Lettura popolare Mt 22, 34-40 (XXX TO Anno A)

 

 

Lettura e preghiera XXX TO Anno A

Mt 22, 34-40

Amore di Dio e del prossimo

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

La notizia che i sadducei sono stati ridotti a mal partito nella disputa contro Gesù sulla resurrezione dei morti è subito circolata a Gerusalemme (cfr. 34; vv. 23 – 33) ed è arrivata a capi e agli scribi della setta dei Farisei. Essi si radunano in uno stesso luogo, sempre con l’intenzione di mettere alla prova Gesù. La domanda di uno di loro suona però più come una domanda di scuola, che come una disputa su di una materia controversa. I maestri della legge infatti erano molto impegnati nella distinzione tra comandamenti “pesanti”(grandi, importanti) e comandamenti “leggeri” (piccoli, meno importanti), non per ammettere una possibilità di esenzione da quelli leggeri, ma per cercare di sintetizzare tutta la legge (fatto di 248 comandamenti e 365 proibizioni) in pochi principi fondamentali, da cui dipende tutto il resto della legge. Il rischio di questa domanda è quello di creare una conversazione scolastica e teorica, che abbia poca rilevanza concreta e dia soprattutto l’occasione ai maestri di sfoggiare la loro conoscenza. Gesù risponde citando Dt 6, 5: “amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua vita e con tutta la tua mente”, che per gli ebrei è ancor oggi un punto di riferimento fondamentale. Amare Dio significa obbedire alla sua legge, alla sua volontà concreta. “Con tutto il cuore” è un’espressione che indica la totalità dei propri pensieri e decisioni. “Con tutta la tua vita” indica la concretezza dei propri atti vitali, da quelli biologici a quelli superiori, affettivi e morali. “Con tutta la tua mente” indica specificamente l’intelletto, la facoltà di riflettere e giudicare. Si tratta di un elenco che elenca le diverse facoltà o parti dell’uomo e la totalità degli stessi: dunque non c’è una parte dell’uomo che possa rimanere esterna all’amore per Dio. Il secondo comandamenti citato da Gesù è più originalmente posto da Gesù allo stesso livello del precedente. Si tratta del comandamento dell’amore del prossimo, che si trova in Lv 19, 18, insieme ad una serie di comandamenti negativi sul non rubare, non mentire, non giurare il falso, non odiare il prossimo o non discriminare lo straniero (cfr. 19, 11-18. 34). Dunque l’amore per il prossimo non rimane un sentimento, ma si concretizza in una serie di comportamenti precisi nei suoi confronti. Se tuttavia per il libro del Levitico il prossimo è principalmente un membro del popolo di Israele o, al massimo, uno straniero residente in Israele, invece per Gesù questo comandamento ha un’estensione illimitata, che riguarda anche i nemici (cfr. Mt 5, 43). È importante sottolineare, poi, l’espressione “come te stesso”: non si può amare l’altro se non si ama anche se stessi, non con un attaccamento egoistico, ma con la gratitudine di chi sa apprezzare se stesso come dono di Dio. E qui il comandamento dell’amore del prossimo si congiunge con l’amore di Dio, che ne è come il fondamento.

L’amore dunque, conclude Gesù, è il cardine e il compimento di tutta la legge, che porta ad unità il progetto di Dio contenuto nella Scrittura e insieme rende unita e armoniosa anche la nostra vita (v. 40; cfr. 7, 12).

 

 

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita. In questi giorni ho fatto tutto quello che dovevo fare e mi sono sentito diviso tra tante cose… ho saputo vivere anche qualche occasione per amare?  (15 minuti)

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al Cenacolo a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione degli avversarsi di Gesù, vedono la legge sganciata dal suo riferimento fondamentale, che è l’amore.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Mt 22, 34 – 40. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il contesto simbolico dove avviene la disputa? Ci troviamo ancora nel luogo del tempio, che è il luogo del culto di Israele nei confronti di JHWH suo Dio. Anche questa disputa, dunque, avrà a che fare con il rapporto tra Dio e il cuore dell’uomo.

 

  • Chi sono i personaggi con cui Gesù disputa?

Sono i discepoli dei farisei, scribi esperti di Sacra Scrittura. Essi vogliono ancora metterlo alla prova, con una domanda di scuola, un po’ teorica. Gesù risponde richiamandosi alla concretezza dell’amore.

  • Quante volte anch’io mi pongo domande molto teoriche su Dio e sulla religione, senza coglierne immediatamente la rilevanza per la vita?

Come risponde Gesù?

Gesù cita Dt 6, 5, mettendo al primo posto della legge l’amore per Dio, con tutta la persona e la sua vita.

 

  • Ho messo Dio realmente al primo posto nella mia vita, nei miei pensieri, sentimenti e scelte concrete, oppure ci sono altre cose che alla fine si sovrappongono e determinano piuttosto le mie scelte?

 

Poi cita Lv 19, 18, sull’amore per il prossimo, vicino o lontano che sia, che si concretizza in azioni precise nei suoi confronti. Tale amore procede da una comprensione dei doni ricevuti, e quindi da una stima e un affetto anche nei confronti di se stesso.

 

  • So vivere l’amore per Dio dentro al mio servizio concreto al prossimo, nel lavoro, in famiglia con gli amici?
  • Sento che servo gli altri non per riempire una mia mancanza, ma per un movimento di gratitudine nei confronti di Dio per quello che sono e che possiedo?

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.
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