Esaltazione della santa croce Gv 3, 13 – 17

 

Esaltazione della santa croce Gv 3, 13 – 17

Lettura

Il breve passo del vangelo di Giovanni ritagliato dalla liturgia di oggi si trova nel contesto del dialogo tra Gesù e il fariseo Nicodemo, che era andato a parlare da Gesù di notte. Il tema della rinascita dall’acqua e dallo Spirito per avere la vita viene presentato come la testimonianza del figlio che ha veduto, perchè viene dal Padre, confluendo così in una rapida descrizione di tutto il progetto di Dio che culmina nella salvezza donata dal Figlio dell’uomo. Egli è colui che sale al cielo perchè è lo stesso che è disceso dal cielo per farsi carne (v. 13 cfr. 1, 14). In questo percorso di uscita e ritorno del Figlio dell’uomo, egli porta con se tutta l’umanità della quale ha condiviso la carne. Il ritorno è descritto con il verbo della salita, che è usato nel Vangelo di Giovanni per indicare l’innalzamento di Gesù sulla croce (cfr. quando sarà innalzato da terra attirerò tutti a me, Gv 12, 32). L’intronizzazione del re sulla croce è dunque un innalzamento, voluto e reso possibile da Dio (cfr. bisogna che il figlio dell’uomo sia innalzato, in cui è sottinteso “da Dio”v. 14 ), che suscita la fede e, attraverso di essa, il dono della vita eterna, perchè ha come motivazione di fondo l’amore di Dio verso il mondo (v. 15). Il giudizio che Dio opera nel mondo inviando suo Figlio non è frutto di una condanna, ma di una libera scelta dell’uomo di fronte all’amore di Dio, un amore totale e senza limiti che sceglie di donare tutto ciò che ha, il suo unigenito Figlio, per la salvezza dell’uomo (v. 16). Il mistero della croce, dunque, non si può comprendere se non all’interno di una relazione d’amore tra il Padre e il Figlio, che viene comunicata per dono dello Spirito ai credenti. Non si tratta di una giusta punizione che Gesù riceve dal padre “al posto” dell’umanità peccatrice, per espiarne le colpe, ma si tratta di un dono d’amore, che distrugge il peccato proprio prendendolo su di se, e assumendone le forme, così come gli Israeliti erano stati salvati dai serpenti velenosi, per mezzo di un altro serpente, innalzato da Mosè (cfr. Nm 21, 4 – 9). Vedere il serpente innalzato era causa per loro di salvezza, così come il discepolo, vedendo Gesù innalzato slla croce e trafitto, testimonia il dono dello Spirito e la redenzione definitivamente compiuta (cfr. Gv 19, 35 – 36).

Suggerimenti di preghiera

Chiedo al Signore di poter conoscere interiormente lui, che muore in croce per me, per amarlo e seguirlo sempre più.

Vedo le persone, come si comportano e agiscono: ccontemplo la segretezza con cui Nicodemo va da Gesù, come segno del carattere misterioso della croce. Essa si può comprendere solo dentro ad un’iniziazione nello “spirito”, che mi conduce a sentire ciò che è frutto della rivelazione di Dio e non dei pensieri umani.

Ascolto cosa dice Gesù. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio. è l’amore del Padre a motivare il dono totale di Gesù sulla croce. La croce non è altro che manifestazione dell’amore senza limiti di Dio per l’ uomo e per la sua salvezza

Concludo con un Padre Nostro.

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