La luce vince le tenebre

 

 

Le tenebre, come chiusura e mancanza di speranza, non sono solo uno stato del nostro cuore, di mancanza, di vuoto, ma anche una potenza attiva nel mondo, che causa ostilità, guerra, tenebra appunto. Pensate solamente in questi giorni alla guerra che è ripresa tra Iran e Stati Uniti, come in pochi anni si sia interrotto un processo di pace e di denuclearizzazione e come la strategia militare, da una parte all’altra abbia preso il sopravvento.

Di fronte ad un mondo così, siamo costretti a riconoscere che le tenebre sono davvero una forza attiva nel mondo.

Contro le tenebre vi è però la luce della vita, che è più forte della morte, perché essa illumina ogni uomo e le tenebre non l’hanno vinta, ci dice il prologo del Vangelo di Giovanni. Cosa vuol dire questa frase così sintetica e potente ma anche misteriosa? Vuol dire che al cuore della creazione, di ogni particella di materia, del cosmo, della natura vivente e dell’uomo c’è una sapienza, che è parola, vita e luce. Dio ha parlato fin dall’inizio e la sua parola è azione, processo, creazione, vita, e al contempo luce, più forte delle tenebre, perché essa è originaria. Qui non si parla tanto della luce creata, della luce del sole, per intenderci, che è un simbolo. Piuttosto si parla della luce come quella caratteristica di Dio che vince il caos originario del nulla, delle tenebre, e che è portatrice di essere e di vita.

Allora certo che le tenebre sono anche una potenza attiva nel mondo, un male all’opera che porta con sé la morte, ma la luce, essendo una parola originaria di Dio è più potente e le vince. Noi poi siamo testimoni del fatto che questa luce della Parola si fa carne, entra nella nostra vita umana. Essa ha abitato prima in un tempio di tende nel deserto, poi nel tempio di pietre a Gerusalemme, poi in un tempio di corpo umano, il corpo stesso di una persona, di Gesù di Nazareth. In lui noi tutti riceviamo quella luce originaria che è in grado di sconfiggere le tenebre nel nostro cuore, e veniamo trasformati nella sua immagine luminosa, come ci dice la lettera agli efesini: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.”

Abbiamo dunque in lui la possibilità di sconfiggere definitivamente le tenebre del nostro cuore: le tenebre della fatica che diventa scoraggiamento, della delusione e addirittura pessimismo e rassegnazione. Fino a chiudersi nell’egoismo e in atteggiamenti autoconsolatori. Il cristiano non si rassegna mai, perché la luce che è nel suo cuore, è una risorsa infinita, che, di fronte alla sfida delle tenebre, lo trasforma sempre più ad immagine del Cristo stesso.  Noi abbiamo un’eredità, l’eredità che è il nostro essere Figli, che ci spinge ad abbandonarci sempre più al Padre, senza timori e ogni volta con maggiore convinzione e determinazione.

Mi viene un esempio: il babbo di Greta Thunberg ha testimoniato che Greta prima di iniziare il suo sciopero scolastico per l’ambiente soffriva fortemente per la sua forma di autismo lieve. Aveva una sorta di depressione, di buio, di tenebra nel cuore: è stato a quel punto che, misteriosamente, una luce ha brillato nel suo cuore e l’ha portata a sentire in sé la potenza, la luce, la forza che ha aperto in lei una nuova missione. Così accade quando Dio agisce: nel cuore dei poveri, dei piccoli, di coloro che si sentono esclusi Dio agisce trasformando le tenebre in luce e creando testimoni di luce. Così accade anche in ciascuno di noi, con la potenza della fede.

Ce lo dice sempre, con parole bellissime la lettera agli efesini: “vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.”

 

 

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