I luoghi dove gettare le reti… Omelia III Pasqua Anno C

 

Dopo la morte del loro Signore gli apostoli/pescatori sono ritornati in Galilea al loro antico mestiere. Come al solito è sempre Pietro a prendere l’iniziativa: “Io vado a pescare”. Gli altri apostoli, Tommaso, Natanaele, Giacomo e Giovanni e altri due anonimi, decidono di seguirlo: “Veniamo anche noi con te”.

All’alba, quando ormai la pesca si è rivelata infruttuosa,  compare Gesù sulla riva, ma i discepoli non si accorgono che era Gesù. Come mai? Perché il loro cuore non era aperto alla possibilità di  incontrarlo, non era disponibile a credere a quel fatto inaudito eppure più volte profetizzato dal loro maestro: la resurrezione.  Gesù stesso deve aprire il loro cuore e i loro occhi attraverso un segno che ne sveli l’identità: il segno della pesca miracolosa. Improvvisamente obbedendo ad un ordine strano e immotivato di quell’uomo in piedi sulla spiaggia, dopo una notte infruttuosa essi pescano un numero straordinario di pesci.

Chi sarà il primo a riconoscere Gesù grazie a questo segno? Il discepolo che Gesù amava. Era lui che durante l’ultima cena aveva posto il suo capo sul petto di Gesù per entrare in comunione profonda con il suo cuore, era lui che per primo vedendo il sepolcro vuoto e le bende piegate a parte aveva creduto. Così doveva essere  lui, che con il suo cuore aperto acquista l’ intelligenza per comprendere il mistero di Dio, a riconoscere per primo Gesù in quell’uomo sulla riva, che era spuntato proprio nell’ora del completo fallimento dei discepoli.  Egli si rivolge a Pietro e gli dice: “è il Signore”. A questo punto sarà Pietro a prendere l’iniziativa gettandosi in acqua e raggiungendo Gesù sulla spiaggia.

Tra Pietro e il discepolo amato si stabilisce un curioso scambio di primati. Se è Pietro il primo ad andare a pescare, trascinando i discepoli con se, se è Pietro il primo a raggiungere Gesù sulla spiaggia, ancora se è Pietro in prima persona colui che trascina la rete piena di pesci senza che essa si spezzi, non è però lui, ma il discepolo amato, il primo a riconoscere Gesù. C’è un primato nella leadership, che è impulso missionario e impegno a garantire la comunione e l’unità della Chiesa (la rete piena di pesci che non si spezza): questo è il primato di Pietro. Ma c’è anche un primato dell’interiorità e del cuore in grado di riconoscere la presenza di Gesù nell’esperienza della vita: questo è il primato del discepolo amato.

Se Pietro rappresenta il ministero ordinato, che ha il compito di servire la comunione e la missione della Chiesa, il discepolo amato rappresenta il laico battezzato, che è chiamato a riconoscere la presenza di Gesù alla luce dei segni che Egli pone nella vita quotidiana.  L’annuncio del vangelo non si può compiere solo con l’iniziativa di Pietro, ma ha bisogno della presenza del discepolo amato che è in grado di riconoscere i segni della presenza del risorto ed indicarla a Pietro.

Una Chiesa clericale non sarà mai in grado di leggere i segni dei tempi e di buttarsi nel mare verso la spiaggia dove si trova Gesù. Anche oggi ci sono luoghi, geografici e spirituali, dove il risorto ci invita a gettare le reti, luoghi di fatica, di solitudine, di aspro combattimento e a volte di rinuncia. I luoghi dell’amore che non ha più il coraggio della scommessa e che preferisce lasciarsi, i luoghi delle speranza professionali frustrate dalla crisi economica, i luoghi di famiglie giovani piegate dalla durezza delle sfide, i luoghi di giovanissimi immigrati sfruttati da mafie e da traffici di prostituzione… la Chiesa ha bisogno del discepolo amato che apre il suo cuore a riconoscere Gesù proprio in questi luoghi di pesca difficile, ha bisogno di chi, avendo ascoltato la voce di colui che invita a gettare la rete dalla parte destra, dice: “è il Signore”.   Così Pietro saprà dove buttarsi e gli altri apostoli sapranno dove dirigere la barca e tutti quanti sapremo chi è colui che ci nutre del pane e del pesce senza bisogno di servirsi di quel che peschiamo noi. È Lui che nutre la sua Chiesa dal suo cuore trafitto, cioè dal lato destro del tempio che è il suo corpo, e che invita Pietro a cooperare, portando la rete che non si spezza, fino alla spiaggia dove Egli si trova.

 

 

 

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