Le quattro parole del cristiano adulto nella fede

 

Il cristiano adulto è l’uomo la cui fede è ormai solida, fondata. Possono passare tante cose nella vita, accadere tanti fatti, ma l’uomo è saldamente ancorato in Dio. Come una nave che ha una carena in grado di affondare diversi metri sotto l’acqua, per spostare il baricentro in fondo e reggere l’urto del mare mosso. Per giungere a questo punto il cristiano deve poter verificare nella sua vita la presenza di quattro parole: prova, ascolto, unità e attrazione. Proviamo a vederle un po’ una per una.

Prova: il cristiano è un “uomo provato”. Provato nella propria debolezza, come Pietro, che aveva rinnegato tre volte il suo maestro nel momento dell’angoscia. Provato per una pesca notturna andata male: si era esposto lui in prima persona, aveva convinto tutti gli altri a prendere il largo e a pescare…ed ecco che tutti sono stati condotti da lui al fallimento. Allo stesso modo può accadere anche a noi quando con onestà e generosità ci impegniamo, ci mettiamo la faccia, ma i frutti sembrano essere pochi.  Questa è l’esperienza della prova. Essa è inevitabile, nessuno ne è risparmiato. La tentazione più comune è quella di gettare la spugna, di scappare e ricominciare da un’altra parte, favorita oggi da una cultura del provvisorio, che preferisce aggirare gli ostacoli alle prime difficoltà, perché nulla varrebbe davvero la pena. Il cristiano adulto deve passare attraverso questa prova, starci dentro, con la perseveranza. Senza perseveranza non c’è fecondità.

Ascolto: Come perseverare? Ecco qui l’importanza dell’“ascolto”. Di fronte ad una mancanza di frutti, ci possono essere tanti aspetti da considerare. Sono da valutare gli obiettivi, forse sproporzionati; c’è da riflettere sui mezzi per ottenere degli obiettivi. Ma prima di tutto sono da focalizzare i propri desideri più profondi, più veri. Lì c’è la voce del Signore da ascoltare, che mi invita a gettare la rete dalla parte destra della barca. Può talvolta sembrare un invito paradossale e incomprensibile, come pescare di giorno, ma, se corrisponde ad un desiderio profondo e vero, vale la pena ascoltarlo. Poi verranno gli obiettivi e i mezzi conseguenti, che saranno continuamente da riformare: ciò che rimane però sempre salda e mi dà perseveranza è la struttura del mio desiderio e che si esplicita in un servizio reso all’uomo ogni giorno, nella famiglia, nel lavoro, nella società. Ecco il cristiano adulto.

Unità: quanto detto finora non è completo. Manca la dimensione comunitaria. Pietro tira la rete piena di 153 grossi pesci, che non si spezza. C’è un’unità che è dono di Dio e che passa attraverso un’istituzione, la Chiesa. Il cristiano sa che è inserito in una comunione più profonda delle divisioni, che è la comunità ecclesiale. Tante sensibilità diverse, tante prospettive diverse, tutte insieme nella Chiesa fanno unità se ciascuna si considera una parte del tutto e se non assolutizza il proprio “carisma” o semplicemente il proprio “punto di vista”. Il cristiano adulto sa gustare le differenze nella Chiesa e sa viverle dentro una dialettica intelligente e una ricerca di sintesi.

Attrazione: infine quando Pietro arriva da Gesù a portare i pesci trascinati nella sua rete, vede che ve ne sono altri già sulla brace.  Gesù li ha già trascinati, ben prima di Pietro, con la sua morte e resurrezione, perché egli trascina tutti a sé. Questo significa che i nostri “risultati visibili” sono sempre da considerare all’interno del primato della grazia, dell’amore di Dio, che opera anche oltre i confini visibili della Chiesa. È come un fiume carsico. Voi vedete in superfice un letto prosciugato, specialmente in estate. Ma quant’acqua scorre in profondità? Essa è in grado di dissetare tutto il paese. Il cristiano adulto ha una fiducia incrollabile nel potere di attrazione della resurrezione di Cristo, che agisce in modo perlopiù sotterraneo.

Chiediamo al Signore risorto che ci aiuti ad aver sempre più fiducia in Lui, nella potenza della sua grazia che opera nel cuore di ogni uomo, senza eccezioni!

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