Lettura e preghiera Gv 20, 19 – 23 (Pentecoste Anno A)

 

SCHEDA PER ACCOMPAGNATORI Pentecoste Anno A

Lettura e preghiera Gv 20, 19 – 23

Nel primo giorno della settimana, ossia il giorno dopo il sabato, Gesù si manifesta come risorto ai suoi discepoli. Essi si trovano in una situazione psicologica di angoscia e turbamento. Hanno le porte sprangate per timore di fare la stessa fine del maestro, sono disorientati e senza più punti di riferimento.

Gesù compare senza necessità di passare per la porta, perchè il suo corpo risorto è entrato nella sfera escatologica di Dio, e non ha più alcun limite di spazio e di tempo. Egli viene, come aveva promesso prima di partire (cfr. 14, 18. 28), sta in piedi in mezzo a loro, con una postura che è tipica del vivente, di colui che è risorto, e dice “Pace a voi” (cfr. 14, 27). Questo saluto produce gli effetti di gioia e di pace, perchè è accompagnato dal dono dello Spirito. I discepoli riconoscono Gesù dai segni della passione (mani e fianco), proprio quelle ferite da cui scaturisce l’acqua viva dello Spirito Santo, che anima il discepolo credente (cfr. 19, 34). Questo riconoscimento porta con se una gioia indefettibile e perfetta (cfr. 16, 22)

Gesù ripete il saluto di pace e li invia, con la stessa forza con cui egli è stato inviato dal Padre, ossia la forza e l’amore propri dello Spirito Santo. Si tratta di un’unica missione, quella del figlio e dei discepoli, che ha origine dal Padre e che ha per effetto il perdono dei peccati, cifra complessiva di una radicale ricreazione dell’umanità (cfr. Gen 2, 7: l’alito di Dio crea l’uomo come essere vivente!). Quella guarigione dal male, dal peccato, dalla paura e dall’angoscia che i discepoli stanno sperimentando essi la produrranno, per effetto dello Spirito Santo, in tutti coloro che incontreranno. Essi infatti comunicano nello Spirito la vita stessa di Cristo glorificato (cfr. 1 Gv 4, 13).

Suggerimenti di preghiera.

1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.

2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo (Gv 20, 19 – 23)

3. Chiedo al Signore di gioire intensamente del dono dello Spirito.

4. Vedo le persone che agiscono, osservo come si comportano. Entro nella paura dei discepoli, di fronte al male e alla morte. La comparsa di Gesù è improvvisa, come improvviso è il loro passaggio dalla paura e angoscia alla gioia.

5. Ascolto ciò che dice Gesù. “Pace a voi”. Sento il dono della pace e la forza delle parole di Gesù, che mi inviano a portare il perdono di Dio. Quell’invio proviene dal Padre stesso.

7. Concludo con un Padre Nostro.

 

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