Il potere della croce

Omelia per Cristo re, Anno C

Il re è colui che detiene il potere, che concentra nella sua persona il controllo di tutte le leve che, una volta azionate, cambiano le strutture e la società. Gesù è re, perchè ha certamente un potere in grado di cambiare, di trasformare radicalmente il mondo. Ma in che senso? Non si tratta di una potenza che opera sul piano delle strutture immediatamente politico – economiche, per impedire o favorire l’aggregarsi di forze, in grado di repererire e controllare energia, materie, o anche informazione, che è il petrolio dei nostri tempi. è una potenza che opera radicalmente a monte, in ciò che origina ogni movimento esterno, in quel luogo invisibile che è il cuore umano e la sua intenzionalità. è una potenza che opera un cambiamento, un ribaltamento radicale, che plasma il cuore dell’uomo e lo rende veramente umano, capace di riconoscere la bontà, l’innocenza e la verità.
Come si converte il buon ladrone? Precisamente riconoscendo l’innocenza di Gesù, la sua sofferenza innocente, come una potenza in grado di salvarlo. Questo è il grande ribaltamento, la grande trasformazione operata dalla croce di Cristo, ossia riconoscere che il vero potere non opera sul piano visibile delle potenze derivate, quelle che l’uomo può manovrare, ma sul piano invisibile dell’amore, un’amore che soffre per noi, che si dona, che perdona, un amore il cui simbolo e la cui manifestazione piena risiede nella croce. La leva del potere più grande della storia, un potere in grado di ribaltare la storia è la croce e Gesù è il re che l’ha azionata per primo, causando una catena incontrollabile di ribaltamenti, in terra e in cielo.
Non sono i potenti che si tengono strette le loro cariche per salvarsi a cambiare la società ma la croce di colui che non ha salvato se stesso per salvare gli altri. Questa croce oggi si trova nelle terre dimenticate dell’Africa, li dove si consuma il sacrificio economico degli ultimi della terra; si trova tra le onde del mar mediterraneo, li dove tante donne e bambini sono morti in cerca di una migliore speranza; si trova nelle stanze degli ospedali, dove si consuma il dramma di anziani che muoionno in solitudine o di bambini a cui non è stata concessa la libertà di nascere. Questi sono coloro che cambieranno il mondo, grazie alla potenza trasformante dell’amore di Dio. Anzi l’hanno già cambiato, perchè la grazia ha già operato in loro, in modi a noi sconosciuti per costruire il Regno di Dio, un regno che poggia sulle fondamenta degli ultimi della terra.
Anche nella nostra vita personale non sono sempre i nostri successi ad indicare la verità più profonda di noi stessi, e a cambiarci, a trasformarci nella capacità di riconoscere il bene che è intorno a noi, ma le nostre sconfitte. è dentro ai contrasti, alle difficoltà nel lavoro che io scopro che gli altri esistono e che il progetto di Dio per me non si riduce ad un disegno teorico partorito dalla mia mente. è dentro alle fatiche di un rapporto matrimoniale che scopro come l’altro non è riducibile ad una risposta ai miei bisogni, e che la mia vocazione è qualcosa che mi supera infinitamente, un dono che passa attraverso la croce per generare il bene e l’amore. è dentro al la sofferenza che genera l’educare quando sembra che nulla dei nostri sforzi passi, che i miglioramenti e i cambiamenti siano troppo lenti per poter essere attribuiti a qualche merito di colui che educa… precisamente in questo momento il sacrificio di colui che si dona ha un senso e opera il cambiamento attraverso la legge della croce che il Signore Gesù ha promulgato come re.
Sacrificio è certamente una parola scomoda e ambigua. Ma il sacrificio del re che governa la storia sulla croce non è altro che il dono dell’amore di Dio, un dono capace di vincere ogni ingiustizia, ogni tentazione verso i male e lo scoraggiamento che può attraversare l’uomo che soffre e combatte in questa vita.