Lettura e preghiera XXII TO Anno A (Mt 16, 21-28)

Lettura di Mt 16, 21 – 28
Gesù, Pietro e gli altri discepoli sono i protagosti di questa scena, che segue direttamente quella del primato di Pietro (vv. 13- 20), in cui egli è appena stato designato come roccia e pietra di fondazione della comunità messianica, denominata Chiesa (v. 18). Qui invece egli è chiamato da Gesù “pietra di scandalo”, perchè egli reagisce all’annunzio della passione da parte di Gesù, contestando questa prospettiva di un messia sofferente, fatto fuori politicamente e umanamente dalle autorità (v. 21). Ma questo destino non è frutto di una sfortunata casualità ma compimento di un disegno di Dio (<<“bisognava” che egli andasse a Gerusalemme e soffrisse molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi>> ecc. v. 21) culminante con la sua morte e con la resurrezione “il terzo giorno”. Con il potere della resurrezione Gesù riceve un effettivo potere dalle mani del Padre (cfr. 28, 18) ma ciò richiede che egli abbia già preventivamente e definitivamente rigettato un messianismo storicamente vincitore a qualsiasi prezzo, che in fin dei conti diviene una sottomissione al potere di Satana (cfr. 4, 8-10). La crisi di Pietro di fronte a questo annuncio di Gesù proviene da una duplice fragilità. Da un lato egli trascura l’annuncio della resurrezione il terzo giorno e si concentra unicamente sulla passione/morte, che lo colpisce terribilmente gli impedice di comprendere a pieno il disegno di Dio per il suo Figlio. Dall’altro una paura umanamente comprensibile e l’affetto umano lo portano a reagire con violenza e ad indicare al maestro una strada diversa. Si tratta della stessa paura che lo aveva colto in altri momenti, facendolo affondare tra le onde della tempesta (cfr. 14, 28 – 31). In questo egli non è solo, ma rappresenta bene l’insieme dei discepoli che la notte dell’arresto di Gesù fuggiranno tutti (cfr 26, 31). Essi descrivono l’immagine di una Chiesa chiamata ad affrontare la prova della persecuzione con perseveranza, seguendo il suo maestro fino alla croce: si comprendono meglio in questa luce le immagini del prendere la propria croce (v. 24) e del perdere la vita (v. 25) per causa di Gesù. Non si tratta di masochismo, ma dell’umile consapevolezza che per conservare la propria relazione con Gesù, ultima garanzia di vita, si può perdere ogni altra cosa, se essa diventa un ostacolo. L’attesa di un ritorno imminente nella gloria consola la comunità di Matteo, e ogni cristiano, perchè rende la prospettiva della vittoria già a portata di mano, come dono di Dio (v. 27-28) e insieme ricompensa di un agire secondo la Sua volontà (v. 27). Gesù chiede a ciascuno di noi di seguirlo come una decisione prioriatria e assoluta, con la stessa radicalità con cui ha rimproverato Pietro: “Vieni dietro a me!”.

Suggerimenti di preghiera
1. Hai letto con attenzione il brano di Vangelo e la scheda di commento. Ora disponiti davanti a Dio in preghiera con il corpo. Stai nella posizione che preferisci (seduto o in ginocchio…), per entrare in colloquio con il Signore.
2. Chiedi al Signore la grazia: qui è il dono di conoscere Gesù intimamente, per seguirlo e credere sempre più in lui.
3. Per aiutarti nella contemplazione:
a. Vedi cosa fanno i personaggi e ricava un frutto. Per es: osservo Gesù che sta con i suoi discepoli e con Pietro. Sono con Gesù e lo seguo insieme agli altri miei fratelli nella Chiesa. Penso a questa immagine come un riassunto di tutta la mia vita come uomo e come cristiano.
b. Ascolta le parole dei personaggi e ricava un frutto. Per es. ascolto Gesù che mi rimprovera: “vieni dietro a me”, “a ciascuno sarà dato secondo le sue azioni”. Sento che seguire Gesù significa rinunciare a ciò che si oppone al suo progetto per la mia vita e soprattutto vivere per il bene che egli mi dona di fare ogni giorno.
c. Entra in colloquio con Gesù chiedendogli ciò che vuoi.
4. Concludi con la preghiera del Padre Nostro

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