Lettura popolare XVII TO Anno A

 

Lettura popolare XVII TO Anno A

Mt 13,44-52

Ricercare e trovare 

Il messaggio nel contesto

 

Le immagini del tesoro e della perla preziosa fanno parte del repertorio con cui nell’AT si descrive la sapienza, dono proveniente da Dio:

 

Pr 2,4: “se appunto invocherai l’intelligenza
e rivolgerai la tua voce alla prudenza,

se la ricercherai come l’argento
e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la conoscenza di Dio.”

(Cf. anche  3,14-15; 8,18-19.21)

 

Nella prima parabola l’accento cade sul tesoro nascosto, a cui è paragonato il Regno di Dio. Si tratta di un colpo di fortuna che capita ad un uomo, che ha tutte le caratteristiche di un dono improvviso ed inaspettato. Nella seconda parabola il regno di Dio è paragonato ad un mercante. L’accento cade qui più sulla ricerca che sul dono e più sulla conoscenza frutto di esperienza che sul colpo di fortuna.

In entrambi i casi tuttavia l’apprezzamento del valore conduce ad una scelta decisiva e radicale: quella di vendere tutto. È la scelta che i discepoli hanno fatto per seguire Gesù fin dal primo momento in cui sono stati da lui chiamati (cf. Mt 4,20.22; 8,22; 9,9.19,21.27-29). Si tratta di dare priorità al seguire Gesù nella propria vita, rispetto ai tanti beni, materiali, culturali e spirituali che possono arricchire la vita dell’uomo. Anzi tutti questi beni sono da ordinare al fine, che è il Regno di Dio. L’azione del vendere tutto richiama non tanto il “disfarsi” dei beni, quanto l’utilizzarli al fine per cui essi sono stati dati all’uomo, ossia perché egli possa trovare il Regno di Dio e riordinare la propria vita in rapporto ad esso.

La terza parabola ha per contenuto la missione dei discepoli  di raggiungere ogni uomo, senza distinzioni di razza, lingua o cultura. La metafora della rete riprende quella dei pescatori, usata da Gesù per chiamare Pietro e Andrea (cf. 4,19). Compito della Chiesa che lavora per il Regno di Dio è anzitutto evangelizzare e non giudicare. Il discepolo di Gesù non è dunque un semplice interprete o esecutore della legge, ma un evangelizzatore chiamato a lasciare a Dio e ai suoi angeli il compito della separazione, alla fine dei tempi.  Egli invece ha l’incarico di “riempire” la rete, ossia di portare a compimento il disegno del Regno di Dio con l’annuncio del Vangelo, fino a che si compia la finalità prevista dal tempo divino.

Il discepolo allora infatti non segue semplicemente la legge, ma la interpreta alla luce della sapienza incarnata che è Gesù, vero tesoro del campo e perla preziosa. Egli è uno scriba, chiamato a fare di Gesù la chiave ermeneutica delle Scritture, nell’unità tra legge e Vangelo, Antico e Nuovo Testamento.

 

 

 

 

Per la lectio divina

  • Invoco lo Spirito Santo (con un canto o con la Sequenza)
  • Leggo il brano del Vangelo, almeno due volte con attenzione: Mt 13,44-52.
  • Cerco di comprendere maggiormente il significato del testo, con l’aiuto del breve commento precedente.
  • Prego, rileggendo la mia vita alla luce della Parola appena compresa.
  • Dialogo con Gesù e con il Padre, lasciandomi trasportare, nel chiedere, nel ringraziare, nel lodare, nel contemplare, a seconda di ciò che sento.

 

Per la lettura popolare

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

 

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mt 13,44-52 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè”  ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuizioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  • Qual è il contesto spazio-temporale del racconto

Gesù si rivolge ai discepoli e conclude il suo discorso in parabole sul Regno dei cieli.  Si trova in casa con loro, cosa che indica una particolare intimità, a servizio della rivelazione del mistero. Quale rapporto custodisco con Gesù? Lascio che vi sia una profonda intimità nella preghiera e nella meditazione personale?

Qualche domanda ulteriore

– il tesoro è nascosto nel campo e l’uomo lo trova. Cosa penso di aver trovato di importante nel campo della mia vita?

– per la gioia egli va e vende tutto quello che ha. Sono contento di aver scelto l’essenziale o in me vi sono ancora rimpianti?

– il mercante che cerca. Di cosa sono in ricerca?

– la rete raccoglie ogni genere di pesci. Sono aperto ad ogni uomo, di ogni lingua, cultura e appartenenza sociale? Sono aperto alla dimensione universale del Vangelo?

– ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei cieli. In cosa consiste l’essere discepolo e scriba? È per me importante scrutare il mistero di Dio e la Sacra Scrittura? Chi è per me Gesù?

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può aiutare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...