il mercante di perle: una spiritualità dell’azione

Avete presente una vincita al lotto? È quel colpo di fortuna che ti mette a posto per la vita,  purtroppo così improbabile dal punto di vista statistico. Allo stesso modo il tesoro nel campo è un dono, un colpo di fortuna, così raro che ha le probabilità di una vincita al lotto, ma solo perchè così pochi sono i cuori realmente disposti a ricevere nel loro cuore questo dono, che si chiama Sapienza.

 

Così la Sapienza è dono, perchè l’uomo trova il tesoro nel campo con un colpo di fortuna. Chi mai avrebbe scavato in un campo qualsiasi per trovare un tesoro? Ma ci vuole un cuore disposto. Allora la Sapienza è anche ricerca ed esperienza umana, perchè il mercante deve conoscere il valore della perla, per poterla valutare come preziosa.

 

C’è una successione ordinata tra questi due momenti. Prima c’è il dono di Dio, l’improvvisa  e soave certezza che tutto è nelle sue mani e che nulla può sfuggire alla sua provvidenza, la scandalosa scoperta che le piaghe del crocifisso possono curare qualsiasi malattia e donare una consolazione senza fine.

 

Poi. a partire da questa scoperta, nasce una ricerca, che tutto confronta e mette in rapporto con il valore infinito di Dio.Non si tratta di teoria, ma della domanda sempre presente, sempre attuale e rinnovata: come conformarmi di più a questa sapienza d’amore nel tessuto concreto della mia vita? Quali atteggiamenti e quali decisioni concrete essa comporta? In una parola, come fare la volontà di Dio?

È l’atteggiamento del mercante che va in cerca, perchè la perla, una volta trovata va comperata, e quindi richiede  totale disponibilità e dedizione.

 

A questo proposito vorrei offrire qualche suggerimento concreto, in quattro passi.

1. Chiedersi sempre, prima di agire o parlare, perchè lo sto facendo? A volte in me ci sono motivazioni inconsce: desiderio di rivalsa, orgoglio ferito, ricerca di gratificazione…devono emergere, perchè io ne sia consapevole, ed esse non finiscano per governare la mia vita.

2. Aggiungere una domanda: se io fossi un altro, amico di me stesso, cosa consiglierei? Educarsi a vedere se come un altro.  Se questo amico e compagno fosse Gesù, cosa mi consiglierebbe?

3. Sapere che ogni decisione buona è sempre accompagnata dalla pace. Ogni decisione disordinata porta sempre con se uno strascico di ansie, rimorsi, turbamenti vari.

4. Quando la decisione è stata presa, vendere tutto con gioia, ossia abbandonarsi all’azione, senza più paura, lasciando a Dio tutto ciò che va oltre le nostre possibilità di prevedere e dominare. Si può anche pregare così: “O Gesù, offro tutto a te, la mia salute, la mia intelligenza, la mia volontà. Sono doni che tu mi hai dato e io te li ridono. Tu dammi solo il tuo amore, perchè questo mi basta.”

 

Tutto ciò è importante che imparare a dominarsi e ad ordinare la propria vita secondo la sapienza che viene dall’alto. Se questo accade in noi, saremo anche in grado di consigliare gli altri. Chi non ha imparato a dominarsi, farà fatica non solo ad aiutare gli altri, ma anche ad accorgersi che esistono!

 

Chiediamo, come Salomone, il dono della sapienza e del discernimento nelle situazioni complesse della vita e del lavoro, perchè la vocazione che ciascuno di noi ha da Dio si compia nella sua gloria. Quelli che ha chiamati, dice San Paolo, li ha anche giustificati e glorificati!

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