L’amministratore disonesto è un buon modello?

 

La parabola che Gesù ci racconta oggi è davvero difficile da capire…a partire dal suo protagonista, un amministratore disonesto, che, vistosi a mal partito, si comporta in modo ancor più disonesto, nel diminuire i debiti verso il suo padrone, per guadagnarsi così dei futuri protettori.

E la cosa ancor più strana (si deve nascondere un’ironia molto profonda!) è che il padrone, invece di cacciare subito quell’amministratore, con rabbia e indignazione, come avremmo fatto noi, lo loda perché ha agito con scaltrezza!!

Non dobbiamo aver paura di farci delle domande serie a questo punto, perché le parabole di Gesù, e questa in particolare, sfidano il nostro senso comune e in questa sfida si nasconde ciò che esse rivelano. Altro che raccontini semplificati di vita quotidiana: ogni parabola di Gesù nasconde un mistero profondo, che riguarda Dio.

Qui Gesù ci viene in soccorso direttamente, lui che, dopo aver narrato la parabola, ne esplicita in qualche modo il significato con un’esortazione che di primo acchito ci spiazza: fatevi amici con la ricchezza disonesta, perché quando verrà a mancare essi vi accolgano nelle dimore eterne. Gesù  fa dell’amministratore disonesto addirittura un modello!

È stato scaltro perché sapeva che i debitori non avrebbero mai pagato il loro padrone e in tal modo ha ottenuto di incassare qualcosa? Si è comportato come lo stato italiano che fa i condoni delle tasse evase per avere almeno una percentuale?

Nonostante l’arguzia di questa interpretazione, siamo fuori strada…

Per capire dobbiamo partire dalle parole di Gesù: al centro della spiegazione che Gesù da c’è un’espressione importantissima, che è la chiave di tutta la parabola: fatevi degli amici!! La ricchezza materiale e i beni non servono ad altro che a creare relazioni, amicizie, condivisione, solidarietà. Vanno messi in circolo per far crescere i rapporti umani in modo tale da creare un circuito di amore che porta con sé la salvezza, le dimore eterne. Allora l’amministratore è un modello non perché disonesto, ma perché ha capito qual è il vero valore della ricchezza, e il padrone, con ironia, lo manifesta a noi lettori.

Facciamo due esempi per capire la profondità di quello che rivela Gesù con questa parabola:

1.Noi lavoriamo per lo stipendio? Certo ne abbiamo bisogno per la nostra famiglia. Ma oltre allo stipendio c’è il gusto del lavoro, che viene dalle relazioni umane di amicizia e di solidarietà che si creano e che fanno crescere la persona. Il lavoro è un diritto della persona umana, perché la fa crescere nelle relazioni, nell’umanità. Abbiamo perso oggi la consapevolezza che lavorare non è solo un dovere, ma un diritto della persona umana, soprattutto per i giovani!! Questo è il significato della parabola, e la nostra scaltrezza di cristiani dovrebbe insegnarci a vivere secondo quest’intuizione profonda.

  1. Quale è il fine nell’economia di uno stato? Quello di produrre sempre più beni? Il PIL, che cresce e diminuisce ogni giorno, a ben vedere è una cosa stupidissima, solo un’indicazione numerica, che dice ben poco. Il fine dell’economia è generare relazioni e amicizie che costruiscono la casa comune (oikos) e la rendono bella: la casa dell’ambiente che ci circonda, della società con la sua cultura, la sua storia, l’espressione artistica, la ricerca scientifica che guarisce le malattie ecc… c’è un’economia del dono e dell’amicizia che viene generata dallo scambio di beni e che costituisce il vero sviluppo di una società e mostra che l’uomo è davvero immagine di Dio.

Sì, perché Dio è raffigurato in questo padrone che loda quell’amministratore disonesto: questo Dio è una persona che non ha paura di perdere la sua ricchezza e di tagliare i suoi crediti, perché Lui è ricchezza infinita, essere, vita, amore senza confini, che sovrabbonda e trabocca continuamente. Quello che Lui vuole non è qualcosa da aggiungere a ciò che ha già ma avere qualcuno a cui fare dono di sé, cioè avere degli amici.

Lui è qui a mendicare la nostra amicizia: e ci ha condonato tutto, con la croce del Figlio Suo. Ha pagato lui fino all’ultimo centesimo dei nostri debiti, per donarci la sua amicizia.

Sta a noi vivere in questa logica sovrabbondante e libera o rimanere chiusi in un moralismo che è frutto soltanto delle nostre paure!

 

 

 

 

 

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