Lettura popolare Trinità Santissima

 

 

Lettura popolare Santissima Trinità Anno B

 

 

Mt 28,16-20

La rivelazione della Trinità

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere”  ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Il gruppo dei dodici, ridotto a undici dopo il tradimento e la morte di Giuda, si reca sul monte in Galilea, come ordinato da Gesù attraverso l’annuncio pasquale delle donne  (28,10). La Galilea rappresenta la terra dei popoli pagani, a cui è rivolto l’annuncio del Vangelo (4,15-17). Il monte  richiama la parola del maestro che compie la legge (5,1) e del Figlio che rivela definitivamente il volto del Padre (17,5).  Essi «vedono» Gesù e gli si prostrano in segno di adorazione, come già avevano fatto le donne (28,9) ma ciò non gli impedisce di avere ancora dei dubbi e delle paure. Sono ancora degli uomini di poca fede (8,26), deboli e insicuri, di fronte alla potenza del male che si è scatenata sul loro maestro.

Solo la parola di Gesù può superare questi dubbi e fragilità, per mezzo di un potere, che è dono del Padre. Egli è infatti il Figlio che con la sua resurrezione ha ricevuto ogni cosa dal Padre suo (cf. 11,27) e in particolare il potere di rivelare e compiere la Sua volontà nel cielo e nella terra (cf. 7,29; 9,6). Egli è il re/messia figlio di Davide, che istituisce il Regno definitivo di Dio nella storia degli uomini, restaurando Israele e rendendolo al contempo segno e strumento dell’unità di tutto il genere umano. Infatti con questo potere regale Gesù invia i suoi discepoli non più alle pecore perdute della casa di Israele (16,5-6) ma a tutti i popoli, per renderli discepoli con il dono dello Spirito Santo, attraverso il sacramento del battesimo. Essi sono così inseriti dentro al mistero del Figlio e del Padre, rivelato ai piccoli (11,25-26).  Oltre che a battezzare i discepoli sono inviati a condurre con la loro parola gli uomini dentro al mistero del Figlio di Dio. Si tratta di una “mistagogia” ossia di quell’insegnamento che propone ad ogni battezzato la via di una sovrabbondante giustizia, nel compiere la volontà del Padre (cf. 19,21; 5,20.48). L’efficacia di questa missione dipende solo dalla presenza di Gesù, che, in quanto risorto, è l’Emmanuele, il Re/messia-Dio con noi (Mt 1,22-23) per tutti i giorni fino al compimento del tempo.

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

 

Collocazione spaziale: è bene curare particolarmente la collocazione spaziale dei partecipanti all’incontro. È opportuno scegliere configurazioni geometriche che favoriscano la percezione dei partecipanti di trovarsi coinvolti allo stesso livello e senza distinzioni gerarchiche con gli accompagnatori (meglio un cerchio di sedie che un tavolo “da relatore” con le file di sedie davanti)

 

durata: 1h (tutte le indicazioni temporali sono puramente indicative dei rapporti che dovrebbero stabilirsi tra le fasi dell’incontro, ma non sono da prendere alla lettera)

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti)

I dubbi e le conferme nel cammino di fede

 

Questa domanda ha l’obiettivo di coinvolgere i partecipanti al gruppo di preghiera a partire dalla loro vita. Deve essere posta in modo molto informale e quasi naturale, come se l’incontro non fosse ancora iniziato realmente. L’accompagnatore sa invece che con questa domanda i partecipanti iniziano a condividere le loro esperienze dentro al contesto interpretativo del racconto evangelico. La domanda contribuisce a mettere il partecipante nella posizione dei discepoli.

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Mt 28,16-20 (10 minuti)

 

La lettura può essere condivisa, un versetto a testa, perchè il tesoro della parola sia concretamente partecipato da tutti, allo stesso livello. Poi si danno cinque minuti per scegliere una parola che colpisce l’attenzione e la curiosità di ciascuna persona e per condividerla, uno dopo l’altro.

 

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

Alcune domande possono essere poste, senza pretendere di seguire un ordine logico preciso, ma seguendo le intuzioni condivise dai partecipanti.

Può essere utile partire da domande riguardanti tempi, luoghi, personaggi, verbi. Si tratta non solo di aiutarli a comprendere il testo, ma anche a condividere la loro vita, identificandosi nei personaggi.

Ecco uno schema possibile di domande (a scopo puramente esemplificativo, cioè non devono essere poste con qualche ordine particolare, ma servono unicamente all’accompagnatore per suggerire ai partecipanti possibili identificazioni interiori):

 

  •  Qual è il contesto spazio-temporale del racconto evangelico?

-Ci troviamo al termine del Vangelo, in Galilea, lì dove era iniziata la missione del maestro, in un territorio fortemente mescolato con genti pagane. L’orientamento universale della missione di Gesù trova così una definitiva conferma. Quali confini e periferie dell’umano incontro quotidianamente? Qual è la mia Galilea delle genti?

-Gesù dà appuntamento ai suoi discepoli sul monte. Qual è per me, nella mia vita, il monte, ossia il luogo e il tempo in cui incontro Gesù?

  • Chi sono i personaggi, cosa fanno?

Gesù risorto e i discepoli.  

I discepoli vanno sul monte in Galilea. Mi metto anch’io in cammino per andare dove Gesù mi chiama o perdo i suoi appuntamenti?

I discepoli vedono Gesù e si prostrano. Quale esperienza di Gesù risorto e del Padre nella mia vita? Come lo adoro?

Essi dubitano. Che ruolo gioca il dubbio nel mio cammino di fede?

Gesù si avvicinò. Gesù non ci lascia soli, ma si fa presente e vicino. Mi sento accompagnato dalla Sua presenza e da quella del Padre?

  • Cosa dicono i personaggi?

– a me è stato dato ogni potere. Quale potere Gesù esercita nella mia vita e a quale livello?

Andate e fate discepoli. Mi sento inviato ad annunciare il Vangelo?

Tutti i popoli. Come considero le altre culture e religioni del mondo? Sono aperto a vedere in essi dei semi del Vangelo che possono essere coltivati?

Io sono con voi. Come vivo l’appartenenza al “voi” della Chiesa, del popolo di Dio? Incontro Gesù nel popolo di Dio?

 

Quale rivelazione è contenuta qui?

Gesù è l’Emmanuele, il messia Dio con noi il Figlio che ci rivela il volto del Padre e con la sua resurrezione il suo Regno inizia ad instaurarsi, attraverso l’annuncio del Vangelo, l’insegnamento dei discepoli e i sacramenti.

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min). L’ultimo passo, dopo la condivisione della vita, è invitare ad una breve preghiera, magari formulata inizialmente dall’accompagnatore. Qualche minuto di silenzio può autare a far risuonare la vita e la Parola condivise e raccogliere alcuni elementi che possono essere stimoli per una preghiera. Il partecipante che non intende pregare sentirà comunque che la propria condivisione è stata ascoltata e che la sua vita è stata messa davanti a Dio nella preghiera di altre persone.

 

 

 

 

 

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