Lettura popolare Corpus Domini

 

 Lettura popolare IX TO Anno C Corpus Domini

Lc 9,11-17

La moltiplicazione dei pani

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Al v. 10b Luca ha sottolineato il ritiro di Gesù in disparte. Ogni volta che Gesù ha questa intenzione è in gioco la rivelazione della sua identità ai discepoli (cf. 9,18). Questo ritiro non avviene però in un luogo isolato, ma nella città di Betsaida dove Gesù in realtà finisce per accogliere le folle, parlare e guarire.  Ciò che sta per accadere nella moltiplicazione dei pani non fa altro che manifestare il mistero della persona di Gesù, messia che nutre le folle con la sua parola e le guarisce dal male e dal peccato.

Al v. 12 cambia improvvisamente il contesto geografico e spaziale. Non siamo più nella città, ma in un luogo deserto, allusione probabile a quel deserto in cui il popolo di Israele è stato nutrito del pane del cielo (cf. Dt 8,1-3). Dal punto di vista temporale invece siamo nel declino del giorno, nell’ora cioè del pasto serale. Anche i discepoli di Emmaus inviteranno il pellegrino a cenare con loro nel pasto serale e poi riconosceranno Gesù risorto nello spezzare il pane (cf. Lc 24,29).

Di fronte alla richiesta dei discepoli di congedare la folla, Gesù risponde con l’ordine di dare da mangiare, che ripercorre l’ordine dato dal profeta Eliseo in 2 Re 4,42.  Gesù è l’ultimo profeta, quello in grado di saziare non 100 persone come Eliseo, ma 5000. Inoltre avanzano 12 ceste, numero che indica totalità anche nella sovrabbondanza. Questi numeri vogliono significare in modo simbolico che Gesù compie l’attesa scaturita dai segni profetici. Sono arrivati i tempi messianici e Gesù è il profeta escatologico atteso da Israele. Bisogna allora concentrarsi sui suoi gesti e sulle sue parole. Egli prende in mano i cinque pani e i due pesci, li benedice, li spezza e li consegna ai suoi discepoli. Osservando con attenzione si può notare qualche incongruenza: come si fa a prendere in mano in una volta 5 pani e due pesci? Come mai Gesù benedice il cibo, mentre il capotavola ebreo normalmente benedice il Signore per il cibo?  Luca nel descrivere questa scena ha in mente l’eucarestia e modifica i gesti dipingendoli come un’anticipazione simbolica della cena eucaristica (cf. Lc 22,19-20/1 Cor 11,23-26). Il cuore di questa gestualità sta nello sguardo di Gesù rivolto al cielo. Ciò che sta per fare è in misteriosa profondissima comunione di volontà con il Padre.  Egli è più che un profeta, è il Figlio di Dio, che sta donando sé stesso in quel pane che anticipa il memoriale eucaristico. Si tratta di un pane che sazia, perché dona la vita stessa di Dio (cf. Sal 132,15; 37,19; 81,17).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

Cosa mi nutre e alimenta la mia vita?

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei servi della parabola.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Lc 9,11-17 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il contesto geografico e narrativo del racconto evangelico?

Siamo nel deserto luogo del cammino del popolo verso la terra promessa, in cui sperimenta la fame, la sete, la paura e la vicinanza del suo Dio. Qual è il mio deserto?

  • Chi sono i personaggi, cosa fanno?

-Gesù parla e guarisce. Dove deve entrare la Parola del Signore per guarire il mio cuore?

-Gesù alza gli occhi al cielo, prende i cinque pani e due pesci, li benedice e li spezza. Gesù è in misteriosa comunione con il Padre suo nel compiere questo dono. Quali sono i miei cinque pani e due pesci? Lascio che Gesù li prenda, benedica e spezzi per gli altri?

  • Cosa dicono i personaggi?

Voi stessi date loro da mangiare. Gesù affida ai discepoli la responsabilità di nutrire la folla, oltre le loro capacità e possibilità. Accolgo il suo invito? O mi lascio spaventare dalla mia mancanza di mezzi?

Non abbiamo che cinque pani e due pesci. La consapevolezza dei miei limiti mi porta alla sfiducia e al disfattismo o ad ascoltare e obbedire alla Parola del Signore?

Fateli sedere a gruppi di 50. Predispongo persone e situazioni ad accogliere il Signore nel loro cuore?

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

Gesù è un messia capace di nutrire ogni uomo, moltiplicando i frutti delle nostre poche forze.

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

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