I quattro passi della fede nel risorto (Omelia Pasqua di Resurrezione)

Fino a poco tempo fa si definiva internet una realtà “virtuale”, per contrapporlo alla realtà “reale” delle relazioni dal vivo.  Oggi sempre più ci rendiamo conto che anche i contatti su internet sono “reali” e finiscono per incidere sulla nostra vita fisica, a volta in modo anche drammatico. C’è allora qualcuno ha coniato una nuova definizione: “realtà aumentata”, per sottolineare che con internet c’è un aumento reale di scambi e contatti, che possono incidere, positivamente o negativamente, su tutta la vita. Tu vedi solo  uno schermo, ma sai che dietro c’è una rete reale di persone e con i tuoi comportamenti puoi aiutarle o distruggerle realmente.

In qualche modo anche la fede è una realtà aumentata. Cosa vedi? Come Giovanni solo un sepolcro vuoto. Cosa sai realmente? Gesù è vivo, è risorto. Lo vedi? No. Lo sai? Si, in modo indubitabile. La fede è un vedere più profondamente la realtà, che ti inserisce in una nuova rete di contatti e di relazioni che, a differenza di internet, hanno un centro che le interseca tutte: Gesù Cristo, morto e risorto per noi.

Come ci si arriva? Approfondendo prima lettura e il Vangelo possiamo individuare almeno quattro passi.

Il primo è il “sentito dire”. “Voi sapete quello che è accaduto in tutta la Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: come Dio consacrò in spirito santo e potenza Gesù di Nazareth.” Pietro si rivolge a gente che ha sentito parlare di Gesù, ha saputo dei miracoli che ha compiuto, segno della presenza di Dio in lui. Anche oggi ormai quasi tutti gli uomini sulla terra conoscono Gesù per sentito dire, e la stragrande maggioranza ne ha un’opinione positiva, ammirata. Ma questa non è ancora fede, perché non tocca il cuore della persona.

Il secondo passo è la conoscenza di Gesù attraverso i suoi testimoni. “Noi siamo testimoni di tutte le cose compiute da lui, e poi della sua morte e resurrezione”: afferma Pietro. Ci sono dei testimoni di una cosa straordinaria, unica, e cioè che Gesù ha salvato la loro vita, li ha perdonati, li ha distolti dalla disperazione e ha condiviso con loro la gioia unica della resurrezione. Questo passo comporta l’entusiasmo di una comunità cristiana che annuncia senza vergogna ciò in cui crede e la disponibilità degli interlocutori a lasciarsi coinvolgere ed affascinare.

Il terzo passo è più interiore e lo definirei come un “intuire le azioni di Gesù nella mia vita”.  Non basta prestare fiducia agli altri, tu stesso infatti cominci a vedere nella tua vita i segni della presenza di Gesù, come Pietro, che vede i teli avvolti e il sudario piegato e avvolto in un luogo a parte.  Dentro le difficoltà vedi una mano in grado di ordinare la tua vita per il meglio. Chi può averlo fatto se non Gesù? Tutte le altre ipotesi sono meno credibili: un ladro non si prende la briga di piegare il sudario… solo Gesù può aver condotto così miracolosamente la tua vita dentro alle angosciose strettoie di alcuni passaggi.

Il quarto passo è quello culminante e comporta il passare dalle azioni di Gesù alla sua persona.  Ormai tutta la tua vita trascorsa fin qui è un sepolcro vuoto, una pietra che sta li ad attestare che Gesù è vivo e ti aspetta per incontrarti personalmente.  Vedi il sepolcro vuoto della tua vita e credi. Il tuo cuore si apre al mistero santo, che ti avvolge, ti attira e ti afferra, e che potenzia la tua ragione, perché la apre ad un punto invisibile, eppure così sovranamente reale: Dio. È insieme il compimento inaspettato di tutti i desideri, che ti commuove e ti ricrea da dentro, che ti rinnova nello Spirito.  È una vera rinascita nella luce!

Ringraziamo il Signore del miracolo della fede, che ci ha donato, e supplichiamolo di portare a compimento questa rinascita spirituale, con le parole della liturgia di oggi:

“O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio,  hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.”

 

 

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