Risplenderemo come le stelle (Omelia XXXIII TO Anno B)

 

 

Corriamo, corriamo, corriamo tutto il giorno per mettere a posto le cose, per lavorare, andare a prendere i figli o i nipoti, portarli agli impegni pomeridiani. Oppure ci sono i genitori anziani, che hanno bisogno di visita e di sostegno e ci si divide tra una cosa e l’altra, tra un impegno e l’altro, correndo sempre per riordinare le cose e le persone di casa.

L’ansia con cui tendiamo a vivere così le nostre giornate, sempre proiettati in avanti, nasce anche da uno sguardo volto all’esterno. Siamo sempre proiettati a sistemare le cose fuori di noi, esteriormente, e a volte ci perdiamo un po’ nei dettagli e nelle piccolezze che ci sembrano forse più importanti di quel che realmente sono. Ce ne rendiamo conto quando viene a mancarci qualcosa o qualcuno di realmente importante, per cui diventa necessario resettare tutto e trovare un nuovo equilibrio, non basato su qualcosa di esterno, ma su qualcuno di interno al nostro cuore, più di quanto lo siamo noi stessi. Basato sulla Sua Parola

Infatti dice Gesù nel Vangelo che la nostra vita è caratterizzata dalla precarietà di una serie di cose in cui ogni giorno confidiamo, e che caratterizzano le nostre sicurezze materiali ed economiche, ma che in realtà sono di passaggio, perché tutto passa, perfino il sole, la luna e le stelle, la terra e il cielo. C’è un’unica cosa che non passa e che rimane stabile in eterno, ed è la Sua Parola!

Ciò significa che l’equilibrio e la serenità con cui affrontare e riordinare le cose della vita non dipendono dalle sicurezze che ci siamo creati né da una qualche abilità organizzativa acquisita, ma anzitutto dalla nostra interiorità, in ascolto della Sua Parola.

Dove la si trova questa Parola? Essa risuona nel cuore e richiede un po’ di silenzio quotidiano e di ascolto del nostro cuore davanti a Lui, in un contesto riservato, personale, intimo. C’è chi lo crea in casa, c’è chi lo vive in Chiesa. L’importante è avere questi tempi e momenti intimi, per dialogare con Dio nel nostro cuore. Ricordiamoci sempre: chi non si occupa delle cose del cuore, difficilmente potrà giungere al cuore delle cose. Chi non ha tempo per ascoltare sé stesso, difficilmente potrà trovarlo per ascoltare gli altri. Solo l’ascolto di quella Parola che risuona nel cuore, che può farci giungere alla dolcezza di cui parla il Salmo:

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Come concretamente farla risuonare in noi? Ci sono due ambiti irrinunciabili di ascolto:

  1. La Parola del Vangelo, specialmente quello domenicale, da preparare in un momento di preghiera settimanale.
  2. La Parola che viene dall’ascolto della vita, non solo della nostra ma anche di quella dei poveri che ci circondano, che magari ci danno fastidio: povertà materiale, accattonaggio e immigrazione, povertà degli adolescenti, povertà culturale e spirituale. Si tratta di aiutare le persone a crescere, con uno sguardo di simpatia e di stimolo a migliorare e soprattutto si tratta di mettere queste persone davanti a Dio nel nostro cuore, chiedendo a Lui di farci capire come aiutarle.

Allora saremo anche noi tra coloro che avranno indotto molti alla giustizia e risplenderemo come le stelle per sempre.

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