Lo Spirito dona pazienza e creatività (Omelia Battesimo di Gesù)

Omelia battesimo di Gesù

Di fronte alla complessità delle sfide che la vita comporta ogni uomo è consapevole che non tutto, anzi ben poche cose sono sotto il suo controllo. Ogni  desiderio, ogni causa, ogni progetto, nella misura in cui riguardano altre persone e il loro cammino a volte lento,  le loro rigidità e fragilità,  richiede tanta pazienza e umiltà, lo sguardo lungo di chi ha grandi e belle prospettive e al contempo conosce i piccoli passi per compierle ogni giorno.  Ma lo scacco più grande è quando l’uomo conosce la sua fragilità, la sua debolezza, il suo peccato, e comprende che non sono solo gli altri a porre ostacoli, ma proprio dentro al suo cuore c’è una parte che si ribella, che grida, che fatica.

A questo punto la tentazione è lo scoraggiamento, l’accidia, il lasciare andare le cose senza più reagire con forza interiore.  Penso che il mistero del battesimo di Gesù venga proprio in aiuto a noi quando siamo preda di questa tentazione.

Perché Gesù si è fatto battezzare da Giovanni? Ricordiamo che si trattava di un battesimo di penitenza, per il perdono dei propri peccati e che lo stesso Giovanni si era ribellato vedendo Gesù: “Come…sono io che devo essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Eppure Gesù per compiere la giustizia, ossia portare a compimento la volontà del Padre, si fa anche lui debole, immergendosi nell’acqua dell’umanità debole e peccatrice, degli elementi caotici e mortiferi. E proprio in questa immersione ha ricevuto il dono dello Spirito Santo, sotto forma di colomba, che rimane in lui e porta fecondità nella sua vita.

Allora anche noi riceviamo il dono dello Spirito Santo proprio dentro l’immersione nella fatica, nella sconfitta e nella debolezza, e così la nostra vita diventa feconda.

Penso particolarmente alle sconfitte e delusioni educative e al dramma così attuale di chi vede i propri figli ormai adulti, ancora senza famiglia, senza lavoro, senza una scelta, una direzione chiara nella propria vita. Giovani a cui la sera, dopo una giornata vuota, non rimane altre che bere un po’ in compagnia, o che, alla fine di una settimana in cui l’unico impegno è stato l’allenamento di calcio, vanno in discoteca dove oltre all’alcool gira anche fumo e non solo -e anche vicino a noi ci sono posti dove si spaccia-Ecco la tentazione dell’accidia, dello scoraggiamento, che le droghe non fanno altro che acuire, e che è radicata nel cuore e nella mente di una generazione che non sente più il futuro. Così dopo 20 anni dai tempi in cui la droga ha falcidiato una generazione,  c’è una nuova emergenza giovani a San Lorenzo.

Siamo ad un bivio, o ci lasciamo andare allo scoraggiamento, o invece riscopriamo l’azione della grazia di Dio, proprio dentro le fatiche delle nostre famiglie. Che il Signore ci doni pazienza e creatività, perché questo tempo così difficile diventi fecondo per una rigenerazione alla fede e alla vita di tanti che si sono rassegnati!

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