Esercizio per 31 ottobre.

LEGGI Gn 22, 1 – 19.

1. è un racconto dall’altissima tensione drammatica. Dove secondo te culmina la trama?

2. Poni attenzione alle azioni di Abramo e alle parole di Abramo ad Isacco. Quale sentimento intende comunicare l’autore?

3. Che cosa è in gioco nel rapporto di Abramo col figlio, solo il rapporto di un padre con suo figlio o anche qualcosa di più (cfr. vv. 16 – 18)? Cosa vuol dire “mettere alla prova” da parte di Dio al v. 1?

4. In quale aspetto del mistero di Cristo può compiersi questo testo?

33 Comments

  1. l angelo interviene per fermare Abramo , che dalle parole rivolte ai servi e al figlio sembra non aver perso la fede e la speranza…poi ritorneremo da voi…Dio stesso provvederà l agnello.
    Nel rapporto tra Abramo e isacco ce in gioco il futuro dell umanità…tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, quel mettere alla prova mi sembra un aver fede nei disegni di Dio anche quando non sono a noi comprensibili, il testo si compie nel dono della vita del figlio di Dio in sacrificio per noi, nel sacrificio di Gesù

  2. Paolo e Laura Ercolani. Il brano culmina con Dio che benedice Abramo,specchio di Dio che non ha risparmiato il figlio unigenito e per questo le generazioni hanno avuto la Grazia del Signore. Abramo cerca di trasmettere la sua grande fede al figlio;facendogli capire che Dio può tutto e che sicuramente non ammette sacrifici umani e quindi se il Signore ha dato Isacco in tarda età non si può dimenticare della sua promessa. Nel rapporto di Abramo con il figlio c’è in gioco la fede di Abramo ma anche qualcosa di più,infatti Dio vuol farci capire che non si devono fare sacrifici umani,che noi non apparteniamo a noi stessi ma a Dio e che egli non ha risparmiato il suo unigenito figlio,ma lo ha donato per la salvezza di molti. Dio ha voluto vedere se Abramo era fedele e,grazie a questo servo buono e alla sua obbedienza Dio ha rinnovato il suo patto con lui e la sua discendenza. Il mistero di Cristo si compie con la nuova alleanza con i popoli che ha redento con il suo corpo ed il suo sangue,ma rimane intatta anche l’alleanza conAbramo,che sarà pienamente realizzata alla fine dei tempi con il suo ritorno.

  3. 1) Il racconto del Sacrificio di Isacco culmina nella seconda chiamata, ove Dio stabilisce una nuova alleanza con Abramo: la benedizione di Dio sulla discendenza di Colui che “non gli aveva risparmiato il figlio unigenito”. Nella benedizione nella sua discendenza di tutte le nazioni della terra, noi cristiani la possiamo leggere come la allegorica prefigurazione della futura alleanza attraverso il sacrificio del figlio unigenito di Dio … è molto esplicativa questa allegoria.
    2) Le azioni e le parole di Abramo esprimono una fiducia incrollabile delle parole di Dio ed una sua protezza ad eseguirle.
    3) Sacrificando il figlio Abramo mette in gioco il suo futuro, la discendenza e le speranze nella promessa di Dio … praticamente mette in gioco sé stesso. Il “mettere alla prova” da parte di Dio è il Suo verificare la risposta alla Sua chiamata e quanto alle parole seguono effetti conseguenti e congruenti nel vissuto dell’uomo. Dio verifica il nostro stato di Suoi “servi” e non servi di noi stessi o di altro.
    4) Nel testo del sacrificio di Isacco si compie la prima parte della alleanza dell’uomo con Dio: l’uomo sacrifica suo figlio; il Padre nella crocifissione di Cristo sacrificherà il Suo Figlio; racchiudendo così tra i due sacrifici tutta la storia di Israele=figlio di Abramo, alla maniera della conclusione dei trattati semitici: animali sacrificati spezzati in due e contraenti il patto di alleanza che transitano fra essi (dicendo “che io sia ridotto come questi animali se non rispetto il patto”).

  4. Graziano gen.-22,1 Abramo uomo di fede viene messo da Dio in una posizione di essere tentato a dire no nella cosa più cara che ha , Isacco suo figlio. Ma la grande fede di Abramo salvò il figlio Isacco nuova alleanza con Dio rinnovando la promessa che Dio gli aveva fatto.
    L’agnello che viene dato per il sacrificio ci riporta al Sacrificio Pasquale:cristo che muore e poi risorge per la salvezza dell’umanità

  5. 01.Secondo me la tensione drammatica culmina quando l’Angelo del Signore ferma la mano di Abramo chiamandolo ripetutamente e Abramo risponde nuovamente “eccomi”.
    02.Piena fiducia. Fede nelle azioni di Abramo da parte di Isacco e di Abramo verso DIo. Isacco comprende che lui potrebbe essere “il sacrificio” ed infatti chiede al padre “dov’è l’agnello per l’olocausto??”ma ha fede che il padre non alzerà la mano su di lui. Abramo sa che il Signore gli ha chiesto di sacrificare l’unigenito, quel figlio frutto della promessa e dell’alleanza ma ha fiducia nel disegno divino.
    03. Nel rapporto di Abramo con il figlio Isacco c’è tutta la promessa delle discendenza, alleanza con l’umanità. Dio “mette alla prova” la solidità della fede, la certezza che il disegno divino è sempre per il bene, la fortezza dell’alleanza.
    04.Nel sacrificio di Cristo (Agnello) sulla croce.

  6. 1) La trama culmina al versetto 12 quando l’angelo del Signore dice ad Abramo non stendere la tua mano sul ragazzo, ora so che tu temi il Signore e non riufiuti nulla al tuo Dio nemmeno tuo figlio, e’ la fiducia completa in Dio l’obbedienza totale del servo.
    2)Abramo tranquillizza il figlio nel modo migliore, comunicandogli fede e fiducia in Dio in qualsiasi situazione,certi che tutto fara’ per il nostro bene.L’eccomi di Abramo e’ sia verso il figlio Isacco che verso Dio.
    3)Non c’e’ in gioco solo il rapporto tra padre e figlio, Dio mette alla prova Abramo chiedendogli quello che a lui stava piu’ a cuore, suo figlio ISACCO per vedere se Dio e’ al di sopra di ogni affetto umano, se e’ disposto a sacrificare il suo amore per un amore piu’ grande di quello terreno.
    4) Il mistero di Cristo che si compie in questo testo e’ la sua passione.
    Graziella

  7. Un punto in cui la trama culmina lo individuo nel dialogo padre-figlio dove Abramo dice al figlio “Dio stesso provvederà. Proseguirono tutti e due insieme.” Il sentimento più forte che emerge è la fiducia; di Abramo nei confronti di Dio e che il padre chiede al figlio. Nel rapporto padre e figlio è in gioco il futuro di un intero popolo, Dio promette benedizione a tutte le nazioni della terra. Dio mette alla prova Abramo per vedere se è in grado di proseguire la missione di guida e non a caso la prima cosa che Dio fa è chiamare Abramo, come se volesse testare la sua prontezza, lasciando ad Abramo la libertà di decidere con la sua risposta, che giunge determinata e pronta. In questo testo i riferimenti al mistero di Cristo sono nel rapporto Padre e Figlio; Gesu figlio di Dio, con la sua morte in croce, realizzerà in pienezza il progetto di Dio di donare la salvezza a tutti i popoli della terra riuniti alla fine dei tempi nel nome di Cristo. P.s. tra pochi giorni sarò papà per la prima volta e la lettura attenta di questo brano mi ha suscitato forti emozioni.Una lettura davvero incarnata nella vita

  8. 1.Per me il culmine della trama si ha nel momento in cui l’angelo blocca la mano di Abramo che fino a quel momento non ha mostrato la minima esitazione nell’eseguire la volontà del Signore. Non una protesta, non un commento, la risolutezza del protagonista è tale che solo Dio lo può fermare. La suspence nel lettore consiste nel vedere fino a che punto si spingerà la prova per Abramo.
    2.Mi sembra che i dialoghi tra padre e figlio siano piuttosto formali. Traspare la totale sottomissione di Abramo a Dio e di Isacco ad Abramo, sottomissione e totale fiducia che la volontà superiore sia sempre per il bene dell’uomo qualunque essa sia.
    3.E’ evidente che è in gioco l’esistenza stessa del popolo di Israele, Dio testa l’affidabilità di Abramo nella vita e nella morte e quindi gli promette una discendenza numerosa (il popolo di Israele appunto). Abramo è consapevole che Dio ha un progetto su di lui, per questo nel suo obbedire alla “Sua voce” non esita anche a costo di uccidere il figlio amato.
    Cosa vuol dire “Mettere alla prova”? si capisce alla fine del testo dove dice “prechè tu hai obbedito alla mia voce”
    4.Il mistero di Cristo mi sembra di coglierlo da due punti di vista: uno in Abramo che come Dio offre il figlio in olocausto; l’altro in Dio che offre l’olocausto (ariete=Cristo) al posto degli uomini per la loro salvezza.

  9. 1. la trama culmina nel versetto 12 quando il Signore ferma la mano di Abramo.

    2. Lo struggimento interiore per la prova inconcepibile che viene chiesta ad Abramo è solo intuibile, mentre esteriormente Abramo mantiene una fermezza e una tranquillità determinata unicamente dalla sua profonda fede. Egli rassicura il figlio Isacco esortandolo ad avere fiducia nel Signore, è Lui che provvederà al loro destino.

    3. Abramo ha avuto il figlio Isacco dopo vicende alterne e tormentate, in gioco a questo punto c’è il suo passato, il presente e il futuro. Poco prima il Signore aveva stabilito una alleanza promettendogli una discendenza numerosa come le stelle del cielo in Gen 15,5 e “la terra che va dal fiume d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate” in Gen 15,18. Finalmente per volontà del Signore sua moglie Sara, anziana e sterile, partorisce Isacco il suo figlio. A questo punto il Signore chiede ad Abramo una prova terribile e contraddittoria, gli chiede di immolare il suo figlio, che è anche l’unica sua possibilità di avere una discendenza. Così facendo senza il figlio Isacco svanisce il mezzo che rende umanamente credibile il compimento della promessa e solo l’abbandono totale a Dio e la fede incondizionata in Lui può rendere possibile tale compimento. La sua scelta di fede è quindi resa molto difficile ma purificata dai condizionamenti umani. Quando il Signore ferma la mano di Abramo ormai ha verificato la sua solida fedeltà e decide quindi di rinnovare la promessa nei vv. 16-18.

    4. In Eb 11,17-19 Paolo dice “Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo”. Isacco preconfigura Gesù, egli non è ovviamente Gesù, ma porta sulle spalle la legna per l’Olocausto così come Gesù porta la Croce.
    Isacco è il soggetto innocente attraverso il cui sacrificio si realizza la promessa, Gesù è il mezzo innocente attraverso il cui sacrificio Dio realizza la salvezza, la risurrezione e la vita eterna. Abramo e Isacco sono i tipi nel AT degli antitipi Dio e Gesù del NT, la promessa trova compimento nella passione e risurrezione di Gesù.

    • 1)la trama culmina quando l’angelo di Dio chiama abramo mentre ha la mano armata x compiere il sacrificio.Abramo risponde “ECCOMI”.
      2)Isacco al (v.7)chiede al padre:”ecco qui fuoco e legna ma dovè l’agnello x l’ olocausto?”
      ma Abramouomo di grande fede ,nonostante Dio lo sta mettendo di fronte ad una prova
      durissima (sacrificare suo figlio )riesce in memoria della promessa a trasmettere ad Isacco fiducia e speranza dicendo :”Dio stesso provvederà all’ agnello x l’ olocausto.
      3) Nel rapporto tra Abramo e suo figlio c’è in gioco la fede di Abramo che trova qui il suo punto culminante e x noi diventa una grande lezione spirituale.
      4) nel sacrificio di Isacco si vede la figura della passione di Cristo Gesù , figlio unigenito donato da Dio x la nostra salvezza .

  10. il punto culmine della trama và dal versetto 10 al 12 nel momento in cui l’angelo ferma la mano di Abramo e alla sua chiamaa risponde ancora “eccomi” . 2) L’autore vuole comunicare con la parola “eccomi” l’obbedienza di Abramo , poi nella preparazione della partenza ,comunica l’abbandono alla volontà di Dio , una grande fede e una fiducia totale . nella risp che da a Isacco nel vers 8 , lo rassicura ed è certo che Dio interverrà ,anche nella risp che da hai servi ver 5 con la parola “ritorneremo” Abramo sa che Dio ha creato una vita in condizioni impossibili ,quindi sa che Dio a sua volta manterrà la promessa della sua discendenza .3) oltre al rapporto tra padre e figlio era in gioca la promessa di Dio fatta ad ABRAMO sopratutto con ISACCO . Da parte di Dio mettere alla prova non è una cosa negativa ,ma vuol dire mettere in difficoltà o meglio verificare , in questo caso Dio voleva verificare fino a che punto lo amava .4)si può compiere nella figura di ISACCO come sacrificio che però con Abramo non si è verificato mentre con Gesù ci sarà un Padre che darà suo figlio fino in fondo per la salvezza degli uomini . quando Abramo và nel luogo stabilito indica i giorni 3 ,anche la morte di Cristo è durata tre giorni . sempre nel v4 quando Abramo alza gli occhi e vede il luogo , quel posto che doveva essere un luogo di morte , diventa un luogo di vita ,come era stato il monte Calvario per Gesù con la Sua morte e poi la Ressurezione anche la frase che dice Dio ad Abramo nel versetto 2 è simile a quella che Dio disse a Gesù “questo è mio Figlio prediletto ,cioè colui che amo ” .

  11. Dio mette alla prova la fede di Abramo.
    Abramo è pronto alla richiesta di Dio dice: eccomi, ci sono, sono qui in obbedienza alla tua parola.
    Abramo accetta questa prova perché lui sa che Dio non gli farà mai uccidere il figlio, non sa come, non lo sa, è questa la fede.
    Padre e figlio sono insieme, d’accordo nell’andare a cercare quel Dio che loro credono, il Dio che li avrebbe comunque salvati, un Dio di salvezza.
    Abramo ha camminato per tre giorni a lato del figlio, ha avuto tempo di adeguarsi alla volontà di Dio ed ora è pronto a dimostrargli che lo ama al di sopra di tutto, anche del figlio. Questo è il vero timor di Dio.
    Dio promette la sua benedizione per tutte le nazioni perché Abramo ha obbedito. L’obbedienza di Abramo è il fondamento su cui è basato il futuro di Israele e di tutte le genti.
    Adesso noi sappiamo che questa pagina è profezia del sacrificio di Gesù, che realmente Dio ha provveduto l’agnello per l’olocausto. L’agnello non è Isacco, non è l’ariete, è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo di cui parla il Vangelo.

  12. Il racconto ha il suo culmine drammatico nel momento in cui Isacco chiede ad Abramo dove sia l’agnello per il sacrificio; ci comunica la grande fede in Dio di Abramo, la sua pronta obbedienza e il coraggio nell’attuarla.
    Nel modo di agire di Abramo è in gioco oltre al rapporto di un padre con il suo figlio anche di Dio con il suo popolo. La prova superata di Abramo torna a salvezza di tutta la dinastia scelta da Dio.
    Nel sacrificio di Isacco c’è una prefigurazione di quello di Cristo Crocifisso, Agnello immolato (Isacco legato alla legna, Cristo inchiodato sul legno della Croce).

  13. 1) La trama culmina nel momento in cui Abramo alza il coltello su suo figlio e l’Angelo del Signore lo ferma chiamandolo.
    2) Un sentimento di profondo amore per il filgio che passa però attraverso l’obbedienza e la fiducia in Dio.
    3)C’è in gioco la fede di Abramo e di conseguenza la discendenza del popolo di Dio.
    Penso che mettere alla prova per Dio significa vedere in Abramo se è disposto a lasciare tutto
    per Lui.
    4) Il mistero della Passione di Cristo, il sacrificio del filgio unigenito di Dio.

  14. Monica e Giuseppe
    1. La trama culmina nei versetti 11 e 12.
    2. Secondo me, l’autore, comunica: grande affettività nei confronti del figlio. Consapevolezza che quel figlio non gli appartiene, ma appartiene a DIO. Totale fiducia in DIO.
    3. Abramo, viene messo alla prova da DIO riguardo alla propria fede. E’ in gioco l’alleanza e la benedizione nei confronti della discendenza di Abramo.
    La prova è il paradigma di ogni itinerario di fede. Abramo si ritrova a dover affrontare un terribile silenzioso cammino di tre giorni. E’ un percorso oscuro, combattuto, accompagnato solo da quel comando implacabile: “prendi tuo figlio, il tuo diletto che tu ami…”. Poi il silenzio di DIO, fino alla terribile prova. DIO ci mette alla prova, per vedere fino a che punto, siamo disposti a seguirlo nel suo volere.
    4. Nella lettera agli ebrei cap. 11 vers. 17, possiamo trovare la risposta alla domanda nr. 4. La promessa, la benedizione, l’alleanza di DIO, preannunciata alla discendenza di Abramo si attua in Gesù Cristo morto e risorto.

  15. 1. La trama culmina quando Abramo risponde al figlio: “Dio stesso provvederà l’Agnello per l’olocausto”.

    2. …”Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sè due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato … prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello …”.
    L’autore si sofferma su tanti dettagli per insistere sul fatto che Abramo ha obbedito in tutto a Dio.
    Chissà quali e quanti pensieri avrà avuto Abramo mentre saliva verso il luogo indicatogli da Dio per sacrificare quel suo unico figlio che rappresentava la discendenza promessa!
    Ma la sua fede è stata davvero grande.
    Quella frase splendida che ha rivolto al figlio Isacco, “Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto”, ci dice quanto era grande la sua fiducia in Dio, una fiducia totale che ha saputo trasmettere al figlio in modo splendido. Come sarebbe bello se noi genitori sapessimo trasmettere ai nostri figli una fiducia così piena in un Dio che mai ci abbandona e sempre si prende cura di noi.

    3. Nel rapporto di Abramo col figlio c’è in gioco anche la discendenza promessa da Dio. “Guarda in cielo e conta le stelle … tale sarà la tua discendenza” (Gen. 15-5).
    Dio ha messo alla prova Abramo, gli chiede tutto per vedere se è capace di dargli tutto. Abramo obbedisce e Dio compirà attraverso di lui le Sue meraviglie.

    4. Questo testo si compie nel mistero della sofferenza e della morte di Cristo, che ha dato la sua vita per noi.

    Maria Grazia (Parrocchia Santarcangelo di Romagna)

  16. Secondo me è la prova suprema della fede di Abramo: Il figlio non gli appartiene ma e frutto della promessa, Dio vuole la vita dell’uomo e ci chiede l’ascolto e la fede(vv 1-19) quindi ci mette a dura prova, ci chiede di seguirlo ,e per seguirlo dobbiamo essere pronti a rinunciare a tutto.
    l’esempio del vangelo di luca di venerdì della 29° sett v- 53 (chi mi ama mi segua).

  17. ESERCIZIO DEL 31.10.2012
    Gn 22, 1 – 19
    In questo brano di grande tensione emotiva, Abramo non fa in nessun modo
    trasparire le sue emozioni, il dramma dell’ adesione alla richiesta di Dio è
    vissuto intimamente da Abramo. Egli si preoccupa solo di fare la volontà di
    Dio.
    La trama del racconto secondo me culmina al v.7-10 . Qui da soli in cammino
    verso la cima del monte, Isacco domanda al padre Abramo la prova della sua fede
    ed entrambi coinvolti in questa prova immensa accolgono l’uno la fede
    dell’altro ed insieme quella a Dio. Abramo rinuncerà all’unico figlio, al suo
    futuro e Isacco alla sua vita.
    Nei gesti di Abramo si respira il suo mettersi al servizio di Dio in maniera
    incondizionata e quando si rivolge ad Isacco si mostra deciso e certo che Dio
    provvederà, che agirà per il bene ma umanamente posso immaginare il dolore
    devastante di quel “si”, il buio, la solitudine, il travaglio passo dopo passo,
    un gesto dopo l’altro, sguardo dentro sguardo…questo aggiunge un valore
    immenso a quel “eccomi” perchè la fede non è sempre comoda e rassicurante.
    Dio mette alla prova Abramo vuole verificarne la fede, renderla nota al mondo,
    allo stesso tempo ci rassicura riguardo al sacrificio estremo di Isacco.
    Solo con la completa adesione alla Parola si compie la promessa di Gesù Cristo
    morto e risorto.
    Katia

  18. 1. E’ un racconto dall’altissima tensione drammatica. Dove secondo te culmina la trama?
    Risposta: Il racconto ha culmine con la promessa di una numerosa discendenza.
    2. Poni attenzione alle azioni di Abramo e alle parole di Abramo ad Isacco.
    Quale sentimento intende comunicare l’autore?
    Risposta: Che l’alleanza tra Dio e l’uomo è forte come il rapporto che c’è tra il padre e il figlio.
    3. Che cosa è in gioco nel rapporto di Abramo col figlio, solo il rapporto di un padre con suo figlio o anche qualcosa di più (cfr. vv. 16 – 18)? Cosa vuol dire “mettere alla prova” da parte di Dio al v. 1?
    Risposta: Si vuole mettere in evidenza anche la fede dell’uomo con Dio che si completa con le opere e non solo con le parole. “Mettere alla Prova” vuol dire mantenere una fede forte di fronte alle situazione della vita.
    4. In quale aspetto del mistero di Cristo può compiersi questo testo?
    Risposta: La Passione del Cristo.

  19. In questo racconto, secondo me, il momento più drammatico é quello in cui Abramo lega suo figlio Isacco e lo pone sopra l’altare. Come genitore mi commuove moltissimo l’assoluta fede di Abramo nel Signore, che gli chiede di compiere un gesto così improponibile all’amore di un padre. Sicuramente Isacco avrà gridato ed avrà chiesto il perché di quel gesto che suo padre stava per compiere con il coltello in mano (questo mi ricorda anche le grida di Cristo sulla Croce..). Abramo ha saputo superare l’umana disperazione di quel momento, con la fede in Dio onnipotente , che ha già una volta ha mantenuto la promessa donandogli un figlio in tarda età.
    – Le azioni di Abramo ed il dialogo con Isacco , vogliono sottolineare l’amore fra padre e figlio , l’obbedienza e la fiducia incondizionata fra figlio e padre.
    – Oltre al rapporto fra padre/figlio é in gioco la promessa della discendenza e la fiducia nella misericordia di Dio.
    Mettere alla prova: é la richiesta di un gesto supremo della fede e dell’ obbedienza di Abramo.
    Isacco non é “suo” figlio, ma é un dono del Signore, frutto della promessa, e non potrà perire perché fa parte del progetto della promessa stessa.
    – Il mistero di Cristo si compie nel suo innalzamento sulla croce.
    Gesù Cristo, figlio unigenito come Isacco, viene offerto e donato dal Padre per la salvezza del mondo, quindi per il compimento della promessa.
    Silvia

  20. Secondo me la tensione drammatica culmina in: Poi Abramo stese la mano prese il coltello per immolare suo Figlio.Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse <>. Rispose <>.
    – Con le azioni di Abramo e le sue parole ad Isacco l’autore comunica un sentimento di “Fiducia” totale in Dio che Provvede.
    – Nel Rapporto tra Abramo e Isacco non c’è solo il rapporto del Padre con il figlio ma c’è il frutto della Promessa, la Benedizione e la numerosità della discendenza / tutte le nazioni della terra/ l’umanità. Mettere alla prova da parte di Dio è rendere Vera l’obbedienza puntuale di Abramo. Dio conferma ad Abramo la sua Fede incondizionata.
    – Il testo si esprime nel mistero della passione di Cristo/ Dio dona il suo figlio unigenito per la nostra salvezza.

  21. lucia 30 ottobre alle 18,44
    1 Secondo me l’autore vuole comunicare il sentimento di obbedienza di Abramo verso Dio e di conseguenza di Isacco verso suo padre.
    2 Non solo il rapporto di Aramo e Isacco cioè tra padre e figlio ma anche il rapporto di Abramo con il Signore di assoluta obbedienza.
    3 E’ sempre l’obbedienza che vuole da noi il Signore chiedendoci di metterci nelle sue mani,senza aspettarci un perchè ma fidandoci della sua parola anche quando ci sembra,come in questo caso,una richiesta drammatica.
    4 Nello stato di solitudine e nel sentimento di obbedienza in cui Gesu’ si trova nei giorni della sua Passione

  22. Il capitolo di Genesi 22 inizia con le parole “…Dio mise alla prova Abramo” e quindi il culmine della trama si raggiunge al versetto 12 “…Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito.”

    2) Abramo prepara il sacrificio fin nei particolari, fidandosi della promessa e obbedendo.

    3) Nel rapporto tra Abramo e Isacco c’è in gioco l’alleanza con Dio: le benedizioni, la discendenza numerosa e una sovrabbondanza di doni per le tutte le nazioni della terra.
    Forse nel “mettere alla prova” Abramo Dio chiede di fidarsi completamente di Lui.

    4) In questo testo i Padri prefigurano il sacrificio di Cristo: agnello mansueto condotto al macello.

  23. 1. La trama culmina nel gesto d’amore che Abramo attraverso la sua fede incommensurabile è disposto a compiere per obbedire a Dio.
    2. di amore incondizionato di Abramo nei confronti di Dio
    3. E’ in giuoco tutta la Salvezza del popolo d’Israele; “mettere alla prova” significa constatare sino a che punto Abramo è disposto a sacrificare il suo unigenito figlio
    4. Come Abramo era disposto a sacrificare il suo figlio unigenito per amore di Dio, così anche Dio ha donato il suo Unico figlio per amore di noi uomini

  24. Il dramma di Abramo arriva al massimo grado quando, dopo aver deposto sull’altare Isacco, suo unico figlio, sta per immolarlo. Abramo risponde prontamente alla chiamata di Dio e, anche se ama profondamente il figlio e dimostra nella sua risposta “eccomi, figlio mio” tanta tenerezza, la sua fede è forte ed incondizionata. é sicuro che il Dio della promessa non lo abbandonerà, ha grande fiducia nella provvidenza di Dio e la comunica anche al figlio che lo segue con fiducia. Prepara tutto con cura e Dio soddisfa le sue attese, ferma la sua mano e provvede la vittima per l’olocausto. Nel rapporto di Abramo col figlio è in gioco la sua alleanza con Dio per la salvezza dell’umanità. Dio mette alla prova la fede di Abramo, la prontezza e la forza con cui sa obbedire alla sua chiamata e se pone condizioni. Il sacrificio di Isacco è la figura della passione di Gesù, il figlio unico.

  25. Gn 22, 1 – 19.

    1. è un racconto dall’altissima tensione drammatica. Dove secondo te culmina la trama?
    La tensione del racconto raggiunge il suo apice nei versetti 7-8.
    Nel vers. 7 Isacco si rivolge al padre chiamandolo: “Padre mio!”: Quanto è accorato, rispettoso, fiducioso e insieme impaurito,c’è tutta la percezione del dramma insieme all’amore per il padre! Quindi Abramo risponde”Eccomi, figlio mio”: qui il dolore del Padre è a livelli altissimi, egli vuole prendersi amorevolmente cura di quel figlio amato che vede così docile e così impaurito, Abramo intuisce drammaticamente la domanda che il figlio sta per rivolgergli ma risponde: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!” che è comunicazione della sua forte speranza nell’amore misericordioso e fiducia nella promessa del Signore, infine:” proseguirono tutti e due insieme”, cioè insieme vivono il dramma, i due dolori si fondano insieme e il padre vuole sostenere il figlio nel momento in cui gli sta insegnando a confidare in Dio a sperare contro ogni speranza.

    2. Poni attenzione alle azioni di Abramo e alle parole di Abramo ad Isacco. Quale sentimento intende comunicare l’autore?
    L’intenzione di Abramo di seguire le indicazioni del Signore senza tentennamenti, senza sfiducia o ansia ed al contempo di continuare a trasmettere amore al figlio Isacco

    3. Che cosa è in gioco nel rapporto di Abramo col figlio, solo il rapporto di un padre con suo figlio o anche qualcosa di più (cfr. vv. 16 – 18)?
    E’ in gioco l’alleanza eterna con la discendenza di Abramo promessa più numerosa delle stelle e benedetta con ogni benedizione a causa del fatto che “ tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito”

    Cosa vuol dire “mettere alla prova” da parte di Dio al v. 1?
    Provare la Fede, la fiducia di Abramo, in una situazione priva di ogni certezza e sicurezza umana, ed avendo ad oggetto ciò che Abramo ha di più caro e prezioso, più di se stesso, il figlio unigenito.

    4. In quale aspetto del mistero di Cristo può compiersi questo testo
    Nella passione, morte e resurrezione e nella sua conseguente salvezza e redenzione per tutti gli uomini

  26. la trama secondo me inizia e finisce con le parole:”il Signore provvede”.Abramo era a conoscenza di ciò che DIO si aspettava da lui,il rapporto filiale in questo racconto passa in secondo piano,qui c’è in gioco un alleanza,una discendenza futura per l’umanità.Le parole di Abramo sono certezze,provenienti da una fede oltre la ragione:ci prostreremo e poi ritorneremo da voi,Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto,figlio mio.Mettere alla prova da parte di Dio in questo brano è attendersi il compimento delle cose.Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo….Gerusalemme!!!Nella resurrezione di Cristo trova compimento tutta l’alleanza di Abramo e la sua discendenza .

  27. 1) Secondo me il culmine drammatico del racconto è ai vv 10, 11, 12, quando Abramo sta per sacrificare Isacco, a dimostrazione della sua assoluta obbedienza e fiducia al Padre..

    2) Come Gesù fa la volontà del Padre come Sacrificio sulla Croce, così ad Abramo la voce di Dio chiede di sacrificare Isacco, ( a sua volta fiducioso delle azioni e delle parole paterne): il SENTIMENTO quindi è di MASSIMO ABBANDONO E DI AMORE IN DIO che “provvederà Lui medesimo all’agnello per l’olocausto (sacrificherà l’ariete, v. 8).

    3) Abramo si “fida” della “voce” del Signore: la mano alzata sul figlio Isacco è prova di totale sacrificio d’amore verso Dio: questo è il motivo che renderà BENEDETTA E NUMEROSA LA SUA DISCENDENZA.

    4) Se la salvezza dell’umanità viene per l’assoluta fedeltà a Dio, questo atto di fede si avvicenda prima in Abramo ( poi in Mosè poi in Noè) e si compie nel sì incondizionato di Cristo al Padre, quando nel Getsemani accetta non la sua ma la volontà divina.

    Donatella

  28. Vorrei rispondere ai quesiti di qs settimana partendo dalla considerazione su cosa voglia dire “mettere alla prova” da parte di Dio… perchè lo vedo strettamente legato al CULMINE di tutto qs racconto…
    al versetto 1 troviamo dunque una nuova chiamata di ABRAMO; o meglio una riconferma… un andare più in profondità… (la vocazione non è mai una realtà statica…ma un continuo rispondere ai continui appelli di Dio – scusate il giro di parole)… e l’ECCOMI di Abramo al v1… trova la risposta di Dio nei vv 16 – 18 che ci rivelano nuovamente e più profondamente il senso di qs vocazione
    e la sua universalità.. “Saranno benedette per la tua discendenza TUTTE LE NAZIONI della terra, perchè TU HAI OBBEDITO alla mia voce”

    Così possiamo dire che l’Autore vuole comunicarci l’assoluta fiducia e il pieno abbandono di Abramo alla volontà a volte incomprensibile/imprevedibile di Dio e in qs senso si spiegano anche i gesti le parole… la relazione che Abramo ha con isacco , suo figlio…

    In ultimo, il mistero di Cristo si compie nell’obbedienza di Abramo… e nell’innocenza del figlio/ariete…. innocente posto sull’altare del sacrificio…

    PAOLA RIVELLA

    • 1.Secondo me la trama del racconto ha il suo culmine nell’intervento dell’angelo del Signore e nell’Eccomi di Abramo.
      2. Secondo me c’è un grande senso di fiducia e di abbandono alla volontà del Signore: infatti Abramo parlando con i servi dice che dopo essersi prostrati “ritorneremo” da voi. Usa volutamente il “plurale” perché è fiducioso che ritornerà con suo figlio Isacco. Anche nelle parole di Abramo al figlio traspare sempre un senso di fiducia all’alleanza perché quando Abramo dice che il Signore provvederà all’agnello per il sacrificio, si abbandona completamente alla volontà di Dio.
      3.Nel rapporto fra Abramo ed il figlio c’è in gioco tutta l’alleanza e la promessa di benedizione e di una discendenza santa, di cui Isacco è il primogenito. Il “mettere alla prova” da parte di Dio vuol forse significare il fatto che Dio ha voluto vedere l’abbandono totale di Abramo e l’amore di Dio come la prima cosa nella vita, anche davanti alla vita del suo unico figlio. Dal mio punto di vista, amare Dio più del proprio figlio è l’atto che giustifica Abramo davanti agli occhi di Dio e lo rende degno della promessa dei vv.16-18.
      4. In rapporto al mistero di Cristo, questo testo può compiersi prima di tutto nell’abbandono di Gesù alla volontà del Padre nell’orto degli ulivi o nella preghiera del Padre Nostro: “sia fatta la tua volontà”. Inoltre nell’aspetto del sacrificio mi viene da pensare al sacrificio di Gesù sulla croce, che si compie per salvare la discendenza di Abramo e l’intera umanità.

  29. Ciao.

    1) Per me l’apice è alla fine, quando il Signore fa il Suo giuramento. Ha un pathos straordinario, per come è scritto, e per il contenuto del messaggio. In tutto il resto del brano, infatti, a parte quando Isacco chiamo “padre” e Abramo gli risponde “figlio” durante l’ascesa, non traspare alcuna emozione. Il testo è infatti molto didascalico e da nessuna parte, se non nella tremenda richiesta, tremenda in se stessa, non nel tono in cui viene proferita o accolta, del Signore ad Abramo, si coglie un che’ di trasalimento da parte di Abramo. Non si dice infatti: “Abramo pianse amaramente…” Semplicemente: riceve un ordine e si appresta a compiere la volontà del Signore. Mi sembra quasi ‘asettico’, poco partecipato emotivamente. Per questo ritengo che siano le parole dirette del Signore l’apice della vicenda.

    2) Il rapporto Abramo-Isacco è improntato al riconoscimento dei rispettivi ruoli: “padre” e “figlio”. Si chiamano ripetutamente durante i versetti di questo brano biblico. C’è fiducia nel figlio, che chiede al padre dove sia la vittima sacrificale e il padre che lo conferma dicendogli che ci penserà il Signore. Quindi secondo me il sentimento è quello di devozione reciproca nel rapporto padre-figlio.

    3) C’è in gioco molto di più: c’è in gioco il rapporto fra il Signore e l’umanità tutta. E’ il Suo rapporto con il nostro, del Creatore con i generati e ri-generati dal Suo amore, che siamo noi. Mettere alla prova significa “provare la fedeltà del Suo servo”. Verificare (fare vero).

    4) Non saprei.

  30. Il dramma culmina sull’altare con Isacco legato sulla legna e la mano di Abramo già stesa su di lui.Il sentimento che l’autore vuole comunicare è legato alla paternità, alla tenerezza del padre.La fede di Abramo e la sua obbedienza alla promessa sono qui messe in gioco. Isacco, premio della fede diventa prova di quella stessa fede. Assistiamo alla gratuità assoluta della scelta divina e all’accettazione di questa gratuità da parte dell’uomo.
    Questo testo si compie nel mistero della morte in croce di Cristo. Isacco che porta la legna è “tipo” di Cristo che porta la croce.

  31. Rosemarie,Manuela, Anna Maria
    Igea Marina- Cesena

    Compito 31 ottobre ’12

    Igea Marina 27/10/12
    LEGGI Gn 22, 1 – 19.
    1. è un racconto dall’altissima tensione drammatica. Dove secondo te culmina la trama?
    Abramo deve rinunciare a quanto Dio gli ha donato ( la paternità, il figlio, le promesse, la discendenza,
    la benedizione). Per l’uomo della Bibbia questo è morire, Abramo accetta questa morte ed è pronto a fare quanto Dio gli chiede; oramai Abramo si appoggia unicamente in Dio, non gli sono più necessari il figlio, le promesse, la benedizione , la terra.

    2. Poni attenzione alle azioni di Abramo e alle parole di Abramo ad Isacco. Quale sentimento intende comunicare l’autore?
    Isacco vive unicamente appoggiato al Padre, lo segue in tutto , a Lui obbedisce fino ad accettare la morte,
    grande amore e obbedienza da parte di Abramo nei confronti di Dio.

    3. Che cosa è in gioco nel rapporto di Abramo col figlio, solo il rapporto di un padre con suo figlio o anche qualcosa di più (cfr. vv. 16 – 18)? Cosa vuol dire “mettere alla prova” da parte di Dio al v. 1?

    Non c’è solo in gioco il rapporto di Abramo con il figlio, ma l’alleanza di Abramo fatta con Dio.
    Dio tenta Abramo per mettere alla prova la fede del suo servo; Dio non indica al Patriarca il luogo del sacrificio, ma lo manda in un monte misterioso che in seguito fu detto Moria, è per eccellenza il monte
    Della fede. E’ il monte dove poi fu alzato il tempio di Gerusalemme.
    Il Patriarca per divina ispirazione, dopo tre giorni di viaggio, riconosce il luogo del sacrificio, Isacco che porta la legna sul monte e Abramo che reca il coltello e el fuoco per il sacrificio, sono una mirabile figura dell’Unigenito figliolo di Dio immolato dal Padre per la redenzione degli uomini.

    4. In quale aspetto del mistero di Cristo può compiersi questo testo?

    Nel gesto di Abramo bisogna vedere Dio stesso che non esita a sacrificare il figlio Gesù.
    Il sacrificio di Cristo a valore universale; la sua è un’offerta per la salvezza di tutti gli uomini; il suo sangue versato è per sempre sostegno dell’uomo, il suo corpo offerto è il solo sacrificio che Dio gradisce per la salvezza degli uomini

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