Lettura popolare e omelia IV TO Anno B

 

 Lettura popolare IV TO Anno B Mc 1, 21-28

IV TO Anno B

Di sabato Gesù entra in sinagoga con i suoi discepoli e insegna. Cosa insegnava? Gesù non è un professore e il suo non è un insegnamento dottrinale, come quello degli scribi del tempo.  La parola di Gesù è autorevole perché è capace di intercettare la vita di chi l’ascolta e di muoverla alla conversione.

Il sabato infatti è il giorno della vita. Esso commemora la fine della creazione in 7 giorni e insieme anche la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù in Egitto. Creazione e liberazione, la vita che nasce e che rinasce dopo aver affrontato il rischio della morte.  Questa è l’autorità di Gesù, creare e liberare l’uomo donandogli la vita.

Di fronte a questo così singolare insegnamento, c’è chi si sente tormentato, perché questa parola mette a nudo le sue ferite. È il caso dell’indemoniato, che è un uomo diviso in se stesso, tra le regole della vita quotidiana e la sua felicità costantemente ricercata altrove, senza trovarla. È un uomo che pensa di aver sbagliato nella vita, che desidera essere da un’altra parte ma non può, un uomo ripiegato su se stesso, sui propri pensieri irrealizzabili e le proprie frustrazioni, un uomo apparentemente senza via d’uscita. Quest’uomo è tormentato da Gesù, perché nella sua frustrazione e nel suo lamento aveva trovato tutto sommato un equilibrio…ora Gesù fa riemergere una ferita profonda, che sembrava dimenticata, e mette alla luce il compromesso

“Taci, esci da costui”: la parola del Signore fa ritrovare se stesso all’uomo diviso, indemoniato. Gli fa scoprire la parte più vera e più profonda e lo consola dentro alla quotidianità dei suoi impegni.  Gesù gli dona una vita nuova che risana la vita ferita. L’autorità di Gesù restituisce l’uomo a se stesso, alla sua felicità più autentica, alla vita. Tre punti importanti di questa autorità di Gesù.

  1. Ci dona la fedeltà a noi stessi. Anche nella nostra vita ci sono pensieri che ci portano altrove. Di fronte alla difficoltà della vita, lavoro, bambini casa esami, interrogazioni ecc… tanti pensieri si affollano con mille agitazioni. Quando accade tutto questo è importante rimane fermi e tranquilli e ripetersi la parola di Gesù: “Taci, esci da costui”. È una parola autorevole che ha effetto anche in noi, ci libera dal male e ci dona la fedeltà.
  2. Ci dona il rispetto di noi stessi. Ci sono vere e proprie fughe dalla realtà della vita, attraverso le dipendenze. Quanti giovani prendono la strada della dipendenza: droga, alcool…ma anche la dipendenza informatica e dal gioco, la dipendenza dal cellulare e dalla televisione. La dipendenza da affetti e persone che ci allontanano dalla nostra famiglia e dai nostri impegni. Tutte queste cose ci isolano e ci dividono tra una parte di noi che vorrebbe smettere e un’altra che non ce la fa. La parola di Gesù interviene anche qui a vincere dipendenze e a donarci il rispetto di noi stessi. Proposta: un messaggio in meno su Facebook e una conversazione in più con chi ti trovi concretamente al fianco.
  3. Ci dona la cura per la vita di ogni uomo, dalla vita dell’embrione che nasce e a quella dell’anziano che muore, passando attraverso quella del giovane lavoratore sfruttato. Oggi che celebriamo la giornata della vita penso particolarmente alle donne, che sono così vicine al mistero della vita, e purtroppo così spesso umiliate. Donne che vivono il trauma dell’aborto perché pensano di non avere altra soluzione, donne che subiscono violenza, donne che si prostituiscono per pagare la scuola… La nostra società ha bisogno di recuperare la cura per la donna e per il mistero della vita che essa custodisce.

Che il nostro impegno quotidiano, il nostro lavoro sia concretamente un prendersi cura della vita dell’altro, specialmente del più piccolo e privo di risorse!

 

Mc 1,21-28

Gesù insegna

 

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Dopo la chiamata dei quattro discepoli Gesù si reca, insieme a loro, a Cafarnao, cittadina importante anche per il passaggio di carovane sulla via di Damasco, che per un certo periodo è stata il “quartier generale” della missione di Gesù. È sabato, giorno in cui Dio si è riposato dopo aver creato tutte le cose (Gn 2, 2-4a; Es 20,8-11) e giorno in cui ha liberato il suo popolo dalla schiavitù egiziana (Dt 5,12-15). Gesù entra subito nella sinagoga: all’immediatezza di questo ingresso fa da contraltare il carattere continuativo del verbo “insegnare”. Il contenuto di questo insegnamento non è specificato ma può rimandare allo stesso annuncio del Vangelo che è stato sintetizzato poco sopra: “il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo” (v. 15). La folla che è nella sinagoga rimane colpita da questo insegnamento con “autorità”: si tratta dell’autorevolezza del figlio che il Padre ha mandato nella vigna a raccogliere i frutti (Mc 12,1-12) e che si manifesta nella capacità di rimettere i peccati (cf 2,10) e nei miracoli e che si contrappone alla competenza degli scribi, che conoscono le Scritture, ma non sono in grado di riconoscere l’azione di Dio nella storia, di cui pure le Scritture parlano. In sinagoga Gesù mostra il compiersi della Parola di Dio celebrata, nell’autorità delle sue parole e dei segni che pone.

Subito un uomo posseduto da uno spirito impuro alza la voce, con una reazione esasperata, tipica degli indemoniati nei racconti di esorcismo (cf. 3,11; 5,5; 9, 26). Lo spirito impuro si contrappone a Gesù, definendolo “santo di Dio”. Tra santità e impurità diabolica c’è un incommensurabile distanza, rimarcata dalle parole: “Che c’è tra noi e te?”. L’ostilità è fondata sul fatto che Gesù il nazareno, termine che indica l’umanità di Gesù, ha un origine radicalmente “altra”, egli proviene da Dio e ne manifesta la santità, è il “Santo di Dio”. Quest’uomo, attraverso lo spirito impuro, viene a conoscere l’identità messianica di Gesù, che era nascosta ai presenti. Gesù allora gli impone di tacere (v. 25) perché l’identità di Gesù come figlio non potrà essere adeguatamente compresa se non alla luce della sua passione, morte e resurrezione.

La semplice parola di Gesù è sufficiente perché lo spirito abbandoni l’uomo, con il contorno di grida e scuotimenti. La folla rimane colpita, spaventata e dibatte al suo interno. Questo stupore non è ancora un indizio di fede, ma un misto tra paura, scandalo e ammirazione: “Che cosa è questo? Un insegnamento nuovo con autorità”. Il lettore sa già rispondere alla novità di questo insegnamento, perché conosce la potenza del Vangelo, come annuncio della presenza del Regno di Dio. Fin dall’inizio dunque questo insegnamento si presenta come una vittoria già ottenuta contro le potenze del male.

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  Ho fiducia nella potenza del bene, superiore ad ogni male? (15 minuti)

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce:  Mc 1,21-28. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il tempo in cui avviene l’azione?

Gesù ha chiamato i discepoli lungo il lago e ora inizia ad insegnare. È il tempo del regno di Dio e del compimento delle promesse. Non a caso tutto accade di sabato, giorno della fine della creazione e della liberazione dall’Egitto.

  • Quale luogo?

Siamo in Galilea, il luogo dell’incontro tra i discepoli e Gesù risorto (Mc 16, 7). Più precisamente ci troviamo a Cafarnao dove c’è la Casa di Pietro e si svolgono molti dei miracoli di Gesù. Siamo in sinagoga, dove di sabato si leggono le lettura della Parola di Dio e si celebra la salvezza di Dio.

  • Quali personaggi sono in gioco?

– Gesù è assieme ai suoi discepoli, che sono spettatori di ciò che accade. La folla generica in sinagoga, rimane colpita dall’insegnamento di Gesù. Cosa mi colpisce della parola di Gesù?

– La folla ha paura di fronte al segno dell’esorcismo. Cosa mi spaventa dei segni che Dio pone nella mia vita?

– La folla inoltre si pone delle domande e discute. Il personaggio è diviso in se stesso, quasi come l’indemoniato…discute del nuovo insegnamento e ne riconosce l’autorità, ma non è in grado di comprenderne l’origine. Quali discussioni e incomprensioni rispetto al ruolo e alla presenza del Signore nella vita mia personale e comunitaria?

– L’indemoniato invece grida e si scuote:di fronte a Gesù il male non può star fermo e si scatena, si rivela. Lo spirito conosce l’origine di Gesù, il Santo di Dio. Qual è il male dentro di me e nella comunità che non può rimanere nascosto e che grida di fronte a Gesù? So riconoscerlo con umiltà e semplicità?

  • – Ma Gesù lo fa tacere e libera quell’uomo con la sua parola. È una parola potente, autorevole, perché pone essa stessa i segni che la accreditano. Ho fiducia nella Parola di Dio? Credo che la potenza del Vangelo è in grado di vincere il male? Colgo la novità del Vangelo nella mia vita?

-Che cosa si rivela per il lettore?

Gesù inizia il suo ministero mostrando tutta la potenza della sua parola, che vince il male. Egli è il messia che porta la salvezza e non si fa condizionare dal male.

– L’insegnamento della Chiesa è per me un sistema ordinato di concetti o una potenza di vita che libera le energie buone che si trovano dentro di me?

 

 

Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...