L’attesa della Creazione (Omelia XV TO Anno A)

Nella nostra concezione l’ambiente è un oggetto manipolabile dall’uomo, per usare la celebre espressione del filosofo Cartesio, è una res extensa, contrapposta alla res cogitans, io pensante che è l’uomo. Non è questa l’immagine che san Paolo ci offre dell’ambiente, della Creazione: essa è un organismo vivente,attivo, caldo, con la stessa potenza vitale che ha il grembo partoriente di una donna.

La creazione, dice San Paolo, geme e soffre nelle doglie del parto, di una nascita, che è quella dei Figli di Dio. È una concezione profondamente teologica ma insieme umana. Il cammino dell’uomo su questa terra è strettamente congiunto a quello di tutto il cosmo creato, che ha un’ardente aspettativa, freme di desiderio e di dolore nello stesso tempo perchè si compia la rivelazione dei figli di Dio.

Paolo ci dice dunque due cose importanti: la prima è che c’è una sofferenza cosmica, frutto del nostro peccato nel mondo. La seconda è che questa sofferenza è anche il segno di un’aspettativa più grande, del mistero del Regno dei cieli che qui è come un semino nascosto, ma che è destinato a portare frutto.

Se vogliamo tradurre in termini morali questo discorso possiamo dire che il peccato, inteso come il male del nostro cuore, l’egoismo, la dissipazione delle nostre energie in cose futili, banali, autodistruttive, si traducono in stili di vita che finiscono per distruggere anche l’ambiente; invece l’intelligenza, la cura per le cose e le persone, ogni nostro impegno per il bene, anche se non sembra avere immediatamente effetti visibili, è trasformato da Dio in modo da costruire misteriosamente il Regno di Dio. È l’esperienza del seme, piccolo, insignificante, che però contiene la potenza della Parola di Dio in grado di fruttificare per la creazione

Alcuni di questi semi piccoli, che possiamo gettare ogni giorno, sono propri di una stile di vita che per noi è così difficile assumere. Ci è facile curare l’erba e le piante del nostro giardino, è invece così lontano dai nostri pensieri prenderci cura delle cose di tutti, del comune come della parrocchia. Essere attenti ad usare gli ambienti pubblici, i giardini e i parchi, e ripulirli dopo il nostro passaggio può sembrare scontato e invece è così frequente notare l’incuria, la trascuratezza, la carta, la plastica, i vetri lasciati per terra… a Riccione stiamo imparando a differenziare i rifiuti, ma non abbiamo ancora imparato a non usare l’auto, anche per fare 100 metri.
Affermiamo che il metro di costa sarà antieconomico perchè non lo userà nessuno. Non so se questa opera potrà diventare efficente, ma sta di fatto che nè questa nè altre opere di trasporto pubblico potranno mai funzionare bene, se non siamo disponibili a cambiare un pò il nostro stile di vita ed usare di meno la macchina.
La quantità di gas che esce dalle macchine, nella fascia di territorio di San Lorenzo, chiusa tra statale e autostrada è molto più alta di qualsiasi emissioni di inceneritore. Se vogliamo trovare le cause dei tumori, forse scopriremmo che da un punto di vista statistico è quella la prima fonte di inquinamento che potenzialmente è causa di tumori. Noi ne siamo la causa, con la nostra cultura, che parte dalle abitudini di tutti i giorni.
Qualche proposta?
1. Ogni giorno appena alzati ringraziare il Signore per il dono della vita, che pulsa in noi e attorno a noi. 2 ogni settimana passare a trovare almeno un anziano o ammalato tra i nostri vicini di casa, per consolarlo e ricordarci nello stesso tempo che la salute fisica è un dono. 3. andare in bicicletta tutte le volte che si può e respirare profondamente (possibilmente non sulla statale..) senza pensare alle cose da fare. 4. fermarsi ogni tanto a contemplare l’alba o il tramonto. 5. passare meno tempo al computer e di più all’aperto. 6. la gita domenicale farla meno al centro commerciale e più nel nostro splendido entroterra, tra castelli, pievi e parchi tra arte e natura. 7. stare di più a giocare con i propri figli al parco e non depositarli troppo spesso nei centri sportivi. 8…continuate voi….

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1 Comment

  1. Sono Gabriele. Condivido con te questo pensiero , specialmente pulire gli ambienti pubblici dopo il nostro passaggio , che non vuol dire andare li a fare lo spazzino ma per esempio il fazzoletto di carta dopo essersi soffiati il naso metterlo in tasca per poi gettarlo nel primo cestino per i rifiuti . Giusto anche usare di più i mezzi pubblici per inquinare di meno e non stressarsi nella guida ( sono contrario al metrò di costa : è un cementone e di mezzi pubblici quì già ce ne sono ) Evviva il creato ! Evviva la nascita dei Figli di Dio !!!

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