Lettura popolare V Pasqua Anno C

Lettura popolare V Pasqua Anno C

Gv 13,31-35

Il comandamento dell’amore

Il messaggio nel contesto

 

IMPORTANTE: questa breve contestualizzazione e spiegazione del brano evangelico serve da preparazione remota per l’accompagnatore, prima dell’incontro. Si tratta di mettersi in preghiera personalmente, leggere il brano evangelico e poi approfondirlo con attenzione. Le considerazioni svolte sotto non sono da “ripetere”   ai partecipanti, ma da tenere presente durante l’incontro.

 

Gesù ha appena intinto un boccone e l’ha dato a Giuda, intimandogli di fare subito ciò che deve (13, 26-29). Giuda se ne è andato di notte a tradire il suo maestro (v. 30).  Ormai è giunta l’ora della morte di Gesù che egli ha già descritto come l’ora della sua glorificazione (12,23.28) in cui Gesù sarà innalzato da terra sulla croce, per attirare tutti a sé (12,32-33), avendo vinto definitivamente il principe di questo mondo, Satana (12,31).  Si comprende quindi l’affermazione di esultanza di Gesù a riguardo di quest’ora: “Ora è stato glorificato il figlio dell’uomo e Dio si è glorificato in lui”. Con il tradimento di Giuda inizia a compiersi il mistero della risalita del Figlio dell’uomo al Padre (3,13-14; 6,62) e questo ritorno è definito come una glorificazione non solo del Figlio dell’uomo, ma anche di Dio Padre in lui (vv. 31-32). È Dio Padre, sorgente ultima di ogni agire e di ogni essere, che manifesta la sua gloria nel figlio dell’uomo (v. 32) elevato sulla croce. Ci dovremmo chiedere tuttavia in che senso la croce costituisce una gloria più grande di quella che già il Figlio possiede da sempre con il Padre. La differenza che la croce determina dal punto di vista della glorificazione del Figlio e del Padre è costituita dalla partecipazione di tutti i credenti, attraverso il Figlio alla vita stessa di Dio. Infatti con la croce del Figlio dell’uomo Dio ha deciso di manifestare la sua gloria agli uomini e di attirarli definitivamente alla comunione con sé (12,32). La comunione di tutti gli uomini con Dio e tra di loro è dunque l’ultima e definitiva manifestazione della gloria e ciò sta per accadere dal momento che si compirà con l’elevazione di Gesù in croce («subito»).

Ora Gesù sta per andarsene e il muro costituito dalla morte costituirà un’innegabile separazione dal mondo e dai discepoli (cf. 7,33;8,21). Essi non possono capire per ora, come già i Giudei, dove egli ritorna, perché non sono in grado di seguirlo. Tuttavia, come un patriarca (cf. Gn 50,24) Gesù vuole lasciare ai discepoli il suo testamento, nella forma di un dono che li renderà capaci di vivere come lui ha vissuto.

Il nuovo comandamento che Gesù dona mentre sta per andarsene e ritornare al Padre con la sua morte, è l’amore reciproco nella forma in cui Gesù lo manifesta sulla croce. È nuovo perché, come la nuova alleanza in Geremia (Ger 31,31-34), il comandamento non è scritto solo esternamente ma proprio nell’intimo del cuore. Dunque non si tratta di un’imitazione esterna di Gesù da parte dei discepoli, che con le loro forze non potrebbero fare nulla, ma di una potenza che verrà loro donata intimamente e che li renderà capaci di vivere come Gesù. Quello stesso amore con cui il Figlio ama i suoi discepoli, fino a morire per loro, rende infatti possibile la comunione dei discepoli di Gesù tra di loro e costituisce un segno di riconoscimento per tutti gli uomini (vv. 34-35). La potenza della croce, di attirare tutti gli uomini a Dio, si manifesta ora grazie alla testimonianza d’amore dei discepoli, gli uni per gli altri. I rapporti di comunione e di amore all’interno della comunità cristiana dovrebbero essere il segno potente di una qualità di vita alta e straordinariamente diversa dalle logiche del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Come realizzare concretamente l’incontro?

 

  1. Ricordiamo la vita.  (15 minuti) La comunità cristiana come luogo di relazioni sempre rinnovate dall’amore?

 

 

  1. Leggere con attenzione il brano del Vangelo (almeno due volte) e soffermarsi su una parola che colpisce: Gv 13,31-35 (10 minuti)

 

 

  1. Iniziare un dialogo un pò più approfondito a partire dalla lettura (30 min)

Partendo dalla condivisione della parola si può invitare qualcuno, che sembra un pò più estroverso e a suo agio nel gruppo, ad esplicitare il “perchè” ha scelto quella parola. A questo punto si aiutano anche gli altri, ponendo delle domande, a condividere le loro impressioni e valutazioni.

 

  •  Qual è il contesto geografico e temporale del racconto evangelico?

Siamo nel luogo della cena, dove Gesù ha lavato i piedi ai suoi discepoli e ha appena consegnato il boccone intinto a Giuda, che è uscito per andare a tradirlo. Era notte, la notte del tradimento, delle forze del male che sembrano soverchiare il bene. Qui Gesù parla di gloria e di amore. Come leggo le delusioni che il tradimento della fiducia e dell’amicizia hanno provocato in me?

 

  • Chi sono i personaggi, cosa dicono/fanno?

I personaggi sono due, Gesù e i discepoli. È Gesù a parlare.

ora è stato glorificato il figlio dell’uomo. L’attore di questa gloria è Dio Padre ed accade proprio ora al momento del tradimento. Credo nella potenza dell’amore del Padre, in grado di vincere ogni tenebra presente nel cuore dell’uomo?

-Dio si glorificherà in lui. Il verbo glorificare ha qui una sfumatura riflessiva (si glorificherà). Infatti la gloria del Figlio è simultaneamente la gloria del Padre. Sono in comunione con Gesù, fino al punto di avvertire il mistero santo della gloria di Dio nella croce? C’è ancora qualcosa che mi spaventa e mi respinge in questo mistero?

Figlioli, ancora per poco sono con voi. Dove io ritorno voi non potete venire. Quali distacchi dolorosi ho vissuto nella mia vita? Sento la parola di Gesù come rivolta a me? Quale desiderio, nostalgia nell’incontro con lui?

-Vi do un comandamento nuovo. Quale novità nella mia vita e nel mio cuore per l’incontro con Gesù?

-Amatevi gli uni gli altri, con l’amore con cui io vi ho amati. Sono consapevole che, dentro le mie fragilità e inconsistenze, agisce lo stesso amore che proviene dalla croce?

-Tutti conosceranno che siete miei discepoli. Come si manifesta la mia appartenenza a Lui?

 

  • Quale rivelazione è contenuta qui?

La Chiesa è il luogo dove l’amore consegnato da Gesù sulla croce è operante e rinnova profondamente i cuori e le relazioni. Come vivo e sperimento il mistero della Chiesa?

 

 

  1. Condivisione della vita nella preghiera (5/10 min).
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...