Il buon pastore ci chiama per nome (Omelia IV Settimana Pasqua Anno A)

 

Avete mai approfondito il significato del vostro nome? Magari i vostri genitori ve l’hanno messo perchè gli piaceva, senza saperne la radice etimologica. I contadini di una volta per semplicità chiamavano i figli primo, secondo, terzo, quarto e così via.

Non così in Israele, dove il nome non è solo un elemento anagrafico, formale

Nel profeta Isaia, dice Dio ad Israele: io ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni. Il nome Israele significa: Dio è forte. Il popolo di Israele è colui nel quale Dio si manifesta forte.

Allora il nome indica Dio che si manifesta in noi, sta dentro di noi, ossia la parte più profonda e più vera della persona.

Dentro il santuario della nostra coscienza e del nostro cuore c’è un diamante trasparente, un puro e tersissimo cristallo. Se guardiamo in esso troveremo la trasparenza di Cristo stesso, dove dimora Dio nel più semplice silenzio.

Questo è il nome: un puro e tersissimo cristallo nella parte più profonda della nostra persona, quella silenziosa, dove si acquietano le voci e i clamori.

Gesù dice: il pastore chiama le sue pecore ed esse lo seguono perchè conoscono la sua voce. Il pastore, Gesù, conosce il nostro nome, la parte più profonda di noi stessi e per sentire la sua voce c dobbiamo scendere a tale profondità. Qui, nel silenzio sottile, la voce assume la forma di una soavità e serenità che vengono da Dio e corrispondono a desideri che sono nel più profondo di noi stessi, che sono noi stessi.

Questi desideri si manifestano nei bambini fin dalla loro più tenera età e sono un’indicazione, sono come dei segni della volontà di Dio.

A scuola, negli sport, nella relazione con gli altri, emergono non solo talenti e attitudini, ma soprattutto inclinazioni profonde della personalità, che la orientano alla perfezione, al pieno compimento di tutte le proprie caratteristiche personali. A volte quelli che possono sembrare difetti, si possono volgere al positivo. Per esempio a scuola una bambina era sempre irrequieta e non stava mai ferma. Tutti gli psicologi non seppero affrontare il problema finchè la mamma ebbe un intuizione. Portiamola a scuola di ballo! Quello che sembrava un difetto era in realtà un talento, che è cresciuto fino a farla diventare una ballerina di fama mondiale!

Giocare con i bambini e i ragazzi, alimentare la loro fantasia e libertà nel conoscere sono elementi importanti per la loro crescita. Pregate con loro ogni sera, perchè insieme con voi imparino ad ascoltare la voce del buon pastore, che parla in loro fin da piccolissimi.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...