Lettura popolare XX TO Anno C

 

 Lettura popolare XX TO Anno C

Lc 12,49-57

Imparare a discernere

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

La lettura della XX domenica continua il discorso di Gesù ascoltato nella XIX domenica conducendolo ad un apice di tensione emotiva, retorica e di profondità teologica. Gesù giunge ad un’esclamazione, che introduce il nostro testo (v. 49), in cui esplicita i suoi desideri profondi, talmente forti da diventare una sorta di ansia, di tensione interiore verso un compimento ormai alle porte. L’immagine del fuoco che si dovrà accendere (v. 49) se da un lato rimanda al giudizio di Dio nell’Antico Testamento (cf. Is  66,15; Ez 38,22; 39,1; Sal 66,12), dall’altro viene reinterpretata da Luca come il Battesimo in Spirito Santo e fuoco che il messia è venuto a portare, alla luce della predicazione del Battista (cf. Lc 3,16). Non a caso nel versetto successivo (v. 50) Gesù aggiunge proprio che deve ricevere un battesimo ed è in ansia perché esso si compia. Anche alla luce di Mc 10,38, che Luca qui sembra riprendere ed adattare al suo contesto, il battesimo che Gesù riceve fa riferimento alla sua morte e resurrezione e di conseguenza il fuoco che egli porta è in collegamento con il dono dello Spirito Santo che il risorto farà ai suoi discepoli nella Pentecoste (cf. At 2,1-4).

La morte di Gesù in croce e la sua resurrezione divengono così simultaneamente occasione di un dono inestimabile, lo Spirito Santo, e anche portatrici di un giudizio, in grado di dividere coloro che accolgono il dono da coloro che lo rifiutano, quale segno di contraddizione in Israele (cf. 2,34 e 23,39-43). Questa divisione si estende fin da ora, cioè fin dal momento in cui Gesù inaugura i tempi messianici con il dono dello Spirito, nelle case e nelle famiglie, opponendo generazioni antiche e nuove, quale compiersi dell’antica profezia di Michea (cf. Mi 7,6). Il compimento delle Scritture nel messia Gesù è piena continuità con lo stesso Spirito che operava nell’Antico Testamento ed insieme, inestricabilmente anche indeducibile novità con cui lo Spirito stesso opera nella storia. Essa dunque chiede l’apertura del cuore e una capacità di discernimento e provoca un giudizio e una divisione tra le generazioni vecchie e nuove.

Discernere il tempo meteorologico è una metafora di un discernimento più profondo e radicale, che ha a che fare con il tempo spirituale, con il cogliere l’occasione della salvezza, offerta dal Vangelo annunciato da Gesù (vv. 55-56).

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei servi della parabola.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Lc 12,49-57 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  • Qual è il contesto geografico e narrativo del testo evangelico?

Gesù sta parlando ai discepoli fino al v. 53 e poi si rivolge alla folle, per indicare loro l’importanza di comprendere il tempo in cui vivono. Questo discorso è chiaramente orientato al compiersi della vicenda terrena di Gesù, nel mistero di morte e resurrezione a Gerusalemme ed avviene lungo questo itinerario geografico-spirituale del messia. Non a caso questo testo termina con un’esortazione di Gesù a valutare bene il tempo della storia. Come vedo e considero il tempo in cui sto vivendo? Come vi leggo da cristiano la volontà e i disegni di Dio?

  • Cosa dice Gesù?

-Sono venuto a gettare un fuoco sulla terra. Faccio memoria delle situazioni e occasioni in cui sperimento il fuoco dell’amore di Dio nella mia vita

-C’è un battesimo che devo ricevere. Che rapporto ho con la croce di Gesù, la sua morte donata per me e per i miei peccati?

-Come sono in ansia finchè non sia compiuto. Quali ansie (positive) e desideri forti orientano la mia esistenza?

-Sono venuto a dare divisione. Sono scandalizzato dalle divisioni che lo stile e la testimonianza cristiana porta nella vita degli uomini?

 – Si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre…Come leggere e comprendere le divisioni familiari a motivo della fede? Si possono interpretare anche in tal senso le divisioni ecclesiali conseguenti alla nascita di nuovi carismi e sensibilità nella Chiesa?

 

Quale rivelazione è contenuta qui?

Gesù è venuto a compiere tutta la storia di salvezza e a partire da questo atto definitivo e ultimo di dono e amore si produce una separazione e un giudizio tra chi accoglie e chi rifiuta (speriamo non definitivamente) tale dono.

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

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