Esercizio per 5 novembre

 

-Leggi Es 13,17 – 14,31

-trova e sottolinea tutti gli aspetti contraddittori nella narrazione

19 Comments

  1. 1) La prima cosa che balza ai miei occhi è nel cap13 quando gli israeliti partono dall’egitto armati, sembrano capaci di affrontare una battaglia o almeno a sapersi difendere. Il Signore per timore della guerra gli indica una strada più lunga. Nel cap14 invece sembrerebbe che il popolo fosse disarmato, inerme.

    2) Nel cap13 ci sono 2 colonne, una di nube di giorno e una di fuoco di notte. Mentre poi nel cap14 si cambia, si inverte (?). Poi ancora la nube si mette nel mezzo degli schieramenti, proprio la sera, quando avrebbe dovuto esserci il fuoco.

    3) Sempre in cap14,22 si parla di un muro d’acqua, uno a destra e uno a sinistra, mentre nei successivi versetti, il mare si ritira dopo un forte vento.

    4) Poi c’è la questione del cuore indurito del faraone, quasi che il Signore voglia che il suo cuore si indurisse. Non è così il Signore da libertà di scelta. Il faraone non ha voluto accettare che il Signore è il vero Dio, neanche dopo le 10 piaghe, non si è convertito.
    Mosè invece uomo dal cuore puro si è affidato completamente al Signore anche davanti a prove che sembravano insuperabili, si è affidato completamente a lui. Il punto massimo il popolo d’israele era intrappolato tra il mare e l’esercito. Il Signore avrebbe potuto aprire lui da solo le acque, invece ordina mosè di alzare il braccio, significa che il Signore ordina ma l’uomo poi decide. Sta in noi ascoltare o meno la parola del Signore. Completa fiducia di Mosè nel Signore. Completa fiducia del Signore in Mosè.
    Poi c’è il popolo, dopo aver attraversato il mare (battesimo-resurrezione) e dopo aver visto gli egiziani caduti, credette nel Signore e in Mosè suo servo (vedere per credere o credere per vedere?)

  2. Alcune contraddizioni che mi sembra di ravvisare nel testo:

    -in 13,17 si dice che il faraone lasciò partire il popolo ma in 14,5 si dice “quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito”, come se lui non ne sapesse nulla

    -in 13, 17 si dice che Dio condusse il popolo non per la strada più breve ma “li guidò per la strada del deserto, verso il mar Rosso”. Gli israeliti si accampano sul limite del deserto. Poi in 14, 2 Dio ordina di tornare indietro e che si accampino presso il mare. Il percorso appare piuttosto confuso.

    -in 13,18 si dice che gli Israeliti “uscivano ben armati” dall’Egitto; in 14,8 si dice gli israeliti uscivano “a mano alzata”

    -in 13,21 si dice che il Signore marciava alla loro testa; in 14,19 è l’angelo di Dio che li precedeva

    -in 14,10 gli israeliti spaventati gridano al Signore ma 14,15 il Signore dice a Mosè: “perchè gridi contro di me” ma lui non lo ha mai fatto anzi aveva tranquillizzato gli israeliti

  3. CAPITOLO 14 ESODO (PASSAGGIO MAR ROSSO)

    Il capitolo si articola in tre fasi:
    1 si inizia con Yahweh che vuole scatenare una guerra solo per dimostrare che lui è il Signore; israeliti ed egiziani sembrano burattini nelle sue mani;
    2 gli israeliani non si fidano affatto di lui e pensano che li abbia condotti a morire nel deserto;
    3 Yahweh dimostra la sua forza dominando le leggi della natura al comando di Mosè.

    CONTRADDIZIONI:
    1 Yahweh tira i fili e scuote l’animo del faraone in negativo per muoverlo alla guerra.
    Qui si va contro il concetto teologico del libero arbitrio;
    2 gli israeliti hanno pagato a caro prezzo la libertà per poi fare un patto che li renderà schiavi della legge che, come dice Gesù, gli indurisce il cuore.
    3 Se l’intenzione ultima di Yahweh era quella di uccidere il faraone e il suo esercito perchè ha dovuto sterminare degli innocenti provocando la morte dei primogeniti? Non sembra affatto il Dio della vita ed il Padre misericordioso di cui parla Gesù.

    TENSIONI:
    1 Gli israeliti temono Yahweh, non si fidano, sembra che la condizione di schiavitù non gli pesasse così tanto, non sono contenti di lasciare l’Egitto;
    2 la guerra è voluta da Yahweh per dimostrare la sua grandezza al faraone;
    3 Mosè deve continuamente motivare il popolo perchè gli israeliti non sono convinti d’aver fatto la scelta giusta nell’averlo seguito. Alla fine si convincono TEMENDO Yahweh (non amandolo come Gesù ci dice di fare, ammesso che parli di lui quando dice Padre).

    CONCLUSIONI:
    Questo racconto verrà sempre ricordato dal popolo ebraico ed il deserto sarà un luogo sacro per loro, strano che Gesù quando vi si reca trovi il maligno e non il Padre eterno!

    Roberta Terracciano

  4. 1) In 13,17 si dice che il faraone lasciò partire il popolo; mentre in 14,5, “quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito.
    2) In 13,18, Dio fece deviare il popolo per la strada del deserto, verso il Mar Rosso, accampandosi sul limite del deserto; mentre in 14,2, tramite Mosè, comanda agli Israeliti di tornare indietro e di accamparsi presso il mare.
    3) Sempre in 13,18, gli Israeliti escono “armati” dalla terra d’Egitto, mentre in 14,8, sembra che gli Israeliti siano inermi, in quanto “uscivano a mano alzata”.
    4) In 13,21, Il Signore marciava con gli Israeliti per indicare loro la strada: di giorno con una colonna di nube, di notte con una colonna di fuoco; mentre in 14,24, la colonna diventa di nube e fuoco insieme.
    5) Sempre in 13,21, si dice che è il Signore che marciava con gli Israeliti; mentre in 14,19, è l’angelo di Dio che precedeva l’accampamento.
    6) In 14,10, gli Israeliti, per la grande paura, gridarono al Signore; mentre in 14,15, il Signore disse a Mosé: “Perché gridi verso di me?”.
    7) In 14,16, il Signore dice a Mosé di alzare il bastone, stendere la mano sul mare per dividerlo (quasi fosse un’iniziativa di Mosé), così come in 14,26, per far riversare le acque sugli Egiziani; mentre in 14,21, il Signore, durante la notte, risospinse il mare con un forte vento.
    8) In 14,20 la nube, che doveva esserci di giorno (cfr, 13,21), qui è presente di notte.
    9) In 14,21-22 si parla di acque che si dividono e si dividono in un muro a destra e un muro a sinistra; invece in 14,27-28 si dice genericamente che il mare tornò al livello consueto e che “le acque ritornarono” (sembra quasi un avvicendarsi di alta e bassa marea).

  5. Una contraddizione può essere che Dio rivolta gli egiziani contro Israele per fargli sapere che lui è il Signore e poi alla fine del racconto li uccide tutti. Quindi da un lato mette Israele in pericolo e dall’altro stermina tutto il popolo egizio che lui stesso aveva fatto rivoltare. All’inizio Dio manda il popolo d’Israele nel deserto appositamente per sfuggire alla guerra e poi li manda incontro ad un altro pericolo

  6. Commento DI BIANCHI ANTONIO

    Nel brano trovo questi aspetti contraddittori
    Uno che gli israeliti nei momenti di prova e di paura perdono la fiducia in Dio nonostante abbiano visto molto segni precedenti all’esodo perché rimpiangono quando erano schiavi.
    Un’altra contraddizione potrebbe essere che il faraone si pente di aver fatto partire Israele.

    Commento di SABRINA
    Es 13,17 e 14,5 prima il faraone fa uscire il popolo e poi si pente e ci ripensa.

  7. Nel capitolo 13 non capisco perchè il Signore promette la terra al suo popolo e in cambio richiede il sacrificio del primo genito, mi sembra una forte contraddizione la libertà per la vita.
    Sempre nel capitolo 13 il Signore non fa intraprendere la strada più breve quella della guerra, anche se sono armati(dice la lettura), ma gli fa intraprendere il viaggio nel deserto verso il mar Rosso….. perchè?
    nel capitolo 14 mi colpisce il cuore ostinato del faraone e l’obbedienza di Mosè… Per ben due volte compare la frase:” Così gli egiziani sapranno che io sono il Signore”. Le piaghe, la nube, il fuoco, l’aprirsi del mare non bastano ad evitare la disfatta del popolo egiziano.
    E poi la colonna di “fuoco e di nube”. Prima erano ben divise, una la luce per la notte l’altra la guida del giorno, poi diventano una cosa sola per mandare in rotta gli egiziani.

  8. Aspetti contraddittori presenti nella narrazione:
    • In 13,17 si dice che il faraone ebbe lasciato andare il popolo, invece in 14,5 risulta che il popolo era fuggito.
    • In 13,18 è esplicitato che i figli d’Israele partirono armati dal paese d’Egitto. Invece da 14,14 si dice che “ il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli.”.
    • In 13, 22 ci sono due colonne una per il giorno di nube e una per la notte di fuoco mentre in 14, 24 si combinano i due aspetti. Ancora in 14, 20 la nube si mette tra i due accampamenti la sera, il problema è che era di notte, quando, secondo 13, 22 avrebbe dovuto esserci la colonna di fuoco e non la nube.
    • In 14, 22 si parla di un muro a destra e a sinistra (cfr. 14, 28) e di un inseguimento, mentre al v. 21. 27 – 28 sembra essere un progressivo ritirarsi del mare per un fenomeno di marea associato ai venti.
    Avendo già fatto un corso sul Pentateuco posso dire inoltre che si trovano qui intrecciate insieme due fonti una delle quali è caratterizzata da un vocabolario vicino alla corrente sacerdotale (P ) e l’altra è una fonte non sacerdotale . Il redattore P ha rielaborato le fonti precedenti con un intento narrativo e una visione teologica.

  9. Contraddizioni da me notate:
    1) “Quando il faraone lasciò partire il popolo..” (Es13,17)
    “Fu annunciato al re d’Egitto che il popolo era fuggito,..” (Es14,5):
    Il faraone non lasciò andare il popolo di Israele? Perchè annunciare, dopo, come se fosse fuggito, scappato?

    2) Dio pensava: “Perchè il popolo non si penta quando vedrà la guerra e voglia ritornare in Egitto” (Es13,17) Io renderò ostinato il cuore del Faraone (Es14,4):
    Dio fece fare la strada più lunga per evitare il bellicoso popolo dei Filistei, ma indurì il cuore del Faraone contro il popolo di Israele. Volle quindi evitare la guerra coi Filistei ma gli mandò contro (indurento il cuore del Faraone) gli Egizi. Un “piano” per mostrare la sua “magnificenza”?

  10. Dalla lettura del brano rilevo

    1° aspetto contradditorio:
    Es 13,17 Quando il faraone LASCIO’ PARTIRE il popolo,
    Es 14,5 Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo ERA FUGGITO, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: “Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?”

    2° aspetto contradditorio:
    Es 13,18 Dio fece deviare il popolo per la strada del deserto verso il Mar Rosso. Gli Israeliti, ARMATI, uscirono dalla terra d’Egitto.
    Es 14,8 Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano A MANO ALZATA.

    3° aspetto contradditorio:
    Es 14,10 Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e GRIDARONO al Signore.
    Es 14,15 Il Signore disse a Mosè: “Perché GRIDI verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino.

  11. Aspetti contradditori in Es 13,17 – 14,31:
    Premessa: il testo utilizzato è quello della BIBBIA – VIA VERITA’ E VITA Ediz. San Paolo 2012
    1) in 13,18 si dice che gli Israeliti uscivano armati dalla terra d’Egitto, in 14,8 si dice che gli Israeliti uscivano a mano alzata
    2) Il Signore prima manda avanti Israele e poi dice a Mosè di far tornare indietro il popolo perché gli Egiziani sappiano che Lui è il Signore
    3) In 14,15 il Signore dice a Mosè: “Perché gridi verso di me?” ma al v. 14,10 è il popolo che grida contro Dio, al v. 14,11-12 è sempre il popolo che inveisce contro Mosè e, di conseguenza, contro Dio, che guida il popolo attraverso Mosè
    4) In 14,19 è detto che l’Angelo che precedeva l’accampamento passò dietro: questo Angelo non è menzionato nei versetti precedenti. In 13,21 è detto che il Signore marciava alla loro testa con una colonna di nube di giorno e di fuoco di notte, quasi identificandolo con esse ma dove è menzionato l’Angelo, questo è chiaramente distinto dalla colonna di nube e di fuoco
    5) In 13,22 si dice che il popolo è guidato di giorno da una colonna di nubi e la note da una colonna di fuoco; in 14,20 la nube rimane anche la notte, solo che passa dalla testa in coda al popolo, facendo per gli Egiziani tenebre mentre per gli Israeliti luce; in 14,24 è detto che la colonna è di fuoco e di nube
    6) In 14,16 è ordinato a Mosè di stendere la mano sul mare per dividerlo; al v. 14,21 è detto che Mosè stese la mano su mare e subito dopo si aggiunge che il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente rendendolo asciutto e le acque si divisero. Da una parte sembra che Dio si sia servito di Mosè prima per far attraversare il mare agli Israeliti, poi per far sommergere gli Egiziani dalle acque, dall’altra sembra invece che Dio abbia usato la natura (il vento) per rendere asciutto il mare e far impantanare i carri degli egiziani.
    7) Al v. 14,4 è detto che Dio dimostrerà la sua gloria contro il faraone, così gli Egiziani sapranno che lui è il Signore, al v. 14,31 è detto che il popolo temette il Signore e credette in lui e Mosè suo servo: io mi sarei aspettata che si dicesse che il fine della dimostrazione della sua gloria da parte del Signore sarebbe stato il riconoscimento della sua signoria da parte di Israele, perché era necessario che lo riconoscessero anche gli Egiziani, che sono periti tutti in mare?
    Sonia Pesaresi

  12. Le contraddizioni del racconto secondo me sono le seguenti:

    -Gli Israeliti erano ben armati Dio aveva paura per loro per la guerra

    – “Il popolo era fuggito” non era fuggito ma in virtù dell’ultima piaga il faraone l’aveva lasciato partire.

    -“Il faraone inseguì gli israeliti mentre essi uscivano a mano alzata” non li inseguì immediatamente, tra la loro uscita e la decisione di inseguirli passa un po’ di tempo.

    – “Il Signore disse a Mosè perché gridi contro di me?” Mosè non gridava verso Dio era il popolo che gridava contro Dio.

    -“L’Angelo di Dio” al vs 19 viene nominato qui per la prima volta, non era stato nominato in precedenza in questo racconto, se non la colonna di nube e la colonna di fuoco.

    -Di notte c’era la colonna di fuoco e di giorno la colonna di nube, o l’una o l’altra al vs 20 dice che la colonna di nube illumina gli israeliti, al vs 24 dice della contemporaneità delle 2 colonne, per l’ azione della colonna di fuoco mette in ROTTA l’esercito del faraone prima che questo entri nel mare per cui non si spiega perché l’esercito del faraone messo in rotta insegua gli israeliti nel mare.

    – Considerazione finale sull’intero racconto del libro dell’Esodo se viaggiavano giorno e notte in virtù della colonna di nube e della colonna di fuoco avrebbero dovuto far presto ad arrivare alla terra promessa invece ci impiegarono 40 anni.

    Gianni Albani TP

  13. All’inizio dice che il faraone lascia partire il popolo, poi al v. 5 al re d’Egitto viene riferito che il popolo era fuggito, come a dire che il faraone non sapeva che il popolo era fuggito.

    Sono gli Israeliti, presi da grande paura, che gridano al Signore, invece al v.15 il Signore disse a Mosè “perché gridi verso di me?”

    In 13, 20 è il Signore che marcia alla testa degli Israeliti con una colonna di nube di giorno e una colonna di fuoco la notte, mentre in 14, 19 parla di angelo di Dio, che precede l’accampamento d’Israele che la colonna di nube si mosse dal davanti e passò indietro. Poi al v. 24 dice che il signore dalla colonna di fuoco e di nube getta uno sguardo sul campo degli Egiziani, non menziona più l’angelo.

    In 14,16 il Signore dice a Mosè di stendere la mano sul mare e dividerloperchè gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Invece in al v.21 il Signore risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto.

    In seguito il signore disse a Mosè di stendere la mano sul mare e le acque si riversino sugli Egiziani.
    Al v.27 Mosè stende la mano sul mare ed il mare tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani fuggendo gli si dirigevano contro e che furono così travolti in mezzo al mare, mentre al v.28 dice che le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito egiziano.

  14. Prima contraddizione
    13,18 gli israeliti armati uscirono dalla terra d’Egitto.
    14,8 il signore rese ostinati il cuore del faraone il quale insegui gli israeliti mentre gli israeliti uscivano a mani alzate.
    Seconda contraddizione:
    14.9 L’Angelo di Dio che precedeval’accampamento
    13,21 il signore marciava alla loro testa.
    Terza contraddizione:
    14,16 Mosè stendi la mano sul mare e dividilo
    14,21 il signore risospinse il mare con un forte vento d’Oriente
    14,15 Mose’ perché gridi verso di me?
    Non era lui ma il popolo

  15. 13,17
    Quando il faraone lasciò partire il popolo, Dio non lo condusse per la strada…più corta
    [Dio]

    13,18
    Gli Israeliti, armati…
    [perché armati, ora che un’insurrezione armata non era più necessaria? Eppure avrebbero forse avuto i numeri per agire di testa loro, giacché si dice che il Faraone era preoccupato proprio per l’alto numero di israeliti nel paese…!]

    14,2
    “Comanda agli Israeliti che tornino indietro”
    [Dio]

    14,5
    Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?
    [non era forse stato il faraone a permettere, dopo molti ripensamenti, ad Israele di andarsene?]

    14,17
    Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria
    [Sembra che Dio se la stia un po’ raccontando come gli pare e piace…il Faraone è forse una pedina per autoincensarsi?]

  16. Contraddizioni nel brano :

    -Dio non conduce gli Israeliti sulla strada dei Filistei benchè fosse la più corta.

    -Perchè Dio deve indurire il cuore del faraone per far si che insegua gli Israeliti, per poi ucciderli tutti?

    -Gli Israeliti erano partiti armati e poi dice che uscivano a mano alzata.

    -Il Signore chiede a Mosè perchè gridasse contro di Lui , ma non è Mosè che grida, ma gli Israeliti.

  17. Aspetti contraddittori
    1) Dio non fa passare il popolo di Israele dalla strada più corta con il rischio di pentimento ma dal deserto
    2) All’inizio del brano si dice che il faraone lasciò partire il popolo, mentre nel versetto 14,5 si dice che fu riferito al faraone che il popolo era fuggito
    3) contraddizione tra i piani di Dio, che vuole liberare il popolo dalla schiavitù d’Egitto e il popolo che, spaventato dall’arrivo degli Egiziani, impreca contro Mosè e il volere di Dio e chiede di tornare in Egitto
    4) Dio salva il popolo di Israele e lo tiene in vita mentre il popolo di Egitto è sterminato come dimostrazione della Sua gloria

  18. Trovo contraddittori i seguenti aspetti :

    1. Dio non condusse il popolo per la strada più corta, temendo che potesse pentirsi alla vista della guerra e tornare indietro.

    2. Dopo che il popolo si è accampato, il Signore chiede a Mosè di farlo tornare indietro.

    3. il Signore fa in modo che il faraone insegua il popolo : mi da’ l’impressione di una specie di “regista” capriccioso che modifica a suo piacere la trama del racconto….

    4. Il Signore chiede a Mosè perché stia gridando contro di Lui, ma in realtà Mosè sta incitando il popolo.

  19. CONTRADDIZIONI RICONOSCIUTE NELLA NARRAZIONE: PASSO BIBLICO ES 13,17-14,21
    – Versetto: 13, 17 con 14,4: il faraone lasciò partire il popolo d’ Israele, ma Dio nonostante questo vuole indurire il cuore del faraone, non concedendogli speranza e misericordia. Questa a mio avviso, sembra esser una forte contraddizione.
    – Dio non conduce gli israeliti sulla strada più breve, in quanto temeva che loro potessero ritornare indietro. Dio “usufruisce” della fiducia e del pieno abbandono di Mosè in Lui (quindi degli israeliti) per far sì che il faraone e gli egiziani si convertissero. Mi domando se volesse la salvezza di entrambi i popoli o solo di uno? In ogni caso Mosè già era a conoscenza del fatto che gli egiziani sarebbero stati sommersi dalle acque del Mar Rosso (versetto 14,13).
    – Versetto: 14,14 con 14,15: Mosè sprona il popolo d’Israele ad andare avanti, fidarsi di Dio, poiché Lui solo sarà la loro salvezza. Nel versetto seguente Dio, invece, di adira contro Mosè e gli domanda il perché stia gridando contro di Lui.
    – Versetto: 14,18 con 14,25: trovo una forte contraddizione, in quanto Dio ottenuta la dimostrazione della Sua potenza e gloria di fronte agli egiziani, non li salva, ma li lascia annegare sotto le profondità delle acque del Mar Rosso. Perché?

    CONCLUSIONI:
    Secondo la concezione biblica, Dio stesso combatte per proteggere il suo popolo (Esodo 14,14).
    Dio si avvale sempre di una persona e dell’alleanza stipulata con lui, per far sì che si salvi l’intero popolo. Dio usa il popolo d’Israele e lo mette a dura prova. Ciò che non capisco, però, è questa “mancata” salvezza del popolo egiziano, nonostante il fatto che avessero comunque riconosciuto la potenza di Dio.
    Quindi non si trattava, certo, di una guerra combattuta materialmente da Dio, ma di un modo per esprimere l’interessamento di Dio nei confronti del suo popolo.

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