Lezione ed esercizio per il 14/11

 

Figura Christi

Per venerdì 14/11 si chiede la lettura di Es 13, 17 – 14, 31 e di sottolineare eventuali tensioni o discordanze all’interno del racconto del passaggio del mare.

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10 Comments

  1. Leggendo questo brano io ho riscontrato tensioni:
    -nel momento in cui gli Egiziani si accorgono della fuga degli Israeliti, e li inseguono.
    – nel momento in cui gli Israeliti si accorgono che gli Egiziani li stanno inseguendo :
    “Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi:ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore.”
    – nel momento dell’entrata degli Israeliti nel mare sull’asciutto. “Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare”. Direi il culmine della tensione.

  2. un elemento di discorsanza che ho riscontrato è tra l’intenzione dichiarata da Dio di voler, con l’attraversamento del mare, dimostrare la sua gloria contro il faraone (ripetuta due volte: 14,4 e 14,18) e il risultato effettivo dell’azione, ovvero la salvezza del popolo di Israele dalle mani degli egiziani e il rinnovamento della loro fede in Dio e in Mosè.

  3. 1. Il Signore al versetto 15 dice a Mosè “Perché gridi verso di me?” ma in effetti non era lui che gridava contro il Signore, ma il popolo.

    2. All’inizio del cap. 14 il Signore comanda a Mosè di fare accampare gli Israeliti. Dal versetto 5 inizia il racconto della reazione del faraone ma sembra slegata dalla parte precedente sia come sequenza che come significato. Sembra che gli Israeliti escano di nuovo dall’Egitto (…a mani alzate mentre nel cap. 13 escono armati) mentre prima si erano accampati.

    3. Anche sulla nube e sul fuoco ho notato alcune discordanze. Prima il racconto parla di una colonna di nube che li guidava di giorno e di una colonna di fuoco che li guidava di notte (cap. 13).
    Nel cap. 14 si fa riferimento all’angelo di Dio che precedeva l’accampamento e della nube (e la nube illuminava anche la notte). Al versetto 24, infine si fa riferimento nuovamente alla colonna di fuoco e di nube questa volta insieme.

  4. uscirono bene armati invece uscirono con la mano alzata, li fece accampare vicino il mare per ingannare gli egizi invece quelli li trovarono, le acque si dividono come in genesi, in particolare ho sempre problemi a capire perchè descritto il Signore come un capo degli eserciti, che combatte ed elimina un popolo….

  5. In Es. 13-17 Dio pensava: “ Che il popolo non si penta alla vista della guerra e voglia tornare in Egitto!”.
    con Es. 14-10,11,12. Gli israeliti hanno paura di morire e si pentono di essere usciti dall’Egitto.
    Dio pensa di fargli allungare la strada per evitare che la paura della guerra con i Filistei possa far desiderare loro di tornare indietro e quindi di pentirsi di essere usciti dall’Egitto, ma successivamente all’inseguimento degli egiziani, sempre voluto da Dio, comunque il popolo di Israele ha paura e si pente di essere uscito dall’Egitto. Quindi la contraddizione è nelle parole di Dio che prima dice fare una cosa per evitare un certo stato d’animo nel suo popolo eletto, poi crea proprio una situazione che genera lo stesso stato d’animo, la paura ed il pentimento di aver lasciato l’Egitto.
    Altra “discordanza” in questa lettura potrebbe essere il fatto che si nota un Dio da un lato estremamente premuroso, verso il suo popolo, quasi con grande istinto materno:
    1 – non vuole spaventarlo con i Filistei per evitare che torni in Egitto
    2 – lo guida e protegge con le colonne di nubi e fuoco che fungono da guida x il cammino e da protezione nel momento in cui gli Egiziani sono vicini.
    3 – Più volte nel testo viene fatto presente che il popolo di Israele attraverserà il grande fiume all’asciutto, come voler sottolineare la grande premura di Dio per evitare anche che le loro suole o piedi sarebbero stati protetti dalle acque, come se quell’attraversamento sarebbe stato come un semplice attraversare una comune strada.
    Dall’altro lato invece vediamo un Dio:
    1 – estremamente duro che più volte nella lettura desidera indurire il cuore del faraone e degli egiziani e fare palese a tutto il popolo Egiziano la Sua Gloria in modo tale che lo riconoscano come Il Signore.
    2 – Durezza che affiora anche nella modalità di morte degli Egiziani e nel fatto che nessun egiziano sopravvisse.
    Un altra “discordanza” che mi verrebbe da ipotizzare è quella del pensiero del popolo di israele che parte sicuro ma che nonostante le colonne di nubi e fuoco che comunque sono segni importanti della potenza di Dio, alla prima situazione di pericolo hanno subito paura e si pentono della loro scelta come si pentissero di aver creduto a Mosè e quindi a Dio e poi di nuovo scampato il pericolo tornano a credere in Dio e Mosè suo servo, insomma credono o non credono?

  6. Dio non conduce il popolo per la strada controllata dagli egiziani preservandolo in questo modo dalla guerra, ma di fatto sarà Lui stesso a fare guerra agli egiziani. Senza la guerra Dio non avrebbe potuto mostrare la sua mano potente con la conseguenza che il popolo, invitato da Mosè a non aver paura, temette il Signore e credette in Lui e a Mosè .

  7. Leggendo il brano ho trovato discordante il fatto che Dio comanda a Mosè di stendere la mano sul mare, ma in fondo è Luiche spinge la marea utilizzando un fenomeno naturale.(“Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero” ). Inoltre l’elemento acqua, mare e il popolo liberato dalla schiavitù mi suggerisce e mi fa venire in mente la vicenda di Noè, dopo il diluvio, e quindi la rinascita dopo l’immersione in acqua (Battesimo)

  8. Leggendo piu volte i brani dell’ dell’ esodo in me emergono alcune cose piu’ volte. la prima, all’ inizio la gioia degli isdraeliti nell essere liberati, e poi il continuo dubitare dell’ intervento di Dio , che poi avviene, anzi non viene mai a mancare, l’ accanimento degli egiziani, nel non demordere, fino anch’ essi a rendersi conto della potenza e rivelazione del Signore,
    discordanze, credo forse se ho letto bene, all’ inizio delega un angelo, poi Mose, e poi il tutto viene attribuito a Dio. mentre Mose attribusce sempre tutto a Dio. inoltre Mose dubita forse di essere lapidato dagli isdraeliti ( mette alla prova Dio), e poi ritorna con ancor piu’ convinzione quando Dio ” risolve” e si rivela ome il Dio che libera Isdraele. in ultimo all inizio parla delle ossa di Giuseppe, e poi nel corso della lettura non ne fa’ piu cenni. arrivederci

  9. La tensione che ho potuto notare è l’azione di Dio nei confronti del faraone come del popolo d’Israele.
    Continuamente Dio dona delle prove al suo popolo e al faraone per suscitare in loro la fede.
    Il Signore manifesta fin da subito al suo popolo la sua figura di Padre che li protegge e guida capitolo 13 al versetto 21 nel segno della colonna di nube e fuoco, ma per gli Israeliti non basta come prova della Sua potenza, la loro fede è ancora debole.
    Dio indicherà a Mosè la Sua volontà di rendere duro il cuore del faraone e degli Egiziani per manifestare la Sua gloria “così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore” (Es 13,4c) mediante il prodigio del passaggio del mare ha come risultato una doppia azione da una parte conduce il faraone al riconoscimento della signoria di Dio a differenza degli altri dei, dall’altra il popolo d’Israele nella fede, prima della traversata il popolo ha confessato a Mosè i suoi timori per l’impresa tanto da ritornare a desiderare la schiavitù che nella fede verso le promesse di Dio.
    Al capitolo 14 versetto 31 “Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè”.
    Gli Israeliti riconoscono il Signore loro Dio, il cuore si ricolma di gioia e gratitudine con un rendimento di lode nel canto:
    “Voglio cantare in onore del Signore perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere” (Es 15,1 s.s)

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