Omelia per l’Assunta

L’apocalisse sembra parlare il linguaggio misterioso della fine del mondo, in realtà i suoi simboli sono talmente potenti da attraversare tutta la storia dell’umanità. Da un lato troviamo la sagoma enorme e spaventosa del drago rosso, che rappresenta la forza del male in opera nella storia. Dall’altro troviamo una donna che vive nel dolore e nelle doglie del parto, vestita di sole, con una corona di dodici stelle e la luna sotto i suoi piedi. Questa donna è la Chiesa, che è avvolta dal sole dello Spirito Santo, della resurrezione di Gesù, e che ha una corona di dodici stelle che sono le dodici tribù di Israele e i dodici apostoli. La luna sotto i suoi piedi rappresenta il tempo su cui la Chiesa ormai regna sovrana, come realtà che gode del Regno inaugurato con la resurrezione di Gesù. Ma nello stesso tempo vive nella storia e dunque soffre le doglie del parto, il dolore della nascita dei figli di Dio. Il bambino che viene salvato dal tentativo omicida del drago è la discendenza dei figli di Dio, insieme con il Figlio per eccellenza, il Messia Gesù Cristo.
Questi simboli contrappongono in modo netto l’umile potenza di Dio, che si manifesta nella generazione e nella fecondità, con la superba potenza del male, che si manifesta in forme grottesche e mostruose. Alla fine la vittoria spetta alla Parola di Dio,che opera come seme deposto nel seno della donna, e che ha bisogno di un femminile che l’accolga, di uno spazio vuoto, di uno cuore aperto e disponibile, come quello di Maria, beata perchè ha creduto nella potenza di questa parola.
Non vi è salvezza se non attraverso il seno e il cuore della donna. Il seno di colei che accoglie la vita e il cuore di colei che ama fin dai primi momenti della gravidanza. Il seno di colei che partorisce con dolore e il cuore di colei che di nuovo partorisce il proprio figlio ad ogni passaggio della sua vita.
La fede di Maria incoraggia la fede di ogni donna nella vita che è dono di Dio, di fronte alle la drago di un’economia fondata esclusivamente sul principio maschile, che punta a fagocitare le speranze del mondo. Siamo in una società che vuole la donna in carriera fino a 40 anni e che la invita a non avere figli nell’età più fertile. Si chiede alle famiglie di dare ai figli una serie di beni che in realtà sono secondari e per questi motivi si limitano le nascite ad un figlio, due sono già troppi, così abbiamo creato una società di anziani. È necessaria una fede nella vita, la fede di Maria, per vincere questi modelli! La fede di Maria può aiutare anche quelle mamme che non sanno più come comportarsi coi loro figli adolescenti e soffrono per i sensi di colpa, non sapendo dove hanno sbagliato. Ma per forza gli errori di un figlio adolescente sono da attribuire a sbagli dei loro genitori? Si tratta di ripartorire nuovamente il proprio figlio, come ha fatto Maria. Penso anche alle sofferenze di tante donne in cerca di lavoro, sottopagate e stressate. La sensibilità femminile ha bisogno di esprimersi nel mondo, con la sua empatia, la sua capacità di sentire la sofferenza e di proteggere le vittime, di creare un mondo più umano, più affettuoso, più in grado di interessarsi e di curare chi sta peggio. La fede di Maria può aiutare le donne di oggi a non lasciarsi derubare della speranza, a lottare per l’espressione della propria dignità nel lavoro. In ogni professione c’è bisogno oggi della cura, dell’attenzione, della fantasia, del genio della donna, con la forza della fede con la quale una donna, Maria, ha già defininitivamente ottenuto la vittoria della vita e dell’amore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...