Omelia VII TO Anno A

In Italia abbiamo il problema delle carceri piene. Si sente dire spesso: facciamo una buona riforma e risolveremo la questione delle carceri. Siamo proprio sicuri che basta una legge a risolvere il problema?
Anche Dio ha provato a fare così, ma non gli è andata molto bene… Dopo il diluvio ha dato una legge, chiamata legge del taglione, come argine alla violenza. Si tratta di un argine provvisorio, che permette all’umanità di non autodistruggersi nuovamente, ma non le da salvezza. Come ogni legge umana anche la legge divina, per quanto buona non può solo combattere il male ma non può salvare.
Cosa può salvare l’uomo? L’amore: il desiderio di amare, che Gesù ci rivela, è più violento della violenza che distrugge. Porgere l’altra guancia, dare il mantello ecc… non sono delle leggi da seguire, ma sono dei suggerimenti a seguire la creatività provocatoria di Dio, di fronte al violento, per spingerlo alla conversione., a riconoscere di essere fratello e quindi figlio di Dio. Pensiamo ai volontari della papa Giovanni nell’operazione colomba in Palestina, che accompagnano i bambini a scuola per proteggerli dalle sassate dei coloni israeliani. Chi glielo fa fare se non un desiderio fortissimo, che non proviene dagli uomini ma da Dio?
Nelson Mandela in sud Africa ha insegnato che non può esserci una giustizia legale se non c’è riconciliazione, disarmo degli spiriti, perdono. E il perdono è veramente un atto divino, frutto dello Spirito, che ci rende figli, frutto di un desiderio che viene da Dio Si tratta di una conversione del cuore, di un ricevere la forza da Dio per azioni liberanti e rinnovatrici.
Anche oggi la conflittualità umana raggiunge livelli impressionanti. Nella politica, dal livello nazionale a quello locale, è ormai passata l’idea che quello che conta è distruggere l’avversario, piuttosto che fare degli accordi per il bene comune e soprattutto rispettare le istituzioni che rappresentano tutti i cittadini. Anche nelle famiglie si litiga spesso: e quanto spesso tra coniugi l’unica soluzione diventa la separazione, con ii drammi che ne seguono! L’antidoto a tutto questo sta nel desiderio che Dio ci ha messo nel cuore e che è la voce dello Spirito Santo dentro di noi, il desiderio di vivere da figli e fratelli e di amare in modo gratuito. Tutto il male che c’è dentro di me e dentro l’altro non potrà mai cancellare quel calco divino con cui siamo stati stampati e che ci spinge a essere santi come Dio a pregare gli uni per gli altri, anche quando ci troviamo a combattere da posizioni opposte.

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