Il vero antidoto all’ansia è stare svegli…spiritualmente. Lectio I Avvento Anno C

Lectio

L’evangelista Luca ci presenta qui una grande visione teologica della storia, modellata sull’annuncio profetico di Isaia e sulla sapienza apocalittica del libro di Daniele. Dopo la distruzione del tempio di Israele, segno di un castigo divino orientato alla purificazione e alla salvezza del suo popolo, vi sarà il tempo delle nazioni, quello in cui ci troviamo anche noi. Al termine di questo tempo la devastazione, così come ha attraversato Gerusalemme, coglierà anche queste nazioni, come castigo e prova generale dell’umanità. Infatti se Dio ha usato le nazioni per punire il popolo eletto del suo orgoglio, così non potrà alla fine della storia non punire anche le nazioni a causa del loro orgoglio, per la salvezza definitiva dell’intera umanità (cfr. Is 10, 5 – 34 che riguarda il re d’Assiria, strumento nella mani di Dio, che si inorgoglisce e si ribella).  Solo a questo punto viene il figlio dell’uomo, che non solo Israele, ma tutti i popoli  vedranno venire con grande potenza e gloria (cfr. Dn 7, 13 – 14).

È un quadro universale, che ci presenta la venuta di Gesù alla fine della storia come l’unica vera ancora di salvezza per il mondo, devastato da quelle logiche di violenza che lo portano all’autodistruzione. Si, perché la punizione di Dio per la salvezza del mondo non è altro che una manifestazione dell’effetto distruttivo del male che l’uomo stesso compie su di se. Dio educa l’uomo a comprendere che il male proveniente dall’orgoglio, dalla pretesa di totale autonomia e controllo sulla vita e sulla storia porta con se la propria autodistruzione. Da dove vengono le spirali di violenza tra Israele e Palestina e le guerre civili in paesi come l’Egitto e la Siria se non dall’orgoglio del cuore umano? Da dove la crisi economica e le devastazioni ambientali se non dall’orgogliosa pretesa umana di un funzionamento sociale e tecnico perfetto, che taglia fuori il cuore dell’uomo e la sua immagine divina?

Ma, come dice Gesù nel vangelo di Luca, con una parola presa in prestito dal vocabolario di Paolo, alzate la testa, perché il vostro riscatto è vicino. Siamo come schiavi del peccato e del male, ma possiamo alzare la testa e stare ritti in piedi (v. 36), perché sappiamo che siamo già stati riscattati e redenti da Gesù Cristo, e la sua venuta è qui nella nostra storia. Dice infatti Gesù che non passerà questa generazione finchè tutto sia avvenuto. Infatti ogni generazione, e quindi anche noi, si trova davanti alla decisione definitiva di abbandonare la nave alla deriva del mondo e delle sue tempeste o aprire il cuore a colui che salva e dona la vita. Alzare le mani al cielo, supplicare, pregare senza stancarsi, vuol dire vegliare ed essere attenti, tenere il cuore libero per Dio e per attendere la definitiva manifestazione del Suo Regno nella nostra vita.

Sant’Agostino dice:”Il mio cuore è inquieto finchè non riposa in te”. Solo lui è il nostro vero Bene, tutto il resto acquista senso e vita nella misura in cui ci conduce a Lui, vera vita. Lui è la roccia su cui costruiamo una casa che non crolla, nonostante la violenza dei venti e delle tempeste.

Lc 21, 25 – 28. 34 – 36

25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieliinfatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; 35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Suggerimenti per la preghiera

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.

3. Chiedo al Signore il dono della sapienza evangelica, che mi permette di mantenere il cuore libero per Dio e per il Suo Regno.

4. Rifletto sul fatto che sono anche oggi davanti alla decisione fondamentale della mia vita, sperare in Dio, oppure lasciarmi andare allo stress e alle ansie della vita.

5. Metto davanti a Dio tutto il tempo che lui mi concede di vivere, e chiedo perdono di tutte le dissipazioni in ciò che mi allontana da lui e mi fa perdere il senso profondo della mia vita davanti a lui.

6. Entro in colloquio con Gesù che in croce offre tutto se stesso al Padre e ai fratelli e lo supplico di potermi mantenere vigile di fronte al male e pieno di speranza per il futuro che è nelle sue mani.

7. Concludo con un Padre Nostro

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1 Comment

  1. . Attendi il Signore,
    . viene nella gloria,
    . viene in ogni istante.

    Convertiamoci, che non ci travolga il male, dissipazioni, ubriachezzae affanni della vita. Preghiamo, vegliando in ogni momento, in questo avvento, sia periodo di grazia. Costruiamo la nostra vita sulla Roccia della Verità.

    Perchè la nostra VITA in questo mondo di paure
    Si fondi lungo la VIA che, tra i segni che sconvolgono il mondo,
    ci dà la VERITA’ della Parola del Figlio dell’Uomo:
    . nostra speranza e nostro vangelo.

    La comunità di San Lorenzo in strada

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