Gesù entra a Gerusalemme (Lettura e preghiera Domenica delle Palme Anno A)

 

SCHEDA PER ACCOMPAGNATORI Palme

 

Lettura

Il testo di Matteo si apre con l’arrivo di Gesù a Betfage, verso il monte degli Ulivi. Matteo a differenza di Marco e di Luca non cita Betania, ma mette in maggiore rilievo la menzione del monte degli Ulivi e di Betfage. Come mai? Anzitutto dobbiamo notare la menzione del termine “Signore”: “Se qualcuno vi dirà qualcosa, gli risponderete che il Signore ne ha bisogno”(v. 2). Questo termine indica il riconoscimento dell’autorità stessa di Dio in Gesù (cfr. Mt 14, 28. 30). La duplice menzione del termine Signore e della notazione geografica sul monte degli Ulivi si trova in Zc 14, 3 – 4, testo in cui si parla del combattimento finale di Dio contro le nazioni che culmina sul monte degli Ulivi dove si instaura definitivamente la Signoria regale di Dio su tutta la terra (v. 9). Tale regalità sarà adorata nel giorno di Sukkot, o festa della capanne, in cui tutti  i superstiti delle nazioni andranno ad adorare il re, il Signore degli eserciti (v. 16). Inoltre a Betfage (casa del fico, secondo il Talmud) si preparavano i pani della proposizione che dovevano essere portati al Tempio di Gerusalemme. Quindi la menzione di Betfage rimanda al Tempio, dove Gesù entrerà al v. 12. Queste notazioni geografiche indicano dunque che il tempo definitivo è arrivato e il Signore prende possesso del tempio in Gerusalemme. Gesùè un messia regale che porta la definitiva presenza di Dio con noi nel suo tempio!  Non a caso la folla accoglie Gesù con le parole del Salmo 118, 26a: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Questo Salmo viene cantato nella festa popolare delle tende (sukkot) nella quale il popolo, ricordando il cammino nel deserto e l’attesa della terra promessa, attende l’arrivo del messia regale. La liturgia di questa festa, accennata dal Salmo (cfr. v. 27b), prevede l’uso di rami frondosi in corteo, fino ad arrivare ai lati dell’altare, e richiama certamente la descrizione dei rami tagliati dagli alberi e disposti lungo la strada (v. 8). Anche il grido “Osanna”è ripreso dal Salmo 118 al v. 25, dove il testo ebraico recita: “hoshî‘ah nna’” che si traduce: “ dona la salvezza”.  

Quanto detto viene confermato dalla narrazione che si può suddividere in tre parti: 1. ordine di Gesù e citazione profetica (1 – 3) 2. esecuzione dei discepoli ed entrata trionfale (6-9) 3. reazione di Gerusalemme (10 – 11). Tra l’ ordine di Gesù (1-3) e l’ esecuzione dei discepoli (6-7) c’è al centro la citazione di compimento del profeta (4 -5), che ha grande importanza per chiarire la portata rivelativa dell’ingresso di Gesù. Si tratta delle citazioni esplicite di Zc 9, 9 e di Is 62, 11. Riguardo alla citazione di Zaccaria è  interessante notare che Matteo la modifica, tralasciando le due qualifiche iniziali date al Re messia, ossia “giusto e vittorioso”. In tal modo risalta quasi unicamente l’umiltà e la mitezza di questo re che entra in Gerusalemme. L’umiltàè segnalata dall’asino, sul dorso del quale Gesù entra e che è una cavalcature propria del tempo di pace, come conferma il prosieguo della citazione di Zaccaria: “Farà sparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annunzierà la pace alle genti…” (Zc 9, 10). Questi è il re mite e umile di cuore che dona pace e consolazione a tutti coloro che sono oppressi (Mt 11, 29). L’ingresso di Gesù a Gerusalemme è un annuncio che richiede una conversione, un riconoscimento da parte di Gerusalemme, perché la vittoria non è ancora stata ottenuta.  Come Gerusalemme accoglierà il suo re mite ed umile? È evidente l’intento narrativo di Matteo. Gesùè certamente il re – messia, ma nella forma del servo sofferente, che instaura il suo regno passando attraverso il rifiuto del suo popolo e la morte. La folla reagisce alla fine rispondendo alle domande agitate dei cittadini: “Chi è costui?”: è il profeta Gesù da nazareth d Galilea”. (v. 11). Ma Gesùè certamente più che un profeta! In questo  modo essa esprime e quasi inaugura il futuro rifiuto di Gerusalemme nei confronti nel messia regale umile e pacifico che è arrivato a lei.

 

 

 

 

 

Suggerimenti di preghiera

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.

3. Chiedo al Signore il dono di una conoscenza interiore di lui, che per me ha affrontato la passione, per amarlo e seguirlo sempre più.

4. Vedo Gesù che entra in Gerusalemme in mezzo alla folla ed entro nello sconcerto di tutta la città, che si interroga: “Chi è costui?” e nelle grida gioiose della folla. Quando Gesù entra nella nostra vita, c’è stupore e a volte sconcerto,  ma insieme anche esultanza inarrestabile.

5. Ascolto la folla che acclama Gesù come re/figlio di Davide  e penso che quella stessa folla lo rifiuterà. Ma Gesùè re, proprio perchèè mite e umile. Se la gloria umana dura poco, quella di Dio è in grado di compiersi attraverso le sconfitte e i fallimenti.

7. Concludo con un Padre Nostro.

 

 

 

 

 

 

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