Casa del mercato o casa del Padre? (Omelia Dedicazione San Giovanni in Laterano)

 

Come mai oggi celebriamo questa festa un pò insolita? Certamente perchè cade di domenica, ma forse c’è un motivo più profondo. San Giovanni in Laterano è la cattedra del Vescovo di Roma, che è il Papa. Oggi papa Francesco. Si, perchè il papa non è il pastore universale della Chiesa cattolica se non per questo motivo, che egli è anzitutto il Vescovo della Chiesa di Roma, dove sono stati martirizzati Pietro e Paolo, e proprio per questo, fin dall’origine, egli ha il compito di presiedere la comunione di tutte le Chiese nella carità, nell’amore.

La Chiesa cattolica, che significa universale, è un unico organismo, in cui lo stesso amore e lo stesso Vangelo alimentano Chiese appartenenti a luoghi e culture così distanti. Ogni Chiesa locale ha in se tutte le caratteristiche della Chiesa universale, come un frammento dell’eucarestia ha in se tutto il corpo di Cristo, che non perde le sue caratteristiche se si divide.

La Chiesa è dunque un unico corpo, perchè è il corpo risorto di Cristo, il tempio spirituale in cui ciascuno ha un particolare dono dello Spirito.

Ecco il significato profondo del segno che Gesù ha compiuto nel tempio di Gerusalemme. Ormai non è più un tempio materiale a garantire il nostro rapporto con Dio, ma l’offerta che Cristo fa di se stesso al Padre sulla croce e il dono dello Spirito Santo. Essa crea un nuovo tempio spirituale, fatto di persone libere, che grazie al dono dello Spirito possono adorare il Padre e divenire tra loro sempre più fratelli.

L’accusa di Gesù risuona così attuale anche per noi: fate del tempio non una casa di mercato, ma la casa in cui ciascuna persona può incontrare il Padre. È attuale per la nostra società, che ha terribilmente bisogno di relazioni fraterne, tra giovani in cerca di lavoro e adulti/anziani che ancora non possono andare in pensione, tra lavoratori e imprenditori. Tutta siamo chiamati a costruire insieme nuove opportunità di crescita e di lavoro, per il futuro delle giovani famiglie. L’ideologia dello scontro di classe, dall’una e dall’altra parte, non aiuta nessuno…

Ma l’accusa risuona anche per la Chiesa: ancora molte persone si avvicinano alla Chiesa per ottenere i sacramenti, soprattutto per ragioni di convenienza sociale, disposti a pagare la tassa di un piccolo corso, o del catechismo per i bambini. Dovremmo aiutarli a ribaltare questa prospettiva: la Chiesa non è una casa di mercato, dove si offrono dei servizi religiosi, ma la casa del Padre, il luogo intimo e familiare dove dei fratelli si riuniscono ogni domenica per adorare, lodare e supplicare il loro Padre, per mezzo di Cristo.

Così anche la messa, dovrebbe sempre più essere il luogo di un amore e di una familiarità in grado di accogliere le persone che per varie occasioni vi capitano. Quanto è importante curare l’accoglienza di chi arriva a messa, perchè possa sentirsi salutato con un sorriso e invitato ad accomodarsi! Questo può certamente favorire la disposizione del cuore all’ascolto della Parola che esorta, consola e incoraggia. E infine anche la parrocchia dovrebbe essere una vera famiglia, non un centro dove si svolgono tante attività. Per questo è così importante trovare occasioni di festa, di relazione, di preghiera dove siamo tutti coinvolti e partecipi, a prescindere dagli incarichi e responsabilità che abbiamo in parrocchia!

 

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