La tentazione dei numeri (Omelia XXI TO Anno B)

La Chiesa è molto spesso affascinata dai numeri e dal censimento. Noi pastori, in particolare, abbiamo piacere se la piazza si riempie per una manifestazione, se la Chiesa è gremita di gente durante la messa domenicale o se i ragazzi che vengono al campeggio sono numerosi. Viceversa ci umiliamo se i numeri sono piccoli.

Il racconto di oggi ci consegna una verità molto più profonda del mistero della Chiesa, fondata da Gesù. Certo Gesù aveva radunato molta gente attorno a Lui, con la sua carica di umanità, con il fascino che esercitava la sua persona e anche con i segni e i miracoli che aveva compiuto. Tuttavia Gesù non si è mai illuso né si è lasciato incantare dalla magia narcisistica delle folle che lo seguivano. Egli infatti conosceva, come ci informa il Vangelo, il cuore delle persone e sapeva chi veramente era disponibile a incamminarsi nella fede oppure era stato psicologicamente affascinato ma senza lasciarsi coinvolgere totalmente.

Egli sapeva anche quello che poi sarebbe successo e cioè che molti dei discepoli che stavano con Lui, poi lo avrebbero abbandonato. Non si è stupito quindi che, davanti al primo insuccesso della sua predicazione nella sinagoga di Cafarnao e all’ostilità dei Giudei li presenti, il suo fascino avesse subito una battuta d’arresto e fosse emersa una grave difficoltà di aderire ad un messaggio scomodo e controcorrente.

La pretesa di Gesù, di donare la sua carne, la sua vita, per la salvezza del mondo era scomoda: egli non si accontentava di essere un inviato di Dio, come i profeti – questo i Giudei avrebbero potuto accoglierlo- ma il figlio dell’uomo, che era nel seno del Padre e a lui ritornava, la Parola inviata dal Padre a portare frutto con la sua morte in croce – intesa come glorificazione e dono totale della vita divina- per poi ritornare a Lui. Di fronte a questa pretesa e al rifiuto di molti, tutti coloro che avevano seguito Gesù per fascino o imitazione o che appartenevano a questo gruppo più per ragioni ideali o di amicizia che per un’apertura di fede alla persona di Gesù, ebbene tutti costoro non poterono che abbandonarlo. E questo sarebbe stato solo il preludio di quella solitudine che Gesù avrebbe dovuto vivere sulla croce…

In questo modo Gesù ha voluto accompagnare i suoi discepoli e noi a comprendere almeno tre cose:

1.La prima cosa è che la fede è dono del Padre e quindi non spetta a noi giudicare le persone, quando vivono crisi nella fede o si allontanano dalla messa domenicale, specialmente i giovani. La fede cristiana è infatti anche oggi controcorrente, fuori moda e il loro cammino di fede è un mistero che mettiamo nelle mani del Padre, cercando di accompagnarli come testimoni autorevoli di una fede adulta e consapevole.

2.La fede è dono ma è anche frutto di una decisione totale, personale, che avviene nella Chiesa, ma che nasce da un incontro diretto e misterioso della persona con Gesù e da un’apertura altrettanto profonda e misteriosa del cuore umano a Lui. Le esperienze umanamente gratificanti e forti, come campeggi, uscite, missioni, feste ecc… sono necessarie ma non sufficienti: bisogna favorire, in queste esperienze e soprattutto nella vita quotidiana, l’incontro personale con Gesù nell’Eucarestia, nella Parola di Dio, nella preghiera.

3. La Chiesa non è caratterizzata da un’appartenenza psicologica, sociale, ideale o anche morale. Non si appartiene ad una parrocchia o ad una aggregazione ecclesiale perché c’è un parroco che ti va a genio o perché ci sono persone che la pensano allo stesso modo, a livello politico o culturale. Si appartiene invece perché c’è la percezione di un’intimità con Cristo, di una presenza d’amore che scalda i cuori e dona gioia, del mistero di Cristo e della Chiesa sua sposa, di Cristo come sposo che si dona e della Chiesa come comunità radunata da questo amore e obbediente al suo marito.

L’affermazione di Paolo, nella seconda lettura, va dunque ben contestualizzata, come del resto indica lui stesso: voi donne, potete tranquillizzarvi, l’obbedienza della donna, più che la famiglia di oggi, riguarda il mistero della Chiesa sposa e di Cristo sposo! Entriamo in questo mistero aprendo il nostro cuore a Gesù!

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