel Mar Rosso all’asciutto protetto dalle mura delle acque
    Es 16.13 pane disceso dal cielo
    Nm 20,7 acqua che sgorga dalla roccia
    Nm 14-16,29 mormorazione del popolo, intercessione di Mosè, perdono di Dio e ammonizione per tutti
    Es 32,1 Richiesta di Israele di un Dio che si vede e si tocca
    Nm 25-1,9 peccato di Israele (tresca con donne e idolatria) e castigo dei tentatori (amonizione)
    Nm 16 Viene costestato Mosè “che sta in piedi” sopra l’assemblea del Signore poichè “tutti sono santi” …..può essere il riferimento per 1Cor “stare in piedi non cadere” inteso come… uno è scelto e ha un compito preciso come Mosè di guida, di esempio, di mediazione e non come privilegio, come consapevolezza per Corinzi e noi? o piuttoso sta in piedi per volontà di DIo e anche noi stiamo in pieidi per nostra volontà (impegno…) ma confidando in Dio?
    Nm 16,28 Il signore mi ha mandato, non agisco di mia iniziativa
    Nm 16,28 punizione esemplare: scesi vivi negli inferi, la terra gli inghiottì……..Gesù giusto sceso vivo negli inferi ma per poi risorgere e riportare tutti a Lui (forse un pò azzardata?)
    Nm 17-1-14 rimozione degli incensieri dei ribelli trasformati in lamine per ricoprire l’altare come monito di ciò che è avvenuto
    Nm 17,6 mormorazioni e castigo…..Mosè intercede per il popolo, rito espiatorio, ferma il flagello
    Nm 14-2,3 mormorazione contro Mosè non fiducia in lui come capo perchè non risponde alle aspettative.
    Tutto questo è ripreso da San Paolo:ripercorre l’esperienza nel deserto (padri sotto la nube, atraversarono il mare…..) e invita, incoraggia i Corinti e tutti noi con le ammonizioni (non desiderare cose cattive, non diventare idolatri….) ricordando la fedeltà di Dio che riconosce la nostra umanità con una speranza in più…”vi darà la via d’uscita, la forza per sopportarla”.
    Due tipologie:
    Mosè e Criso mediatori tra Dio e il popolo e ciascuno
    l’esperienza del popolo nel deserto con Mosè e la nostra esperienza in Cristo

  15. In qs brano Paolo fa un esplicito riferimento all’esperienza dell’Esodo richiamando
    ALCUNE FIGURE:
    – la nube (Es 13,21)
    – il passaggio del mare (Es 14,19 ss)
    – l’acqua dalla roccia e la manna (Es 16,4 ss)
    – i serpenti 8 (Nm 21,5-6)
    e ALCUNE ESPERIENZE:
    – l’idolatria, con tutto ciò che ne consegue (Es 32
    – la mormorazione (Nm 17,6)

    Per quanto riguarda la tipologia mi sembra di scorgerne a più livelli:
    in generale il tipo è il popolo di Israele nella sua esperienza di ESODO dall’Egitto,
    e l’anti-tipo è la Comunità cristiana (in particolare quella di Corinto, ma più ampiamente
    ogni comunità cristiana) chiamata a “imparare” dalle scritture e in particolare da qs
    esperienza dell’Esodo (1 cor 10,6.11)
    in particolare Paolo evidenzia altre tipologie; il tipo la Roccia, la manna, Mosè
    e l’antitipo è Cristo (e in particolare il Battesimo e
    l’Eucarestia)

    Paola

  16. I principali testi dell’AT che emergono dal nostro brano di lavoro sono da riprendere dal Libro dell’Esodo (passaggio del Mar Rosso, la manna, il vitello d’oro) e dal Libro dei Numeri (la roccia dove scorre acqua, la venuta dei serpenti).
    Per me la tipologia è rappresentata dalla storia di liberazione-salvezza del popolo di Israele (AT) che si compie con la venuta messianica del Cristo (NT).

  17. Esodo:Dio alla testa del suo popolo mantenendo la sua promessa lo guida fuori dal Mar Rosso -Figura del battesimo-la manna e la rupe, simboleggia L’EUCARESTIA.La ROCCIA segno di CRISTO che secondo Paolo preesistente già nella storia d’Israele.
    Possiamo anche dire che l’Esodo è l’origine della fede d’Israele proprio perchè racconta quell’esperienza che ha permesso al popolo di riconoscere il SIGNORE il SUO DIO,colui che gli ha donato una terra.

  18. – Per quanto riguarda la tipologia individuerei, come dettaglierò meglio più sotto, sicuramente l’allegoria per l’uso di alcune immagini, ma anche insieme mi sembra di individuare il procedimento della tipologia in riferimento al popolo di Israele (i Padri) come tipo ed al suo anti-tipo in rapporto di continuità, che è il popolo della nuova alleanza (i Corinzi prima e poi noi tutti)-

    Paolo, in questi versetti , si riaggancia direttamente a ciò che aveva detto subito prima in riferimento alla possibilità di poter essere escluso (squalificato dalla corsa) dal premio promesso nel Vangelo, e cioè vuole ricordare ai Corinti (ed a noi) ciò che è accaduto ai Padri, (cfr. vari versetti di Esodo ai cap. 13;14;16;17ecc. e Numeri in vari capitoli).
    I Padri, infatti, pur essendo stati sotto la “nube”, (allegoria dello Spirito Santo che illumina la via, indica la strada?), pur avendo conosciuto la salvezza nell’attraversare il mare (allegoria del battesimo nella quale si riconosce l’immersione delle acque, che potenzialmente sono apportatrici di morte ma che generano vita) ed ancor di più, pur avendo bevuto all’acqua della roccia spirituale (allegoria del Sangue di Cristo), furono sterminati nel deserto, cioè non poterono mai entrare nella Terra promessa.
    Quindi vigilare sempre, sui desideri cattivi, le idolatrie, le mormorazioni non pensando di poter mettere alla prova il Signore, perché nessuno , per quanto stabile, è assicurato dalla caduta. E neanche si pensi che è il Signore a tentarci per farci cadere perché “Dio non può essere tentato dal male ed egli non tenta nessuno”(Gc 1,14), ma anzi insieme alla tentazione ci sarà data la forza necessaria per poterla sostenere e uscirne.

  19. Graziella di Cattolica, i principali testi dell’ A.T.sono il libro dell’Esodo e dei Numeri. La tipologia individuata e’ il popolo di Israele protetto dal Signore (NUBE) tutti hanno mangiato le stesse cose e si sono nutriti del Signore, ma non tutti avevano lo stesso cuore e le stesse motivazioni che portavano a Cristo, guardano solo al lato materiale e non vedono oltre ecco perche’ la maggior parte di loro non e’ gradita a Dio e furono sterminati. Hanno fatto delle cose materiali il loro Dio(Idolatria).

  20. I testi dell’AT che emergono dal brano di lavoro dal Libro dell’Esodo -passaggio del Mar Rosso, la manna, il vitello d’oro- e dal Libro dei Numeri la roccia dove scorre acqua, la venuta dei serpenti.
    Per me la tipologia viaene rappresentata dalla storia di liberazione,salvezza del popolo di Israele (AT) che si compie con la venuta del Cristo (NT).

  21. Il brano di Paolo fa riferimento ai libri dell’Esodo e dei Numeri. Il passaggio nel Mar Rosso è una chiara prefigurazione del battesimo Cristiano (tipologia). Infatti rappresenta l’inizio di una nuova vita per il popolo d’Israele, così come il battesimo rappresenta l’inizio di una nuova vita per il Cristiano. Nell’episodio descritto nell’Esodo l’acqua è fonte di morte per gli Egiziani e vita per Israele, così come nel Battesimo l’acqua è segno dell’immersione nella morte e risurrezione di Cristo. Il popolo d’Israele viene liberato dalla schiavitù dell’Egitto, così come il Battezzato è liberato dalla schiavitù del peccato. Il cibo e la bevanda spirituale fanno riferimento all’eucarestia.
    Stefano Conti

  22. In questo brano sono stati citati diversi brani dell’AT tra cui Es 13,21 dove il popolo di Israele uscendo dall’egitto viene guidato e scortato da una nube che di notte diveniva fuoco per illuminare il cammino, e in altre occasioni segnalava la presenza del Signore sulla tenda dove si riunivano, poi anche Es 14,22 dove il passaggio attraverso il Mar Rosso raffigura per S.Paolo anche una sorta di Battesimo; poi Es 16, 4-35 dove viene narrato come durante il viaggio il Signore nel deserto nutre il suo popolo con la manna; la bevanda spirituale riporta ad Es 17,6 (ripreso poi anche in Nm 20,7-11) dove Mosè percosse la roccia per far scaturire l’acqua promessa dal Signore destinata al popolo e al bestiame. Tutti questi sono esempi per dimostrare quanto il Signore tenga al suo popolo e quanto lo curi nei momenti di difficoltà; Egli assiste, guida, nutre. Poi c’è la bella immagine della roccia spirituale che segue il popolo nel suo viaggio sin dal principio, Gesù Cristo. Questa roccia che viene percossa con il bastone per portare acqua, simbolo di vita, qui probabilmente mi sbaglierò, ma azzarderei di vederci un allegoria in questa immagine.
    Successivamente , S.Paolo, porta ai fratelli di corinto, esempi di momenti in cui il popolo di Dio ha dubitato della Potenza del Signore in Nm 14,16, ha ricercato il culto di idoli Es 32,6 anche semplicemente per sedersi a mangiare e bere cibo sacrificale durante rituali di altri culti, si è lasciato andare alla fornicazione Nm 25,1-9 , mise alla prova il Signore Nm 21, 5-6, parlarono male del progetto di Dio, rimpiangendo il tempo della schiavitù in egitto Nm 17,6-15. In questi brani mi colpisce molto la figura di Mosè, profeta che riceve dal Signore la vocazione a guidare e custodire il suo popolo che spesso non riconosce la volontà del Signore e se la prende con Mosè di non avere cibo e la prosperità promessa, ma nonostante questo Mosè ama il popolo che Dio gli ha affidato e fa di tutto per salvarlo anche a costo di essere lapidato, forte del supporto del Signore che non gli fa mai mancare la sua presenza accanto. Anche qui provo ad azzardare la tipologia di Mosè come guida spirituale del popolo di Dio che si ripete in San Paolo con le comunità cristiane sparse nel mediterraneo, e come se le custodisse come faceva Mosè con il popolo di Dio in viaggio dall’Egitto.
    Poi ripete come in altre occasioni in questa lettera che chi crede di stare in piedi guardi di non cadere, in altre parole la sapienza dell’uomo è stoltezza davanti a Dio; inoltre tutto ciò che Dio fa provare al suo popolo è sempre unito alla forza che Egli dà per salvarsi, come la Manna nel deserto, o come Mosè come profeta, ed in quest’ultimo caso S.Paolo come guida che invia Timoteo per aiutare il popolo di Corinto ad uscire da una strada verso le divisioni, l’ingordigia, il peccato, riportandoli sull’imitazione di S.Paolo nella carità, nell’umiltà e nella speranza della risurrezione.

  23. penso che Paolo,con l’esempio del popolo d’Israele,voglia farci capire la grossa responsabilità di professarci cristiani.L’esodo dall’Egitto trova compimento di liberazione,nella liberazione dal peccato attuata da Cristo,perchè Egli già nell’esodo agiva (quella roccia era il Cristo). I Testi di riferimento al brano nell’AT sono molti,a me piace molto il cantico di Mose(dt 32).

  24. I testi dell’ A.T. a cui Paolo si rifà sono Esodo, Numeri e anche 2 salmi il 78, 24-31 ed il 106.
    La storia della salvezza del popolo Ebraico, la mamma, il Mar Rosso, il vitello d’oro, la roccia, i serpenti. Forse non ho capito bene come individuare le tipologie ma mi vengono in mente
    Mose (tipo) che è determinante nella salvezza del popolo ebreo, Cristo (anti tipo) determinante nella salvezza di tutti. La mamma e la Roccia (tipo) cibo e ristoro per gli Ebrei che sono il Pane ed il Vino (anti tipo) dell’Eucaristia; Il passaggio del Mar Rosso (tipo) sorta di battesimo per gli ebrei con il Battesimo (anti tipo) preannunciato da Giovanni.

  25. Il testo di 1 Cor 10,1-13 considera l’esempio ed il comportamento del popolo di Israele rispetto ad alcuni fatti storici. Ad esempio quando il testo di S. Paolo parla della nube fa riferimento al periodo dell’esodo del popolo di Israele (Es 13,21 e Es 14,20): la nube è il segno della protezione divina e della presenza di Dio con il popolo (Es 14, 24), infatti la nube costituisce un baluardo fra gli Israeliti e gli Egiziani ed il Signore getta il suo sguardo dalla colonna di nube e fuoco.
    Ad esempio in relazione all’acqua è citato il passo di Nm 20,7-11 in cui Mosè percosse la roccia e ne uscì acqua per dissetare il popolo assetato.
    L’elemento dell’acqua che scaturisce dalla roccia o il passaggio del Mar Rosso possono essere figura del battesimo: gli Ebrei furono battezzati in rapporto a Mosè, come i cristiani in rapporto a Cristo, quindi il tipo dell’Antico Testamento potrebbe essere Mosè e Gesù è colui che nel Nuovo Testamento compie il brano della Scrittura.
    Sono menzionati anche diversi episodi dell’infedeltà al Signore del popolo di Israele (Es. 32,6) con le relative conseguenze . S. Paolo esorta quindi i cristiani a rimanere fedeli al Signore, e a non abbandonarsi all’infedeltà: il Signore è fedele alla sua alleanza e alla sua Parola e “non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze”: c’è quindi un importante incoraggiamento a perseguire il bene.

  26. Questo testo commenta la parola del brano precedente “squalificato” e mostra come esista il pericolo di essere esclusi . Paolo lo dimostra portando esempi tratti dalla storia d’Israele, precisamente da Esodo e Numeri in cui, nonostante sia evidente la Provvidenza speciale di Dio per il suo popolo,esso non smette di mormorare contro Dio e contro Mosè e si lascia andare ai vizi, all’orgoglio e alla presunzione che sono la causa di questa eliminazione. Il tipo quindi è il popolo d’Israele e gli antitipi siamo noi che dobbiamo guardarci da questi vizi ,dobbiamo essere vigilanti per non cadere in tentazione. Importante è la correzione fraterna e, come in Nm 17,l’espiazione che ci unisce al sacrificio di Gesù. In Sir.è l’ accenno alla nostra libertà di scelta è Dio lascia che siamo tentati per darci occasione di manifestare la profondità del nostro cuore.

  27. Es 13,21 14,22 appartengono all’AT
    ES 16,4-35 ”
    Es 17,5-6 ”
    Num 20,7-11 ”
    Num 14,16-29 ”
    Num 11,4-34 ”
    Es 32,6 ”
    Num 25,1-9 ”
    Num 21,5-6 ”
    Num 17,6-15 appartengono NT
    Es 12,23 10,6 appartengono NT
    Sim 15,11-20 1,9 appartengono AT
    Gc 1, 13-14 Appartengono NT
    At 6,13 26,41 ”

    E’ possibile individuare una tipologia ? Se si quale?

    Si, nei versetti 3 e 4 l’AT ci ripporta all’Eucarestia che è il cibo spirituale fatto dal corpo e il sangue di Cristo.
    Nel versetto 2 , Mosè guida il popolo di Dio ( gli Ebrei ) attraverso il Mar Rosso èrotetti dalla nube
    ( Protezione Divina ) , la tipologia è quella del Battesimo, si diventa figli di Dio purificandosi con l’acqua.

    Rosemarie, Manuela, Anna Maria.

  28. Le citazioni fatte da Paolo non sono tutte allo stesso livello. Una è esplicita, perchè Paolo stesso la introduce con un “così sta scritto” ( v. 7) e viene citato esplicitamente Es 32, 6. Al v. 5 c’è una citazione implicita ( stesse o simili parole, ma non introdotte da “così sta scritto”) di Num 14, 16. Tutte le altre non sono citazioni ma solo allusioni a brani biblici, perchè sono ripresi gli episodi, ma non le parole stesse del testo biblico: i brani biblici di riferimento sono Es 16, 1 – 36; Es 17, 1 – 7; Nm 20, 1 – 13, per i vv. 1 – 6. Per il v. 8 abbiamo Nm 25, 1 – 9 ( interessante la cifra dei morti!) e per il v. 9 Nm 21, 5 – 6. C’è poi l’allusione allo sterminatore ( Es 12, 23 ) al v. 10.
    Senza dubbio si possono trovare anche altri testi appartenenti la serie delle peregrinazioni del popolo nel deserto, cui Paolo può alludere. Non necessariamente dobbiamo preferire un testo ad un altro, perchè Paolo ha in mente una tradizione composta da molti testi, di epoche diverse (cfr. anche Sal 78, 24 – 25; Sap 16, 20).
    Qualcuno ha messo citazioni del NT: certamente Paolo non può citare nè Romani nè 1 Timoteo, perchè sono state scritte dopo la lettera ai corinzi, e nemmeno altri brani del NT, perchè sono stati scritti dopo. Forse potrebbe citare Galati, ma in questo caso dubito fortemente, anche perchè normalmente Paolo non cita sue lettere precedenti in modo implicito.

    Per quanto riguarda la tipologia, dico subito che alcuni non hanno identificato alcuna tipologia e invece altri l’hanno identificata senza tentare una dimostrazione basata sul testo. Dobbiamo ragionare nel seguente modo: dove il testo stabilisce una correlazione esplicita di prefigurazione e compimento (antitipo – tipo)
    Si potrebbe stabilire una certa connessione tra Mosè e Cristo, sulla base della frase “furono battezzati in rapporto a Mosè”, perchè Rm 6, 3 Paolo dirà: “essere battezzati in Cristo”. Tuttavia si tratta di un’altra lettera, con un altro contesto. Qui invece non viene esplicitato il rapporto tra Mosè e Cristo ma tra la roccia e Cristo. Infatti al v. 4 Paolo dice che questa roccia spirituale era il Cristo, appoggiandosi su una tradizione ebraica della roccia che si spostava dietro al popolo e che in questo modo collegava i due episodi di Num 20, 7 – 13 e 21, 16 – 18. La forma con cui Paolo qui esprime il rapporto tra roccia e Cristo è però piuttosto allegorica. Paolo infatti non afferma che la roccia materiale si sarebbe compiuta in Cristo, ma che quella roccia spirituale a cui i padri bevevano era in realtà Cristo stesso. La roccia non era in realtà roccia, ma altro, era Cristo stesso. Per quanto riguarda i sacramenti del battesimo e dell’eucarestia, il seguito del capitolo farà riferimento proprio alla comunione eucaristica. Non è allora impossibile che Paolo alluda allegoricamente a questo quando parla di bere alla roccia spirituale e di mangiare il cibo spirituale. Certamente il fatto che Paolo parli all’inizio di “essere battezzati in Mosè”, fa pensare già ai sacramenti e al rapporto tra Cristo che costituisce la roccia spirituale ed è la fonte dello spirito e i sacramenti da lui istituiti, come il battesimo e l’eucarestia. Questi collegamenti sono possibili, ma non esplicitati dalla lettera.

    In questo contesto allegorico, Paolo al v. 11 afferma che queste cose capitarono come prefigurazione per noi, perchè non abbiamo la brama di cose cattive. Qui abbiamo una vera e propria tipologia, perché Paolo stabilisce un rapporto di compimento tra gli Israeliti e noi ( v. 6 – 11).Al v. 7 abbiamo l’unica citazione esplicita del testo, che ci orienta proprio a stabilire questo rapporto tra la generazione dei padri, che pur nutrendosi della roccia spirituale, furono idolatri e i lettori che, nutrendosi del cibo spirituale (cfr. vv. 16 – 17) non devono cadervi. Quindi la generazione dell’esodo (tipo) prefigura la chiesa dei corinti (anti – tipo). Qui c’è una tipologia tra popolo di Israele (tipo) e destinatari della lettera di Paolo (anti-tipo), in chiave di esortazione morale, come alcuni hanno ben sottolineato.

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