Esercizio per casa

 

ANALISI NARRATIVA

 

TRAMA: Situazione iniziale; complicazione; Azione trasformatrice; soluzione; Situazione finale

 

TRAMA DI RISOLUZIONE: l’azione trasformatrice opera sul piano dei fatti (guarigione, prodezze…).

TRAMA DI RIVELAZIONE: l’azione trasformatrice consiste in un aumento di conoscenza su un personaggio della storia raccontata.

 

Esercizio.  Gen 22: identifica la trama di risoluzione e la trama di rivelazione nell’episodio del sacrificio di Abramo.

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6 Comments

  1. Genesi 22, 1-19.
    Dio mette alla prova Abramo (v. 1-2) dicendogli di prendere suo figlio unigenito Isacco e di offrirlo in olocausto su di un monte.
    – La trama di risoluzione corrisponde ai versetti da 3 a 7:
    Abramo si alza, prende con sé due servi e il figlio Isacco, spacca la legna per l’olocausto e si mette in viaggio verso il luogo indicatogli da Dio. Vedendo da lontano il luogo, procede solo con il figlio caricando su costui la legna dell’olocausto e prendendo in mano il fuoco e il coltello. Isacco si rivolge al padre chiedendo dove sia l’agnello per l’olocausto. Sino a qui l’azione trasformatrice opera sul piano dei fatti, ci si chiede che cosa accadrà, cosa succederà.
    – La trama di rivelazione è ai versetti da 8 a 12, grazie alla quale abbiamo un aumento di conoscenza del protagonista Abramo il quale – disposto a sacrificare suo figlio – dà prova della massima fede in Dio:
    Abramo tace al figlio che lo avrebbe sacrificato a Dio (v. 8: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!”). Arrivarono al luogo indicato da Dio e Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio e lo depose sull’altare (v. 9). Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio (v. 10). Ma l’angelo del Signore lo chiamò e disse: “Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito” (v. 12).
    – Al versetto 13 c’è la soluzione: “Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo (…) lo offrì in olocausto invece del figlio”.
    – Ai versetti 15-16-17-18 c’è la situazione finale: “L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: ‘Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza (…)”.

  2. Ciao Don Davide ci riprovo:

    Situazione iniziale: 22,1; Complicazione: 22,2-10; Azione trasformatrice: 22,11-12; Soluzione 22,13-14; Situazione finale 22,15 fino a fine capitolo.

    Anche in questo capitolo vi è una trama di risoluzione: L’angelo del Signore ferma la mano di Abramo e quest’ultimo trova un ariete per rimpiazzare l’olocausto. Ma la trama risolutiva non è importante come quella rivelatrice: Abramo ,dimostra la sua grande fede salvando l’unigenito che ama e ci aiuta attraverso questa tremenda esperienza a svelarci/rivelarci un “volto di Dio” ancora sconosciuto: 1Cor10,13 Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. E, Il Signore, giurando per se stesso ci diede speranza: Eb 6,13-18: Quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo giurare per uno superiore a sé, giurò per se stesso, dicendo: Ti benedirò e ti moltiplicherò molto. Così, avendo perseverato, Abramo conseguì la promessa. Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia. Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l’irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento perché grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande incoraggiamento nell’afferrarci saldamente alla speranza che ci è posta davanti.

  3. Buongiorno don Davide! Provo anche io a svolgere l’ esercizio:

    – Situazione iniziale: Dio mette alla prova Abramo con la richiesta di sacrificare suo figlio Isacco.
    – Complicazione: Abramo ascolta la richiesta di Dio e si fida di lui , quindi decide di recarsi nel luogo del sacrificio ed è disposto ad offrirgli la vita di suo figlio.
    – Azione trasformatrice: Nel momento in cui Abramo sta per compiere il sacrificio, viene fermato dall’ Angelo del Signore.
    – Soluzione: Al posto di Isacco viene sacrificato un ariete
    – Situazione finale: Vista la sua fedeltà, il Signore benedice Abramo che torna dai servi e si reca ad abitare presso Bersabea.

    TRAMA DI RISOLUZIONE: Isacco non viene sacrificato.
    TRAMA DI RIVELAZIONE: Vista la fiducia di Abramo, Dio lo riempie di benedizioni e promette di moltiplicare la sua discendenza.

  4. Caro don Davide

    Nel bellissimo atto di fede di Abramo chiamato da Dio ad offrire il figlio unigenito in olocausto.(situazione iniziale). Mi sembra importante la domanda posta da Isacco al padre lungo il cammino: padre abbiamo legna e fuoco ma dov’è l’agnello per il sacrificio?(complicazione); nella stessa risposta di Abramo intravvedo (l’azione trasformatrice) “Dio si provvederà l’agnello” sembra quasi che Abramo sia sicuro della propria fede trasmettendola al figlio che successivamente dovrà essere posto sulla pira di legna. L’arrivo dell’angelo che ferma la mano di Abramo pone la (soluzione).
    Il futuro dichiarato nella seconda chiamata dell’angelo promettendo benedizioni ed una discendenza numerosa e potente, conferma la “situazione finale” ma soprattutto da spunto alla ricerca della trama di rivelazione ovvero certifica Abramo come padre del popolo eletto.
    p.s. Mi ha dato spunto di riflessione la ricorrente risposta di Abramo alle varie chiamate di Dio, del figlio, dell’angelo con un “Eccomi! c’è forse un significato particolare?

  5. In questo brano si impone in modo molto forte la figura di Abramo.
    Dio gli aveva fatto una promessa, quella che sarebbe diventato il padre di una moltitudine di credenti. Ma il figlio desiderato non arrivava e così passano gli anni, senza vedere la realizzazione della promessa. Eppure Dio è fedele … E’ a questo punto che si inserisce la figura di Sara (Sarai) che, amando molto suo marito e volendo dargli una discendenza, permette alla schiava Agar di generare un figlio da Abramo. Le complicazioni si aggiungono ad altre e Sarai è presa in giro dalla schiava. Ma il Signore è fedele alle sue promesse: visita Sarai e annuncia la nascita di Isacco.
    E’ a questo punto che intravedo una azione trasformatrice da parte di Dio perché si passa da una situazione inizialmente umanamente impossibile da risolvere (anche perché i due protagonisti sono in età avanzata) alla soluzione della situazione stessa, mediante la nascita di Isacco e quindi, con la realizzazione della promessa. A suggellare questo cambiamento, sta la trasformazione dei due nomi: Abram in Abraham e Sarai in Sara.
    Quando tutto sembra essersi sistemato nel modo giusto, Dio richiede una prova che va oltre ogni ragionevole ipotesi: quella di sacrificare l’unico amato figlio! Qui ci troviamo davanti alla seconda azione trasformatrice che porta alla soluzione del dramma di Abramo. Il Signore chiede ad Abramo ciò che era a lui più caro e lui, risponde ubbidendo. Per fede egli vedrà risparmiato il proprio figlio.
    Lo sviluppo di questa storia affascinante, ci porta a considerare la trama di rivelazione perché l’azione trasformatrice, manifesta pienamente il personaggio protagonista della storia.

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