Esercizio per venerdì 21

 

Esodo 14 e metodo storico critico

DOMANDE SU Os 2, 4 – 25.

–          LEGGI CON ATTENZIONE IL TESTO

–          IDENTIFCA I PERSONAGGI: CHI È LA MADRE E CHI SONO I FIGLI?

–          CHI SONO GLI AMANTI DELLA MADRE?

–          CHI È L’ACCUSATORE?

–          CI TROVIAMO IN UN TRIBUNALE DAVANTI AD UN GIUDICE?

–          DAL V. 16 IN POI COSA CAMBIA?

–          COSA RAPPRESENTA IL DESERTO?

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5 Comments

  1. La madre è la casa di Israele, adultera e prostituta in quanto ha abbandonato Dio per l’adorazione di Baal e delle divinità cananee ed i figli sono il popolo di Israele e sono figli di prostituzione in quanto figli di Israele si sono convertiti a Baal ed altre divinità
    Gli amanti sono le divinità che stanno adorando e festeggiando di cui Dio è geloso.
    Laccusatore è Dio
    Non è un tribunale, ma sembra una quasi una poesia che l’amato (Dio) scrive alla sua amata ( la casa di Israele ) in un momento di grande impeto dove prima è fortissima la rabbia ed il dolore per il tradimento per qualcosa che già lui dava loro e che sfocia in un un desiderio di vendetta mentre poi vince comunque l’amore sconfinato e profondo che Dio ha per il suo popolo che nonostante l’abbia più volte tradito non vede l’ora di gustare il momento in cui sarà ancora suo. Certo che in questo brano c’è un giudice che è Dio che è arrabbiatissimo e pregusta già la sua vendetta per i torti subiti, ma nel finale assapora poi la dolcezza del ritorno della sua amata.
    Cambia il tono, il sentimento, l’amore ha il sopravvento sulla rabbia e la durezza ed il terrore si trasformano in dolcezza e quasi romanticismo segno del grande amore di Dio per il suo popolo. Succede anche a un uomo o ad una donna di oggi quando sono innamorati e magari traditi di provare forte rabbia, rimuginare sulle ferite e pensare di farla pagare o di cancellare tutto ma se l’amore ancora c’è ecco che può riaffiorare violentemente anche tramite i nostri ricordi e la vena romantica ed amorosa ci porta a desiderare comunque ancora quell’amore anche se ci ha profondamente feriti. C’è quindi in tutto il testo una umanizzazione dei sentimenti di Dio.
    in os 2,5 b (…e la ridurrò in deserto…)qui il deserto rappresenta la povertà di tutto,la mancanza del’‘indispensabile per sopravvivere cioè dell’acqua e quindi la morte, la distruzione; ma anche la incapacità di procreare in quanto terra arida dove non germoglia nulla, per cui la fine anche di una tribù che non avrà più modo di rinnovarsi, e naturalmente anche la fine dell’alleanza . nel versetto 2,16 …perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore…Qui il deserto sembra invece un luogo di grande intimità quasi romantico in cui Dio può restare solo con il suo amato popolo e mi fa pensare ad una leggera brezza e ad un cielo tutto meravigliosamente stellato, la scena perfetta per una dichiarazione d’amore. Inoltre qui il deserto rappresenta per Dio come un flash, il ricordo di un bel tempo passato in cui il suo popolo contraccambiava il suo amore ed anche per questo si carica di romanticismo.

  2. Personalmente del brano ho considerato come madre il popolo d’Israele che ha dimenticato Dio prostituendosi ad altri dei, i figli è la generazione futura del popolo corrotto alla divinità invece di essere fedele al Signore. «I suoi figli non li amerò, perché sono figli di prostituzione».(Os 2,6)
    -Gli amanti, sono gli idoli (Baal) peccato di idolatria. -L’accusatore, è il Signore come un marito innamorato cerca di ricondurre a sè agli antichi splendori la sua amata moglie (popolo d’Israele). –Tribunale-Giudice: Il linguaggio è molto duro nei contenuti, si evince una umanizzazione di Dio nei suoi sentimenti verso il popolo d’Israele, nel Deuteronomio infatti il Signore si definisce geloso «Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso» (Dt 5,9b).
    E’ l’uomo innamorato tradito, rifiutato e dimenticato dalla propria donna ed esprime tutto il suo dolore ed ira, può dare l’idea di un Dio giudice che punisce chi ha sbagliato, ma in realtà sono le parole di un Padre verso la sua amata (Israele) che fa memoria del patto di Alleanza d’amore. -Cambio di scenario dal versetto 16 in poi, dalla passione si giunge alla misericordia. Le parole cambiano di intensità ora sono tutte di tenerezza ed amore, mi ha fatto pensare ad una sorta di mètanoia, quello che accade con la conversione dell’incontro Uomo-Dio che ha sede nel cuore dell’uomo «parlerò al suo cuore» (Os 2,16c) tutto ciò che è peccato viene purificato «toglierò dalla bocca i nomi dei Baal» e dimenticato «non saranno più ricordati» mi ha fatto pensare ad un collegamento con il Nuovo Testamento nel Vangelo di Matteo quando Gesù dice: «Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi» (Mt 9,17) oppure nell’Apocalisse «io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5). Quando l’uomo incontra Dio il passato è dimenticato e si rinasce a nuova vita. -Deserto: E’ il luogo della purificazione del cuore, mortificazione dei sensi e dell’ascolto della voce di Dio. Il deserto possiamo considerarlo non tanto come luogo fisico, ma come un raccoglimento spirituale ad esempio gli esercizi spirituali oppure le prove della vita che Dio permette per ricondurre a sé i suoi figli, molto spesso eventi di per sé drammatici nascondono un progetto di salvezza e di bene molto più grandi rispetto alla sofferenza che viene vissuta all’inizio.

  3. Non siamo in un tribunale, ma Dio (l’accusatore), attraverso il profeta Osea, parla del popolo di Israele (la madre) che ha abbandonato Lui per degli amanti (gli idoli).
    dal versetto 16 Dio decide di “sedurre e parlare al cuore” del popolo e di condurlo metaforicamente nel deserto. Il deserto rappresenta il luogo della conversione e dell’antica fede del popolo di Israele, il luogo in cui Dio si rivelava e provvedeva alle necessità del popolo e il popolo ritrovava la fede in Lui.

  4. Leggendo attentamente , sono arrivato alle seguenti conclusioni . La madre e’ la casa di Isdraele , che ha abbandonato DIO, per le altre divinita’; le quali a sua volta diventano gli amanti. piu’ che in un tribunale il comunicare al popolo il rivelare la “rabbia ” di DIO, Un DIO geloso del suo popolo, apparentemente descrivendolo quasi nella lettura come una poesia, le cose che lo hanno irritato. Il giudice e’ ovviamente DIO. Il deserto, per me , rappresenta come la condonna; in quanto DIO che ama il suo popolo , viene tradito. E’ amareggiato, infuriato, e pensare alla figura del deserto , mi viene da pensare, a un luogo senza vita, e nella desolazione. Puo’ anche rappresentare, poverta, caretie, malattia, fame,visto in teme spirituale. pero’ la lettura parla anche che DIO , vuole comunicare ..parlare al cuore del suo popolo, quindi potrebbe anche esere un luogo, apparente ..nei cuori e negli avvenimenti che accadranno che rappresenta, l’ isolare con condanna, per far si che il popolo si ravveda.

  5. La madre è Israele e i figli sono ogni singolo membro del suo popolo. Gli amanti sono gli idoli ai quali Israele rende culto. L’accusatore è Dio che, quale parte lesa, pronuncia la rottura del vincolo matrimoniale con il popolo di Israele; Dio è al tempo stesso anche giudice, esecutore del castigo e infine riconciliatore del dissidio. Dal v.16 però, le accuse e le minacce sono sostituite dagli inviti, dalle promesse e tenerezze che Dio come sposo amorevole userà verso Israele per riallacciare con esso la relazione sponsale interrotta a causa dell’infedeltà della sposa e che nonostante tutto resta comunque oggetto del suo amore.
    Il deserto rappresenta il ritorno alla condizione di assoluta fedeltà a Dio come al tempo della permanenza del popolo nel deserto del Sinai.

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