Lettura popolare e omelia III TO Anno B

 

lettura-popolare-di-mc-1-14-20 III TO Anno B

omelia III TO Anno B

Tutto accade in pochi minuti, mentre Gesù passa, è in movimento e guarda. I pescatori sono al lavoro, alcuni stanno gettando le reti, altri le stanno riassettando. Gesù vede la vita che scorre ma sa guardare potenzialità più profonde, la ricerca di Dio che c’è dentro questa vita di tutti i giorni, apparentemente ordinaria, fatta di lavoro sodo e famiglia

Ormai il tempo è arrivato Gesù passa e chiama: “venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. La ricerca che questi uomini hanno fatto li ho portati ad essere maturi, pronti per ricevere questa chiamata e seguire Gesù. Il tempo è compiuto e ormai tutto si gioca in pochi minuti.

Come comunità possiamo imparare molto dallo sguardo di Gesù: lui vede ciò che non si può vedere se non con un allenamento interiore e spirituale. Vede non solo la professione, il ruolo, la condizione sociale della persona, egli sa vedere la disposizione profonda interiore, sa apprezzare la sincerità di una ricerca personale, senza pregiudizi, dentro ad una vita apparentemente normale ed ordinaria. Sa cogliere il desiderio di un “di più”, di un “assoluto”, che percorre la vita di queste persone e sa offrire loro un orizzonte straordinario, infinito, l’orizzonte di cui l’uomo ha bisogno.

Che cosa offre? Una nuova famiglia: essi lasciano il padre zebedeo nella barca con i garzoni, perchè attraverso Gesù imparano a conoscere un nuovo padre, Dio, stando insieme ad altri fratelli e sorelle: “non c’è nessuno che abbia lasciato case, padri, madri, fratelli sorelle, mogli e campi per causa mia che non riceva cento volte tanto in case, madri, fratelli, sorelli, campi insieme a persecuzioni”.

Certo non promette una vita tranquilla, ma la vita di una nuova famiglia sì, che arriva fino a Dio, perchè è un tessuto rinnovato di relazioni, che parte dalle nostre famiglie e percorre tutte le amicizie e i rapporti umani, e che è attraversato profondamente dalla presenza di Dio.

Alcune conseguenze per la nostra comunità:

saper vivere come famiglia di Dio, con rapporti di comunione fraterna e di affetto vero. Soffrire con chi soffre, gioire con chi giosice, partecipare della vita di ciascuno di noi. Vivere la preghiera insieme, condividendo con profondità la nostra vita e sentendoci sorretti e accompagnati dalla vita degli altri. La preghiera dei fedeli nella messa domenicale dovrebbe risuonare come la voce di tutta la comunità che prega, che mette la sua vita davanti al Padre e chiede di essere da Lui guidata. La parrocchia non è una grande comunità sono tante piccole comunità che vivono, prima che l’organizzazione e l’efficenza delle iniziative, la bellezza di pregare insieme e di vivere in comunione.

Solo così Gesù ci fa diventare “pescatori di uomini”. Capaci di interessarci alla vita degli altri, di uscire dall’isolamento a cui ci condanno spesso la frenesia e l’ansia dei nostri impegni. Dobbiamo saper perdere tempo con gli altri, come si fa in famiglia, per stare con i propri cari. Quattro chiacchere in uno spirito di cordialità, al supermercato, al bar, fuori dalla porta di casa possono a volte portare un pò di luce, dentro alle tenebre più dense che alcune persone e famiglie possono vivere.

 

 

 

Mc 1,14-20

Gesù annuncia il Regno di Dio

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Il testo di Marco che la liturgia ci presenta è suddiviso in due parti: un sommario che introduce l’attività ministeriale di Gesù (14-15) e il racconto della vocazione dei primi quattro discepoli di Gesù (16-20). Le due parti sono strettamente collegate, come vedremo.

Nei primi versetti il narratore introduce il contesto spazio-temporale dell’azione ministeriale di Gesù, che inizia per la prima volta qui, dopo la scena del battesimo e delle tentazioni (cf. 9-13).  Giovanni il Battista è appena stata arrestato e Gesù si sposta in Galilea. Se non viene qui specificato il motivo dello spostamento di Gesù; tuttavia si può intuire come il retroterra storico della prima missione della Chiesa primitiva sia determinante: la Galilea sarà la terra in cui Gesù risorto precede i suoi discepoli (16, 7) e in cui risuonerà il primo annuncio della resurrezione. Se Giovanni il Battista ora esce di scena, significa che è compiuto il tempo della preparazione caratterizzato dalla missione del Battista,  e Gesù può iniziare il suo ministero di annuncio proprio in Galilea, da dove l’annuncio del Vangelo sarà propagato dopo la sua resurrezione. Il tempo delle promesse è infatti ormai compiuto (v. 15) e Gesù proclama la vicinanza del Regno di Dio. Con Gesù è giunto l’oggi in cui si riceve il centuplo (Mc 10,30), il tempo della maturazione dei frutti (cf. 12,2), il compimento di tutte le speranze contenute nelle promesse dell’Antico Testamento. Si tratta del Regno di Dio che è giunto e si sta propagando, a partire dall’annuncio stesso di Gesù e dalla sua persona, piccolo seme destinato a fare frutto (cf. Mc 4,11). L’invito conseguente di Gesù è di convertirsi, cambiare mentalità e credere al Vangelo (v. 15). Chi legge è invitato ad identificarsi con i discepoli, che per primi incontrano Gesù (vv. 16-20), per comprendere cosa significa concretamente convertirsi e credere al vangelo.

Gesù vede i discepoli mentre esercitano la loro professione (v. 16) e il suo sguardo è capace di andare oltre ciò che è presente ed intuire le potenzialità che emergeranno in futuro. Egli allora li invita autorevolmente a seguirlo, aggiungendo che la loro professione sarà di essere sì pescatori, ma di uomini. Sarà lui a farli pescatori, in modo tale che solo attraverso la sua pedagogia paziente lungo tutto il Vangelo essi saranno progressivamente trasformati. Egli infatti li invierà ben presto come missionari (cf. Mc 3,14-15; 6, 7-13). La rapidità della decisione di Pietro ed Andrea (v. 18) sottolinea l’urgenza di rispondere all’invito di Gesù che passa in quel momento. Anche gli altri due discepoli, Giacomo e Giovanni, si incamminano nel seguire Gesù, lasciando non solo le loro reti, ma anche il loro padre. È una chiamata radicale, quella di Gesù, che supera anche il modello profetico di Elia ed Eliseo (cf. 1Re 19, 20). Si tratta di appartenere ad una nuova famiglia, quella dei fratelli di Gesù che hanno un solo Padre, Dio (cf  Mc 10,28-31).

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  A cosa il Signore mi sta chiamando? Percepisco una mia resistenza interiore a questa chiamata? (15 minuti)

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Mc 1,14-20. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il tempo in cui avviene l’azione?

Dopo la morte di Giovanni il Battista. È terminato il tempo dei profeti, dell’AT, e inizia il tempo messianico di Cristo. Inizia pertanto il ministero di Gesù. Il Regno di Dio si è avvicinato nella sua persona.

– Percepisco la presenza del Regno di Dio nella mia vita?  

  • Quale luogo?

Siamo in Galilea, il luogo dell’incontro tra i discepoli e Gesù risorto (Mc 16,7). Il primo annuncio della resurrezione avverrà proprio in Galilea.

– La terra della gente, del lavoro quotidiano, delle tante culture ravvicinate è per me il campo della missione o non ha nulla a che fare con il Regno di Dio?

  • Cosa accade?

Gesù è il protagonista, con le sue azioni. Egli annuncia il Vangelo di Dio, che si riassume nel compiersi del tempo delle promesse, e nell’avvicinarsi del Regno. Questo movimento richiede una risposta: cambiamento di mentalità e fede in questo annuncio.

Egli passa lungo il lago di Galilea e chiama i discepoli. Con la loro risposta essi concretizzano la conversione richiesta.

  • Quali personaggi sono in gioco?

– Gesù passa e vede. Egli è il protagonista assoluto delle due scene di chiamata. Il suo passaggio è il tempo opportuno, in cui si compiono le promesse. Con il suo sguardo vede più in profondità delle apparenze e intuisce la vocazione di questi pescatori. Li vede nella loro vita ordinaria e in essa vede il loro futuro.

  • Colgo anch’io nella mia vita il passaggio di Gesù?
  • Come mi guarda Gesù nella vita quotidiana? Cosa vede di me?
  • Quale invito mi sta facendo?

 

– I discepoli subito lasciano le reti e lo seguono:

  • Di fronte all’urgenza del compiersi della promessa di Dio, quale conversione nella mia vita?
  • Sono pronto a rispondergli?
  • Cosa dovrei lasciare?

 

Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

 

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