Lettura popolare e omelia I Quaresima

 

-I Quaresima Anno B Mc 1, 12 – 15

I domenica di Quaresima Anno B Omelia

 

Mc 1,12-15

Gesù tentato nel deserto

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere” ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Il testo di Marco che la liturgia ci presenta è suddiviso in due parti: il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto e un sommario dell’attività ministeriale di Gesù (vv. 14-15).

Il racconto delle tentazioni segue il battesimo di Gesù nel fiume Giordano, collegandosi ad esso

sia per il rapido movimento con cui si susseguono i due eventi, segnalato dall’avverbio «subito», sia dalla menzione dello Spirito Santo che scende su Gesù in forma di colomba e poi lo sospinge nel deserto per essere tentato.

Gesù, solennemente dichiarato come Figlio dalla voce celeste dopo il battesimo ora deve essere messo alla prova per confermare la sua adesione a questo statuto. Che si tratti di una volontà divina è sottolineato dal verbo «sospingere», che ha per soggetto lo Spirito Santo, e che connota un’azione improvvisa e quasi violenta.  Il deserto è dunque il luogo della prova (cf. Dt 8,2), che ricorda i quarant’anni del popolo nel deserto (Dt 9, 9; Es 34, 28) o i quaranta giorni di Elia prima di arrivare al monte Oreb (1 Re 19, 8).  Egli è il messia di Israele, che è tentato come Adamo, ma a differenza sua, rimane fedele e vive in un’armonia cosmica (cf. Is 11,8), come una nuova comunione tra cielo e terra, segnalata dalla presenza delle bestie e del servizio degli angeli

Nei successivi versetti il narratore introduce il contesto spazio-temporale dell’azione ministeriale di Gesù, che inizia per la prima volta qui.  Giovanni il Battista è appena stato arrestato e probabilmente diventa particolarmente pericoloso rimanere in Giudea e Gesù si sposta in Galilea. Tuttavia non viene qui specificato il motivo dello spostamento di Gesù; il lettore deve intuirlo dal fatto che la Galilea sarà la terra in cui Gesù risorto precede i suoi discepoli (16,7) e in cui risuonerà il primo annuncio della resurrezione. Si può quindi intuire che Gesù, compiuto il tempo della preparazione caratterizzato dalla missione del Battista, inizia il suo ministero di annuncio proprio in Galilea, da dove l’annuncio del vangelo sarà propagato dopo la sua resurrezione. Il tempo delle promesse è infatti ormai compiuto (v. 15) e Gesù proclama la vicinanza del Regno di Dio. Con Gesù è giunto l’oggi in cui si riceve il centuplo (Mc 10,30), il tempo della maturazione dei frutti (cf. 12,2), il compimento di tutte le speranze contenute nelle promesse dell’Antico Testamento. Si tratta del Regno di Dio che è giunto e si sta propagando, a partire dall’annuncio stesso di Gesù e dalla sua persona, piccolo seme destinato a fare frutto (cf. Mc 4,11). L’invito conseguente di Gesù è di convertirsi, cambiare mentalità e credere al Vangelo (15).  C’è un Regno di Dio che è instaurato nella presenza del Figlio di Dio, in una nuova creazione nella quale entrare con la conversione.

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti),

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.   (15 minuti) Le prove della vita come passaggio…verso un di più, una novità… lo sperimentiamo?

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico.

 

  • Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mc 1,12-15. (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perché il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisca l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un po’ più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un po’ più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perché” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuizioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande:

 

  •  Qual è il tempo in cui avviene l’azione?

Subito dopo il battesimo Gesù è spinto dallo Spirito Santo nel deserto, per mettere alla prova quell’identità di Figlio che si era rivelata nella scena precedente.

Lo Spirito Santo spinge anche me, dove spesso non vorrei. Ne sento l’azione e il richiamo?

  • Quale luogo?

Il deserto è luogo della prova, ma anche dell’incontro con Dio, per Israele e per i profeti. Qui Gesù vive la complessa situazione umana, suddivisa tra cielo e terra, tra bisogni, istinti naturali, ispirazioni e consolazioni divine. Egli infatti sta con le bestie e gli angeli lo servono.

Il deserto, luogo della prova, ci mette a contatto con la nostra umanità, fatta di corpo e spirito. Quali luoghi di deserto nella mia vita? So prendere contatto con il mio corpo e con le esigenze profonde del mio spirito, mentre sono afferrato dalle tante preoccupazioni?

  • Che cosa accade?

Gesù viene tentato da Satana nella sua natura umana ma ne esce vincitore con l’inizio del suo ministero in Galilea.

Il deserto è anche luogo per svelare le tentazioni. In che cosa mi sento tentato in questo periodo?

  • Quale rivelazione su Gesù?

Con il suo ministero e il dono dello Spirito Santo Gesù inaugura il Regno di Dio. Egli è il Figlio che mostra nella sua persona una misteriosa comunione tra il cielo e la terra.

Chi è per me Gesù, Figlio di Dio, e come seguirlo?

 

 

                                                

Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può aiutare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

 

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