Lettura popolare VI TO Anno B (Mc 1, 40-45)

 

Lettura popolare VI TO Anno B Mc 1, 40-45

Mc 1, 40-45

La guarigione del lebbroso

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Gesù è in cammino per il villaggi della Galilea evangelizzando e scacciando i demoni; se ne è fuggito in gran segreto da Cafarnao per evitare un messianismo trionfalista, possibile deriva dei suoi miracoli di guarigione. Ed ecco che un lebbroso si avvicina a lui manifestandogli la sua fede nei suoi confronti; “basta che lo voglio e Gesù lo può guarire”. Questo lebbroso attribuisce a Gesù un potere veramente grande, perché  la lebbra è una malattia che esclude l’uomo da tutti i suoi legami sociali ed è assimilata alla morte (Nm 12, 12), così che soltanto Dio può guarirla ( 2 Re 5, 7).  Con una compassione che Gesù prova spesso nei confronti dei malati e delle folle (cf. 6, 34; 8, 2; 9, 22) e che è segno dell’amore stesso di Dio per il suo popolo nell’AT, Gesù tende la mano e lo tocca, con un gesto che rievoca l’opera potente del braccio di Dio nell’AT (cfr. Es 6, 6; 7, 5). Egli supera la legge, che vietava di toccare un lebbroso perché impuro (Lv 5, 3), compiendola con la potenza salvifica di Dio. Infatti subito dopo il narratore constata l’efficacia del miracolo (v. 42).

Gesù sgrida il lebbroso, intimandogli di non dire niente a nessuno, per non fare pubblicità impropria a Gesù ma di andare dai sacerdoti ad attestare la guarigione, secondo la legge di Mosè (Lv 14, 3-30). Eppure l’ex lebbroso non rinuncia ad andare per tutti i luoghi ad annunciare e rendere noto il fatto. La potenza del Vangelo comincia a diffondersi, malgrado questa sia solo una fase iniziale e prolettica di un futuro annuncio, che seguirà la resurrezione di Gesù. L’ordine trasgredito è un’indicazione narrativa per il lettore, che deve qui vedere solo un anticipo di una gloria futura, che potrà comprendere alla luce della morte in croce di Gesù.

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  Come Dio mi guarisce (15 minuti)

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mc 1, 40-45. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il tempo in cui avviene l’azione?

Gesù ha appena abbandonato Cafarnao ed è libero di obbedire al progetto di Dio, di andare dappertutto. Lo sorprende dunque un lebbroso a supplicarlo, in modo continuativo. Questa supplica continua è già un’indicazione potente della fede nei confronti di Gesù. “Se vuoi”: basta la volontà di Gesù per guarirlo. Sono anch’io come il lebbroso capace di dire a Gesù “se vuoi”, avendo fede in lui e nel contempo rispettando la sua volontà?

  • Cosa risponde Gesù alla richiesta del lebbroso?

L’atteggiamento di Gesù è caratterizzato dal verbo della compassione, dell’amore profondo nei confronti del lebbroso. Mi sento guardato così da parte di Gesù, proprio nella mia fragilità e nella mia malattia spirituale?

Egli distende il braccio, con la potenza del Dio dell’AT, lo tocca e dice: “lo voglio, sii purificato”. Gesù vuole la guarigione, la libertà dell’uomo, e attraverso la sua parola si mette in atto la potenza stessa di Dio (cfr. sii purificato, sottinteso “da Dio”). Ho fiducia che proprio attraverso la parola di Gesù e la sua persona passa la potenza della Parola di Dio, che guarisce e ricrea?

  • Che rivelazione scaturisce dall’ordine trasgredito dall’ex lebbroso?

La potenza del Vangelo è già all’opera, ma per ora non si può ancora comprendere da dove essa nasce. Essa proviene infatti dalla morte in croce di Gesù e dalla sua resurrezione. Egli è in grado di guarire dalla morte, rappresentata dalla lebbra, perché l’ha presa su di se sulla croce. Questa potenza di guarigione del Vangelo sarà universale, come universale è la provenienza dei malati che accorrono da Gesù, in luoghi deserti.

Contemplo spesso la croce come una potenza che mi guarisce?

 

 

Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

 

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