Ipad Iphone IGod

L’umiltà è una virtù fuori moda. Però senza di essa si vive male, continuamente portati a violare i limiti nostri ed altrui e a crearci aspettative fuori dalla realtà, rimanendo così delusi da noi stessi, dagli altri e dalla vita.

L’umiltà è la virtù di Giovanni il Battista, che ha compreso bene il suo ruolo e, di fronte alle aspettative della gente, che tende a vedere in lui il messia, non ha paura di deluderli e mettere in chiaro qual è la sua missione. Non è lui a dover portare il Regno di Dio sulla terra: lui ha un compito di preparazione, per disporre i cuori con il battesimo di acqua e la parola, perché Signore che viene dopo di lui possa entrare nella storia con il fuoco dell’amore e l’opera misteriosa dello Spirito.

Come comunità cristiana possiamo imparare molto da Giovanni il Battista: non siamo noi a dover portare tutto il peso del Regno di Dio, perché Dio c’è ma, tranquilli, non siamo noi! Questo ci libera dalla pretesa di essere noi gli autori della fede altrui, in particolare dei più giovani, e ci libera dal conseguente scoraggiamento di fronte alle difficoltà nella trasmissione della fede.  A noi, come adulti, genitori, educatori, catechisti e comunità intera, spetta cooperare come il Battista, con la testimonianza e la parola, perché i cuori siano liberati dai principali ostacoli nella loro ricerca interiore e lo Spirito possa agire liberamente in essi.

Prima della parola, è importante la testimonianza degli adulti, su tre valori, che il Battista ci richiama con forza.

  1. Onestà: non prendere più di quanto pattuito. Contro la diffusa concezione per cui uno è stimato se è furbo, cioè capace di fregare lo Stato e gli altri rimanendo nella legalità, noi adulti dobbiamo testimoniare l’orgoglio di non aver rubato, anche quando ne avremmo avuto l’occasione legittima, per un doveroso e santo rispetto verso il bene comune, che è ciò che appartiene a tutti e a ciascuno.
  2. Sobrietà: contentatevi delle vostre paghe. Contro una società affogata dentro a bisogni artificiali, dove il divertimento più sano è passare la domenica al centro commerciale, noi siamo chiamati a testimoniare la gioia di privilegiare le relazioni, in famiglia, tra parenti e amici, il contatto con la natura, il valore della cultura e dell’arte. C’è gente che ha paura del Natale, perché teme le cene e i pranzi familiari…dovremmo risanare le relazioni, prima di affogare il cuore nelle cose, per dimenticare i problemi!
  3. Gratuità e condivisione: chi ha due mantelli ne dia a chi non ne ha. L’oro dei nostri tempi è il tempo, che continuamente ci manca. Ma è un’illusione! Dovremmo fare una banca del tempo, in cui impariamo a fare dei prestiti a fondo perduto: dare del tempo a chi è solo o triste o ammalato, dal vicino di casa al compagno di scuola. E saremmo sorpresi nel vedere che il tempo perduto viene continuamente ritrovato, in meno ansie, meno pensieri, meno inutili compensazioni, più serenità, più lucidità, più interiore gratificazione. E ancora: i ragazzi oggi sono presi da una girandola di impegni, scolastici, parascolastici e sportivi. Dov’è il tempo per coltivare le relazioni gratuite, le amicizie, il gruppo parrocchiale, la comunità, cioè i luoghi dove si impara a crescere insieme, come uomini e come cristiani? E infine c’è anche un tempo da dare a Dio. Quanto tempo passiamo, giovani e adulti, davanti a tv, computer, social network, che ci fanno vivere in un mondo di cavi e algoritmi e dissipano le nostre risorse interiori? Siamo abituati a pregare un po’ ogni giorno? Con uno slogan, potremmo dire, meno Ipad e Iphone e più IGod. Non è lo schermo artificiale a restituirci la nostra immagine più vera, ma lo schermo del nostro cuore, lì dove possiamo specchiarci con l’Unico che possiede le chiavi del nostro desiderio e della nostra autenticità.

In mezzo a disonestà, individualismo, consumismo esteriore, la testimonianza di una vita adulta, ricca di interiorità, di relazioni, di comunità familiare, di gioia è una testimonianza fortissima e controcorrente. Questa testimonianza è in grado di smuovere desideri profondi nel cuore e collaborare all’opera dello Spirito.

Noi avremo così preparato il terreno: sarà poi il Signore a raccogliere il grano nel suo granaio.

 

 

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