Gli effetti della resurrezione (Omelia di Pasqua)

 

OMELIA DEL GIORNO DI PASQUA

Il Vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato ci fa capire come per i discepoli il passaggio della morte e resurrezione di Gesù sia stato qualcosa di sconvolgente e assolutamente imprevisto. Si è trattato per loro di una vera e propria riscoperta di Gesù e di un modo totalmente nuovo e inaspettato di vivere e concepire il rapporto con lui.

Sapevano già tante cose su Gesù, c’erano vissuti insieme diverso tempo…eppure hanno dovuto capire che l’essenziale era finora sfuggito alla loro comprensione: la resurrezione, la gloria, la gioia divina della sua umanità crocifissa dagli uomini ed esaltata dal Padre. Non avrebbero mai potuto intuire o immaginare una simile realtà!!

Solo dal momento in cui i discepoli hanno vissuto e sperimentato questo nuovo rapporto con Gesù, sono stati in grado di annunciare il Vangelo come Pietro nella prima lettura.

“Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.  E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.”

La vita di Gesù, i suoi miracoli e i suoi discorsi erano noti a tutti, anche a coloro a cui Pietro stava parlando, che erano dei pagani. La novità dell’annuncio di Pietro sta nel fatto che questo Gesù morto in croce è risorto e si è manifestato ai discepoli! Egli invita i suoi ascoltatori a fare lo stesso passaggio che ha compiuto lui, da una conoscenza esteriore, storica di Gesù ad una conoscenza personale, intima del mistero della sua resurrezione.

Il suo invito è rivolto anche a ciascuno di noi: Gesù morto e risorto per me, per la mia vita; gli effetti di questa resurrezione sono già visibili, se solo non ho paura di sperimentarli.

Sono effetti di amore, di pace, di serenità, che attraversano il mio vissuto, proprio dentro i momenti di fatica e di difficoltà.  È una realtà semplice, concreta ed accessibile ad ogni uomo, ma specialmente ai più piccoli e umili. Il miglior modo per commentarla è ascoltarne l’esperienza da parte di chi la sta già vivendo:

Testimonianza di Luigi

Ho avuto tanto dalla vita, e anche delle belle batoste. Sono felice di aver potuto esaudire tanti miei desideri, ma non ho potuto sottrarmi a quello che il destino mi ha riservato. Forse, per questi motivi, non sono mai stato un cattolico esemplare. Da quando mi sono ammalato di SLA, una patologia che non fa sconti a nessuno, ho iniziato un andamento alterno di vita, che mi ha condotto dalla rassegnazione e la voglia di abbandonarmi precocemente al destino, a una sorta di rinascita interiore ed a una consapevolezza di valori che mi hanno fatto amare nuovamente la vita e con maggior vigore.

Il mio amico Piero mi ha letto dei versetti della Bibbia che mi hanno aiutato molto nel comprendere le cose più importanti che la quotidianità ci fa tralasciare. La velocità e lo stress della nostra vita quotidiana, piena di banalità, di consumismo e di luoghi comuni, ci distoglie dal vero scopo della nostra vita. Anche la sofferenza mi ha aiutato a capire quanto valore abbia la vita, se trovassimo il tempo di pensare quale dono per noi sia la vita.

Non è mio intento erigermi a maestro di vita o pretendere di insegnare come si deve vivere. Dico semplicemente che la vita andrebbe rispettata con maggiore consapevolezza di quello che ci siamo abituati a fare.

Oggi mi sento più appagato nella vita di quando ero sano e mi sento anche migliore, perché so capire quanto valgano le persone che si muovono intorno a me. I miei familiari, gli amici veri e le persone che si prendono cura di  me nella struttura in cui mi trovo, sanno donarmi un amore che pochi sanno apprezzare pienamente, eppure lo fanno con una naturalezza commovente.

Certo, non sto affermando che mi faccia piacere avere la SLA, sto dicendo che la vita è capace di insegnare sempre qualcosa e che va rispettata anche quando le cose vanno male. La preghiera ci è d’aiuto sempre e dedicarle qualche minuto al giorno ci permette pure, di fare qualche riflessione sulla nostra esistenza.

La vita ci è stata donata con un atto d’amore, dobbiamo quindi amarla e rispettarla, anche quella degli altri!

 

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