Lettura popolare II Avvento Anno A

 

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Mt 3,1-12

La predicazione di Giovanni il Battista

Il messaggio nel contesto

Nei giorni che seguono la nascita del messia, inizia l’attività ministeriale di Giovanni il Battista, nel deserto della Giudea (v.1). Egli annuncia la conversione del popolo, motivata dal fatto che il Regno di Dio è vicino (v.2), ossia che sta per venire il messia, il quale concederà in modo definitivo e permanente il perdono dei peccati (cf. Mt 26,28). Gesù sarà infatti colui che versa il suo sangue per la remissione dei peccati del popolo e di ogni uomo e in questo consiste la valenza regale e messianica del ministero di Gesù. Nell’attesa di questo arrivo, il battesimo amministrato da Giovanni ha la funzione di un segno per la conversione spirituale, per preparare la strada del Signore, in modo che si compia la parola del profeta Isaia, che parla di questa voce che grida nel deserto (v. 3). In realtà il profeta Isaia parlava di una via che passa per il deserto, che viene preparata, ricordando le opera meravigliose compiute da Dio durante l’Esodo dall’Egitto (cf. Is 40,3). L’evangelista adatta questa citazione facendo aderire le parole «nel deserto» a ciò che precede, ossia alla voce che grida, per far emergere il compiersi di questa profezia nel ministero del Battista, che si svolge prevalentemente nel deserto di Giuda e lungo il fiume Giordano. Giovanni il Battista porta una veste tipica dei profeti (cf. Zc 13,4) e una cintura di cuoio ai fianchi come il profeta Elia (cf. 2Re 1,8). La sua dieta ne indica l’austera connotazione penitenziale (v.4). Tutto l’interesse del narratore è però quello di riferirci le parole della predicazione di Giovanni (vv. 8ss.). Egli si rivolge a farisei e sadducei ossia ai rappresentanti del giudaismo ufficiale del suo tempo, apostrofandoli come «razza di vipere», perché si oppongono al disegno salvifico di Dio con le loro opere. Egli chiede loro di non accontentarsi di far parte del popolo eletto da Dio, come figli di Abramo, ma di manifestarlo portando frutto con le loro azioni. Il giudizio di Dio è imminente, e viene descritto come le immagini del fuoco e della scure posta alle radici dell’albero (cf. Is 6,13). Il «più forte» che viene dopo di lui, ha il potere di battezzare in spirito santo e fuoco, che implica il giudizio della croce, un giudizio d’amore e proprio per questo definitivo, in grado di separare il grano dalla pula (vv. 11-12, cf. Mt 13,24-30).

 

 

 

 

 

Per la lectio divina

  • Invoco lo Spirito Santo (con un canto o con la Sequenza)
  • Leggo il brano del Vangelo, almeno due volte con attenzione: Mt3,1-12.
  • Cerco di comprendere maggiormente il significato del testo, con l’aiuto del breve commento precedente.
  • Prego, rileggendo la mia vita alla luce della Parola appena compresa.
  • Dialogo con Gesù e con il Padre, lasciandomi trasportare, nel chiedere, nel ringraziare, nel lodare, nel contemplare, a seconda di ciò che sento.

 

Per la lettura popolare

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mt 3,1-12 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuizioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  • Qual è il contesto spazio-temporale del racconto

Nel deserto, nei giorni coevi alla venuta del Messia. Il tempo è dunque prossimo al compiersi della promessa di Dio: cosa mi attendo dal tempo in cui vivo? Cosa implica per me vivere il deserto? Dove e come lo vivo?

  • Chi sono i personaggi e cosa fanno?

Giovanni annuncia che il Regno di Dio è vicino. Sento Dio vicino a me? È questo un segno di consolazione o ne ho un po’ paura?

Giovanni si nutre di miele selvatico e cavallette. Quale sobrietà ritengo importante nella mia vita?

La folla si fa battezzare, confessando i propri peccati. Come vivo la confessione? È per me l’occasione per entrare nel tempo di Dio, in cui si compiono le promesse? Oppure solo il luogo dove scaricare le mie ansie e i miei scrupoli?

Cosa dicono i personaggi?

Il Battista fa un lungo discorso ai Farisei e sadducei: «Fate frutto degno di conversione» quali frutti il Signore attende da me? Come crescere nel suo amore e non rimanere fermo nella presunzione di essere già giusto? 

  • Quale rivelazione?

-è in arrivo colui che battezza in Spirito Santo e fuoco. Si tratta dell’amore di Dio della sua misericordia, che entra in pienezza con la morte di Gesù in croce, con il versamento del suo sangue che perdona i peccati, che vince la violenza e la morte. La penitenza ci aiuta ad entrare sempre più in questa misericordia.

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può aiutare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

Lettura e preghiera III Avv. A – Mt 2, 2 – 11.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suggerimenti per la preghiera

  1. Mi dispongo davanti a Dio in preghiera. Sto in ginocchio o seduto, per entrare in colloquio con il Signore, o meditare su ciò che leggo, a seconda di ciò che voglio.
  2. Leggo con attenzione il brano di Vangelo.
  3. Chiedo al Signore il dono di una conoscenza interiore di lui, che per me ha compiuto le opere dell’amore.
  4. Vedo i discepoli di Giovanni che si recano da Gesù con il dubbio del loro maestro. Non è forse che Gesù è troppo buono per poter essere considerato il messia? Anche nella mia vita spesso vorrei un Dio che giudica e mette a posto le cose…
  5. Ascolto la risposta di Gesù e considero tutti i suoi miracoli, tutti i segni di vita che ha compiuto. Li sento veri anche per me, capaci di rivelare nella mia vita il volto di un Dio che non condanna, ma salva.
  6. Entro in colloquio con Gesù, il messia che viene a riscattarmi dalla morte nella sua croce e chiedo umilmente la sapienza che viene dalla croce.
  7. Concludo con un Padre Nostro.

 

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