Lectio divina V TO Anno C

 

 

Lc 5, 1 – 12

1 Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, 2vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.

4Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». 5Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. 7Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. 8Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Lectio

I primi tre versetti di questa scena evangelica chiariscono il contesto in cui avviene la pesca miracolosa di Pietro e dei compagni. Gesù sta in piedi presso il lago e predica la parola di Dio ad una folla desiderosa di ascoltarlo, che prefigura tutti i popoli in attesa della parola di Dio  proclamata dagli apostoli nel libro degli Atti ( cfr. Atti 4, 31; 6, 2. 7; 8, 14). Questa sfumatura “ecclesiale” viene confermata dal fatto che Gesù sceglie proprio la barca di Simone (Pietro) per sedersi ed insegnare, come se Luca volesse alludere al fatto che nella barca della Chiesa, guidata da Pietro, Gesù è il vero maestro. Al contempo Gesù recupera una distanza nei confronti della folla,  perchè lo si può conoscere solo ascoltandone la Parola nella barca della Chiesa.

Con un ordine paradossale e inatteso da parte di Gesù – ossia andare a pescare di giorno dopo che i pescatori hanno faticato invano durante tutta la notte – viene innescata la narrazione del miracolo. Simone dovrà lasciar da parte tutte le sue conoscenze e il suo mestiere per abbandonarsi alla parola del maestro, con un atto di fede pubblico  nei confronti di colui che aveva già conosciuto a Cafarnao e che aveva  manifestato la sua autorità guarendo indemoniati e malati e, tra essi, anche la sua suocera (cfr. Lc 4, 38 – 39). È questa fede pubblica di Pietro nella parola potente di Gesù a rendere possibile il miracolo, che viene descritto da Luca in due versetti in modo da esaltarne la grandezza e giustificare così la fiducia assoluta in lui.

Al cuore del racconto la confessione di peccato da parte di Pietro indica non solo la paura che coglie l’uomo davanti ad una teofania, ad una improvvisa manifestazione del divino (cfr. Gdc 6, 22) ma anche la consapevolezza profonda di tutta la miseria e impotenza  umana e della distanza che c’è tra l’uomo e Dio (Is 6, 5). La meraviglia, lo stupore panico manifestato da Pietro Giacomo e Giovanni (v. 9) non è solo un sentimento, ma l’espressione della situazione esistenziale di radicale impotenza dell’uomo a contatto col mistero di Dio.

Gesù non nega questa distanza ma esorta Pietro a non temere, a fidarsi della sua parola che lo chiama a prendere vivi gli uomini.  Solo la parola di Gesù colma la distanza tra Dio e l’uomo e la fede di Pietro in essa lo renderà capace essere pescatore di uomini, in modo unico e straordinariamente fecondo. Il verbo che viene tradotto con “pescatore” ( zogrèo) significa “prendere vivi” e si usa in un contesto di guerra per indicare i nemici quando vengono fatti prigionieri senza essere uccisi (cfr. Nm 31, 18), oppure può significare qualcuno che viene rianimato e gli viene resa la vita.  Pietro e gli apostoli, come tutti i missionari cristiani, sono coloro che, per mezzo della parola di Dio  saranno in grado di catturare gli uomini per la vita (cfr. Atti 5, 20).

A questo punto  i discepoli sono in grado di lasciare tutto, ossia di seguire incondizionatamente Gesù nella sua missione (v. 11). In effetti la parola di Gesù non era rivolta solo a Pietro ma anche agli altri discepoli, come ricorda il plurale “calate le reti” (v. 4). Pietro si pone qui come l’interlocutore che rappresenta il gruppo degli apostoli, chiamati attraverso il miracolo a credere alla Parola di Gesù e a seguirlo.

 

Suggerimenti di preghiera

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.

3. Chiedo al Signore una conoscenza interiore di Gesù, maestro dalla parola potente, per poterlo amare e seguire sempre più.

4. Vedo le persone che agiscono, osservo come si comportano. La folla radunata attorno a Gesù ne ascolta la parola e anch’io nella Chiesa posso essere nutrito dall’insegnamento di Gesù e conoscerlo sempre più come mio maestro. Così sarò in grado, nei momenti di fatica e di fallimento, di seguirlo come Simone che, dopo aver pescato tutta la notte invano,  sulla sua parola getta le reti in mare.

5. Ascolto ciò che dicono i personaggi. Come Pietro anch’io sono colpito e preso da timore panico al contatto con il mistero di Dio nella persona di Gesù e di fronte a questo mistero dolce e potente sento la mia miseria e il mio peccato. A fronte della mia debolezza e delle mie paure ascolto la voce di Gesù che mi ripete: “Non temere” e mi invita a “prendere vive” le persone per portarle a lui.

6. Concludo con un Padre Nostro.

 

1 Comment

  1. Come la folla ascolta la Parola anch’io, nella Chiesa, voglio sentire Gesù.
    Scoraggiati cerchiamo, tutta la notte abbiamo faticato:
    quando crediamo di bastare a noi stessi, Signore usaci misericordia, fà che ti amiamo,
    dicci “non temere”, dacci il coraggio di “prendere il largo”,
    di non gettare le reti a riva come facciamo adesso
    ma di fidarci ed avere il coraggio di allontanarci dalle nostre certezze.
    Facciamoci un cenno: collaboriamo, per essere sempre di più
    a “catturare gli uomini per la vita”.
    . La comunità di San Lorenzo in Strada.

    Anche noi lavoriamo tutto il tempo senza risultato,
    ciò che guadagnamo viene briciato dal tempo.
    Solo quando vediamo i lembi del manto del Signore
    (nuvole nel cielo? o foglie che cantano? o solo i tuoi passi)
    ci sentiamo liberi e felici e cantiamo in noi;
    perchè IO SONO per lui e cammino con lui.

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