La donna e l’immigrato nella casa del mercato

Il III e IV comandamento, quelli relativi al riposo in giorno di sabato e all’onore dei genitori sono collegati. Sapete da cosa? Dal fatto che in entrambi si parla di genitori e figli. Nel terzo comandamento l’uomo, visto come padre di famiglia deve riposare lui e far riposare i suoi figli (e anche gli animali domestici!), nel quarto comandamento l’uomo visto come figlio, deve rendere onore al padre e alla madre.

Nel primo caso il padre deve rispettare i figli perchè la vita che ha trasmesso loro è un dono di Dio, fa parte delle opere della creazione (crescete e moltiplicatevi) e quindi richiede il riposo sabbatico, esattamente come ha fatto Dio. Nel secondo caso analogamente l’uomo deve rispettare i genitori perchè la vita che ha ricevuto da loro è un dono di Dio. Quindi questi due comandamenti sono un potente richiamo a riconoscere il dono della vita, che si trasmette di generazione in generazione.

Se non si rispetta l’uno è difficile mantenere l’altro, perchè quando non ci si riposa e non si vive la bellezza delle relazioni nella propria famiglia nel giorno domenicale, è impossibile onorare gli anziani. La nostra società, che non si riposa perchè ha l’idolo della velocità e del tutto subito, ha perso l’onore dovuto al genitore anziano.

Essa non riconosce il dono della vita, e da casa del padre, dove si vive da amici e fratelli, è diventata casa di mercato, come il tempio di Gerusalemme, perchè tutto si vende e si compra, perfino le persone.

In questa casa si fa mercato del corpo, con la prostituzione, (già inserita nel calcolo del PIL, come forma di ricchezza!). Poi la si vuole tollerare in alcuni luoghi, senza pensare al grande favore che si farà al traffico criminale di persone, in gran parte immigrate.

In questa casa si fa mercato degli immigrati. Tra le categorie protette dalla Bibbia, nel quarto comandamento sul riposo, c’è lo straniero, perchè egli fa parte della casa, è all’interno della famiglia. Noi invece ne abbiamo paura! L’Isis è si alimenta di questa nostra paura  e insieme di questa logica di mercato, che tale organizzazione religiosa ribalta con l’idolo di una società religiosa perfetta.

Quale casa vogliamo edificare noi cristiani?

Gesù ci chiama a sperimentare la casa del Padre, che è il suo corpo, abbattuto e risollevato, tempio dello spirito santo. La Chiesa può davver essere una casa e una famiglia per mezzo della potenza della resurrezione. Non a caso l’intuizione della casa famiglia di don Oreste è di natura ecclesiale: la parrocchia, come comunità cristiana, nasce da tante piccole comunità dove si prega e ci si aiuta, si portano i pesi gli uni degli altri, si sperimenta la forza della resurrezione. Ogni zona, ogni quartiere, ogni via dovrebbe avere gruppi di cristiani che vivono così.

Perchè non vedersi insieme ogni tanto, per fare due chiacchere, a televisione spenta, con i vicini di casa? Perchè non proporre anche qualche momento di preghiera, molto semplice, per mettere davanti a Dio la vita delle nostre famiglie? Perchè non interessarsi dei vicini di casa, che vivono spesso probelmi legati a malattia, solitudine, figli, mancanza di lavoro…anche del nostro prossimo lontano, come l’immigrato.

In una delle nostre vie, vive una famiglia musulmana e i rapporti umani con la gente intorno sono profondi e sereni. Si parla dei figli e ci si confronta sulle proprie tradizioni, religiose e culturali. Al punto che questa giovane donna è venuta in parrocchia per onorare un defunto vicino di casa. Pur non entrando in Chiesa ha seguito la processione e ha pregato per lui.

Questa Chiesa forte, lieta e accogliente per tutti, noi vogliamo edificare, a San Lorenzo e in tutto il mondo!

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