Lettura popolare e omelia II TO Anno B

Lettura popolare per II TO Anno B Gv 1, 35-42

II TO anno BOmelia

Traccia di Omelia

Conosciamo poco l’apostolo Andrea, fratello di Pietro. Egli sembra essere stato un po’ oscurato da Pietro, il principe degli apostoli. Ma lui non se ne preoccupa più di tanto. A dire il vero Andrea avrebbe anche lui un primato rispetto a Pietro, ossia di essere stato il primo chiamato, nella versione del vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato.

Il primato di Andrea nasce dall’aver seguito il proprio desiderio facendosi guidare dall’ascolto di Giovanni, che rappresenta la Parola di Dio, come già aveva fatto Samuele nella prima lettura, che non aveva lasciato cadere nessuna Parola del Signore.

Andrea ci guida a comprendere le grandi ricchezze, i grandi doni che la Parola di Dio, il Vangelo, apporta in noi ogni giorno, perchè ci insegna a desiderare ogni giorno. Il Vangelo infatti è una scuola di desiderio Vorrei almeno elencare tre doni che Andrea ha ricevuto dalla Parola di Dio:

  1. Andrea era un uomo come tutti gli altri, aveva una famiglia, una moglie, dei figli e un lavoro da artigiani o piccoli imprenditori nel mondo della pesca. Ma non si era mai lasciato rinchiudere totalmente da questo suo mondo, come se fosse l’unico orizzonte della loro vita. Proprio la Parola di Dio, meditata ogni sabato nella sinagoga e resa attuale dalla predicazione di Giovanni, aveva scosso il suo cuore, aprendolo agli orizzonti straordinari e sconfinati della rivelazione di Dio, dell’attesa del messia. Egli aveva imparato a respirare secondo le speranze e le attese del popolo di Israele, degli umili e dei piccoli che attendevano l’instaurazione del regno di Dio e la preparavano giorno per giorno con la conversione della loro vita. La parola di Dio lo aiutava a coniugare le grandi attese, politiche e messianiche, che erano di tutto il popolo, con la sua vita quotidiana, fatta di affetti e lavoro faticoso.

A volte anche noi ci chiediamo: io faccio quello che posso nel mio piccolo, ma cosa posso fare io di fronte ad un mondo che sembra andare a rotoli? Il Regno di Dio che Andrea ha saputo vedere è come internet, una rete in cui ogni nodo è connesso con tutti gli altri: ma le connessioni sono infinitamente più numerose e collegano il cielo con la terra…meditare il Vangelo, la Parola di Dio ci aiuta a vedere questa rete e a capire che ogni azione che poniamo nel mondo entra in circolo nel Regno di Dio e arriva fino dove non avremmo potuto pensare. Proprio come su internet!

Il vangelo ci aiuta allora a sentire che ogni impegno nei confronti del mio fratello e della società, nel mio piccolo, è un seme nella costruzione del Regno di Dio che il Signore sa far fruttificare in vista della fine dei tempi. Il Vangelo ci aiuta a ritrovare anche la passione e la cura per il bene comune della società, vincendo il qualunquismo e il disfattismo.

 

  1. Leggere il Vangelo ogni giorno significa seguire Gesù e chiedergli: “maestro dove abiti”? e dimorare con lui per qualche tempo. La dimora di Gesù è il Padre suo. Respirare ogni giorno lo spirito, l’amore che nutre i nostri cuori, che è amore di un padre per un figlio e di un figlio per il padre suo: questo significa pregare con il Vangelo. Chi è Dio per il discepolo di Gesù? Non è una teoria, ma è una famiglia in cui abitare, è un padre è un figlio che si amano e vogliono bene. Il secondo dono della Parola di Dio, del Vangelo, è dunque conoscere Dio, entrare in familiarità con lui, che non è un Dio onnipotente e lontano, ma una famiglia che ti accoglie con amore e ti consola.

 

  1. Il terzo dono della Parola di Dio è che fa diventare Andrea un missionario. Egli invita Pietro a seguirlo e lo porta da Gesù. Anche noi, come Andrea non possiamo non diventare in qualche modo umili e attraenti, non per noi stessi, ma per la bellezza dell’incontro con Gesù che abbiamo fatto. Il cristiano sa invitare l’altro, con delicatezza, all’incontro con Gesù, a partire dalla propria famiglia, lì dove è più difficile e insieme necessario.

 

Non dobbiamo aver paura di invitare le persone ai momenti belli e importanti della nostra comunità anche rischiando di farci dire dei no.

 

Chiediamo al signore che ci doni l’umiltà di Andrea nell’ascoltare la parola, la perseveranza nel pregarla e rimanere in intimità con Dio e il coraggio di testimoniarla davanti agli altri.

 

Gv 1,35-42

L’agnello di Dio

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Questo testo liturgico fa parte del prologo narrativo del Vangelo di Giovanni e corrisponde ai racconti sinottici della chiamata dei discepoli (cf. Mc 1,16-20), con una differenza sostanziale: in Giovanni non è Gesù a chiamare i discepoli, ma sono loro a seguirlo, ascoltando la testimonianza autorevole di Giovanni il Battista. Il racconto inizia infatti con la descrizione del Battista insieme con due suoi discepoli, mentre Gesù passa (vv. 35-36). Giovanni fissa il suo sguardo su Gesù, in modo da penetrarne il mistero e l’identità e lo proclama come l’agnello di Dio. Colui che deve portare a compimento il progetto di Dio, ossia la remissione dei peccati (cf. v. 29; l’agnello può far riferimento all’agnello pasquale ebraico, che con il suo sangue salva gli abitanti delle case degli israeliti), è qui davanti a loro, è Gesù. I discepoli ascoltano Giovanni e seguono Gesù (v. 37): prima di vedere, cosa che implica già una fede più matura, si tratta di ascoltare una Parola che conduce i discepoli verso Gesù. Non a caso la testimonianza di Giovanni è accostata alla testimonianza della Parola di Dio e del Padre (cf. Gv 5,33-38). Secondo il Quarto Vangelo infatti è il Padre ad attirare i discepoli a Gesù, attraverso il loro ascolto della Parola e del testimone autorevole, Giovanni il Battista.  Gesù si volge  indietro e li osserva mentre lo seguono; con una domanda: “Che cosa cercate?” egli intende esplicitare il loro desiderio. Essi desiderano vedere dove abita Gesù, conoscerne la dimora (v. 38). Anche se ad un primo livello il significato inteso dai personaggi è quello dell’abitazione terrena, la ripetizione del verbo “dimorare”, allude ad un senso ulteriore, simbolico. La dimora di Gesù è il Padre suo (14,2. 23) e seguendo Gesù il discepolo dimora presso il Padre. L’evangelista ci riferisce poi l’ora di questo incontro, le quattro del pomeriggio (v. 39): si tratta dell’ora del compimento delle promesse per il popolo di Israele.

Ora il fuoco dell’incontro con Gesù si è acceso e si propaga rapidamente (vv. 40-42). A differenza dei sinottici, qui è Andrea che incontra per primo Gesù, assieme ad un altro discepolo non nominato. Egli poi trova Simone, suo fratello, e lo conduce dal “messia”. La vocazione di Simone sarà quella di essere Pietro, roccia. Lo sguardo di Gesù è infatti analogo a quello del Battista, uno sguardo che scava profondamente nell’identità della persona e ne indica il destino e la vocazione: “Tu sarai chiamato Pietro”.

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  Quali testimoni autorevoli nella mia vita? Chi sto ascoltando? (15 minuti)

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Gv 1,35-42. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè”  ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il tempo in cui accade l’incontro?

Siamo al giorno dopo della testimonianza del Battista su Gesù (29-34). L’incontro avviene alle quattro del pomeriggio. Qui si può riflettere sul fatto che ogni incontro importante per la nostra vita viene ricordato a lungo, anche nei dettagli. Si tratta infatti di un incontro capace di cambiare la vita. Di quale incontri importanti nella mia vita conservo memoria?

  • Quale luogo?

Non è specificato il luogo dell’incontro, ma possiamo pensare si tratti ancora del fiume Giordano, dove opera il Battista. Il racconto sottolinea invece l’importanza della dimora di Gesù, che anche i discepoli condividono. Simbolicamente la dimora di Gesù è il Padre. Cosa significa dimorare insieme con un persona? Non significa forse entrare più profondamente nel mistero che quella persona rappresenta? Qual è per noi la dimora in cui incontriamo Gesù?

  • Chi sono i personaggi e cosa fanno/dicono?

-Gesù sta passando: dove egli passa nella mia vita?

-Giovanni il Battista fissa lo sguardo su Gesù: a chi o a cosa guardiamo noi per alimentare i nostri sogni e le nostre speranze?

– Gesù osserva i discepoli che lo seguono: come mi sento osservato da Gesù?

-I discepoli sono già discepoli di Giovanni il Battista, sono alla ricerca di Dio nella loro vita, e hanno seguito un voce autorevole. Sono uomini capaci di desiderare in grande, che attendono il messia. Ecco perché ascoltando il Battista, sono in grado di seguire Gesù. Cosa potrebbe rappresentare per me la voce del Battista? Qualche persona che è stata importante? Che ruolo ha la Parola di Dio nell’educare e orientare il mio desiderio?

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

Gesù è il messia, come uomo vissuto storicamente in una certa epoca e che ha coltivato determinate relazione. Ma quella stessa dinamica di fede, che passa attraverso l’ascolto per arrivare all’incontro con lui, è possibile anche per me, proprio attraverso la parola del Vangelo. In fondo il Vangelo che sto leggendo ha per me la funzione del Battista e mi orienta ad accogliere e seguire Gesù che passa nella mia vita.

 

Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

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